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Cultura - Cinema e spettacoloStefania Castella

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07 Febbraio 2018
Sanremo 2018 apertura col botto. La vittoria della musica. I favoriti, le polemiche sul plagio...
di Stefania Castella



Sanremo 2018 apertura col botto. La vittoria della musica. I favoriti, le polemiche sul plagio...
Baglioni Hunziker Favino al Festival

Apre i battenti il 68esimo festival della canzone italiana, quest’anno firmato dalla colona sonora-portante di sempre: Claudio Baglioni. In verità l’apertura col botto è stata tutta tra le mani e le parole abili di un Fiorello in forma smagliante. A lui tocca affrontare la prima delle difficoltà, quella che riporta indietro a parecchi festival persi nel tempo, quando al tempo il fuoriclasse era Pippo Baudo. L’incursione di un uomo che invade il palco chiedendo di parlare con il procuratore di Sanremo è ben tenuta dal mitico Fiore. Il testo dipinto addosso allo showman tocca la politica senza troppi fronzoli, i vertici Rai senza troppi freni, il festival stesso regalando più di un’ovazione e più di un social plauso. L’arrivo del direttore Baglioni è quasi in ombra, affiancato all’elegante incedere della di lungo nero vestita Michelle Hunziker, e dai tentativi di rompere la tensione (ben riusciti) di Pierfrancesco Favino, il più impacciato sembra essere proprio il bel direttore. Ma partiamo con la prima delle esibizioni affidata ad Annalisa con “Il mondo prima di te”, buona vocalità, brano per fare proprio ha bisogno di un secondo ascolto…. Segue Ron che porta sul palco dell’Ariston un pezzo inedito del mai dimenticato Lucio Dalla “Almeno pensami” emozione tangibile, passa diretta dalla sua voce al pubblico. Prima band della serata, gli Amici di Maria The Kolors debuttano in questo Sanremo ’18 proponendo “Frida. (Mai mai mai)” grande ritmo, sound internazionale nonostante la scelta di cantare in italiano, di quelle che restano al primo ascolto. Tra un pezzo e l’altro, Michelle dichiara l’amore per il suo Tomaso “quanto sei bello, se potessi ti risposerei...” esprime tenera. La vediamo mettersi in gioco senza remore, canta, sorride tanto, cerca di tenere il ritmo, mentre Favino raggiunge l’equilibrio dopo aver rotto il ghiaccio iniziale. E’ l’ora di Max Gazzè con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” originale, irreale, una ballata da menestrello che si spera di memorizzare, e soprattutto di capire quanto merita. Al telefono come in uno show d’altri tempi (televisivi anche…) in collegamento, l’assente Laura Pausini giustificata dalla raucedine. Resta al telefono per tutto il tempo della gag Baglioni -Fiorello, e per tutta la durata di “E tu” dedicata a lei, e al suo impegno di partecipare al festival nella penultima serata.

Raggiunge il palco Ornella Vanoni accompagnata da Pacifico e Bungaro con una elegante “Imparare ad amarsi” meriterebbe la signora della canzone, un dieci anche solo per la determinazione e la voglia di mettersi comunque sempre in gioco.

