chiudiX
Rss di IlGiornaleWebScrivi a IlGiornaleWebFai di IlGiornaleWeb la tua home page
Venerdì 28 aprile 2017    redazione   newsletter   login
CERCA   In IlGiornaleWeb    In Google
IlGiornaleWeb

Cultura - Cinema e spettacoloStefania Castella

CONDIVIDImyspacegooglediggtwitterdelicious invia ad un amicoversione per la stampa

13 Aprile 2017
Il Laureato. Il mito cinquant'anni dopo
di Stefania Castella



Il Laureato. Il mito cinquant'anni dopo
Il Laureato

Apatico indifferente. Passivo al limite, disinteressato, deluso, amorfo. Nessuna forza, nessuna voglia. La noia del tutto, tutto scontato, tutto fatto perché rientrava nel dovere, tra le cose da fare. Alzarsi la mattina affrontare un altro giorno, dondolandosi senza domande. La laurea un tassello obbligato, quello che fai perché è quello che si aspettano da te. Ecco cos’era Benjamin, ecco quell'impatto fortissimo che arrivava a scuotere, a dividere, a rappresentare un nuovo modo di vedere le cose, oltre le convenzioni. Perché in quel silenzio, quella rottura significò il distacco tra un prima e un dopo. E insieme a tutto ciò che a Benjamin capitava tra le mani, quasi un punto di non ritorno.

 

Compie cinquant'anni un film che rappresentò una svolta per il cinema e ciò che era stato fino a quel momento, 1967, nasceva con “Il Laureato” il mito di Dustin Hoffman, e insieme a lui quello che fu ben presto un cult movie. Regia di Mike Nichols che per quella pellicola conquistava l’Oscar, il laureato, diventò l’emblema di una generazione appiattita dal mito, dalla forza dalle speranze di quella che era stata la generazione precedente. La relazione del giovane Benjamin, un giovane Dustin Hoffman al primo ruolo importante, con l’amica di famiglia, quella mitica sig.ra Robinson interpretata da Anne Bancroft, l’estate accompagnata da una colonna sonora indimenticabile firmata dal duo Simon & Garfunkel (come dimenticare The sound of silence e Mrs. Robinson, entrate anch'esse nel mito) le giornate passate a galleggiare nella piscina di famiglia o tra le lenzuola tormentate con la donna.

 

L’estate di Ben è il ritorno dal college, il ritorno alla “normalità” alla consuetudine carica di aspettative, dei genitori della società, la risposta ad un’unica imperterrita domanda “Cosa farai adesso?” “Non ci ho ancora pensato”. Intorno, tutto “è diventato improvvisamente grottesco” rimbomba nella sua testa insieme a ciò che è stato, che ha imparato, che quasi non gli interessa, quasi non gli interessa essere ciò che è. Poi lei, la figlia di Mrs. Robinson, la bella tenera innocente Elaine (l’attrice Kaftharine Ross), il presentimento di sua madre, che si fa reale. I due ragazzi che si vedono, quella scintilla che piano piano farà terra bruciata intorno, insieme alle bugie, al tradimento che investe la giovane figlia tradita dal ragazzo che le prende il cuore, e da sua madre.

 

Vivo, finalmente, Ben dovrà riemergere e tornare vivo, per riprendere ciò che si era perso, arrivando all'ambiguo sorriso finale, quello che compare quando riesce a portarla via dalla Chiesa nella quale lei si sposava, per trascinarla lontano in autobus tra le facce attonite della gente, nell'indecisione futura, nell'indecisione, comunque. Oggi Il Laureato, torna, per chi lo ha amato e per le giovani generazioni che ancora non lo hanno visto. Per celebrarne l’anniversario, torna in versione restaurata, in America dal 23 al 26 aprile, in Italia dal 24 giugno al 2 luglio a Bologna al Festival del Cinema Ritrovato. Torna a riportare il mito, l’aurea di quei mitici ’60, torna cinquantenne e più in forma che mai.









  Altre in "Cinema e spettacolo"