I super favoriti con “Non mi avete fatto niente” Ermal Meta e Fabrizio Moro, non hanno bisogno di un secondo ascolto per confermarsi coppia ben assortita, il pezzo funziona da subito, aprendosi immediatamente. Su di loro però incombe a fine serata una sinistra minaccia. L’accusa di plagio si estende sui due, dati per probabili vincitori anche dai bookmaker. Colpa delle troppe similitudini con un brano del 2016 “Silenzio” portata al festival da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali e colpa probabilmente della rielaborazione dell’autore, Andrea Febo che firma il pezzo con Meta e Moro. Dalla Rai si aggiunge che si faranno tutti gli accertamenti del caso poi si valuterà, gli autori si dicono nel giusto in quanto il pezzo non contiene una percentuale di parti simili tanto da rischiare la squalifica, staremo a vedere. Ovazione per il ritorno del maestro Beppe Vessicchio che accompagna Mario Biondi voce potentissima, si mette in gioco con “Rivederti”. Coppia che stranisce, per i ricordi legati a pezzi di musica mai dimenticati, il duo Fogli-Facchinetti, tra dribblate di scioglimenti vari, come da battuta di Fiorello sempre e comunque presenti a rievocare i mitici Pooh, portano sul palco “Il segreto del tempo”, da riascoltare… Si agita la sala al suono originale e “underground” degli Stato Sociale “Una vita in vacanza” si avvale dell’accompagnamento della “nonnina danzante” la stupefacente Paddy Jones ballerina acrobatica 83enne, energia da vendere, la salsera più conosciuta, apprezzata, ammirata al mondo, insomma una nonnetta da record, e una trovata geniale per la band. Continua la gara dopo l’esibizione in musica di Michelle (se la cava egregiamente con una difficoltosa “E se domani” di Mina, vocalità dì altri pianeti), spazio a Noemi che calca il palco per la quinta volta, la sua “Non smettere mai di cercarmi” ha buone potenzialità, così come la sua voce nonostante alcuni tentennamenti dovuti probabilmente all’emozione della prima serata. Ritorno al passato per Enrico Ruggeri che riporta in auge i compagni Decibel dei bei tempi di Contessa. Il pezzo portato all’Ariston “Lettera al Duca” omaggio a David Bowie è un difficile salto cronologico. “Arrivedorci” è invece il saluto con cui pare si congederanno i mitici Elio e le Storie Tese, un lungo addio che meno provocatorio di altre sonorità passate, resterà comunque nella testa. Giovanni Caccamo porta e firma insieme a Cheope (Alfredo Rapetti figlio di Mogol) “Eterno” e in prima battuta avrebbe potuto dare di più. “Imparare ad amarsi” il brano di Red Canzian altro pezzo del puzzle che componeva i mitici Pooh è un ritorno al rock, un passo in più e sarebbe stato eccessivo, punteggio alto comunque per la forza temeraria. Luca Barbarossa firma una ballata intensa, una poesia traccia da stornello romano, malinconica, tenera perfetta colona sonora da film intenso “Passame er sale” è il racconto dell’amore della vita attraverso i gesti quotidiani. Il palco a questo punto è tutto per l’attesissimo Gianni Morandi, che duetta con Baglioni, e con il vocalist dei TheGiornalisti Tommaso Paradiso (suo è il pezzo cantato da Morandi “Una vita che ti sogno”) Ancora una coppia, originale il duo formato da Antonio Diodato secondo tra le nuove proposte a Sanremo 2014 e Roy Paci uno dei più apprezzati trombettisti italiani, portano all’Ariston “Adesso” invito a cogliere l’attimo, sempre. elegante, di bianco vestita, stile matrimonio in vista, la sempre spettacolare Nina Zilli con “Senza appartenere” conferma la sua qualità superiore. L’omaggio al piano di Baglioni per Cocciante è un invito a presenziare per tutto il cast di “A casa tutti bene” ultimo film di Gabriele Muccino. Il ritorno in gara è con “Custodire” di Renzo Rubino da riascoltare per coglierne a pieno il significato. Coppia inedita quella formata da Enzo Avitabile- Peppe Servillo, con “Il coraggio dei giorni” firma cantautoriale, di grande intensità. Concludono la gara Le Vibrazioni che ritornano dopo cinque anni con un sound mai perduto e “Così sbagliato” si spera sia un buon inizio per ripercorrere un bel percorso fatto dalla band. Una prima serata di vera musica, soprattutto musica così come voluto dal direttore Baglioni. Pochi fronzoli, poche distrazioni, nel segno del linguaggio del suono che basta a riempire. Le sue scelte almeno in questa apertura sembrano dargli ragione e la prima serata si chiude con uno share del 52,1 % quasi undici milioni di spettatori e un distacco dal passato di quasi due punti, per adesso Sanremo si conferma Sanremo, che lo si critichi o meno non si può fare a meno di vederlo…









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