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Cultura - LibriStefania Castella

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06 Luglio 2018
Giorgio Scerbanenco, il ritorno inedito.
di Stefania Castella



Giorgio Scerbanenco, il ritorno inedito.
L'inedito di G. Scerbanenco

È un inedito importante che porta la firma di un genio, tale è stato Giorgio Scerbanenco, il suo “L’Isola degli Idealisti” (La Nave di Teseo. Collana Oceani) come ammantato da una trama da film, considerato perduto, è stato ritrovato solo recentemente tra le carte di famiglia.

“Forse, se si volesse identificare il momento in cui Scerbanenco passa al noir, potrebbe essere proprio nelle pagine di questo romanzo.” Cecilia Scerbanenco.

Il libro ritrovato nell’archivio di famiglia e presentato per la prima volta ai lettori, conserva intatto il fascino della sua scrittura ironica e una struttura appassionante da vero noir all’italiana. La sua stessa storia è già di per sé quasi romanzo: il manoscritto de L’isola degli idealisti scompare infatti, insieme ad altri testi nel 1943, quando la Mondadori, per la quale era stato scritto, sposta in tutta fretta i suoi uffici da Milano. Figura tra le opere in via di pubblicazione elencate da Scerbanenco per ottenere asilo in Svizzera, ed è l’unico ad essere stato ritrovato, in uno degli archivi che raccolgono le carte dello scrittore. Un libro perduto durante la Seconda guerra mondiale e ritrovato nell’archivio di famiglia, un romanzo inedito nello stile del migliore Scerbanenco: tagliente, ironico, sensuale. Il ritorno del maestro del noir all’italiana. Nella trama siamo sull’isola della Ginestra, un piccolo scoglio verde al centro di un lago, la villa della famiglia Reffi è il rifugio sicuro per il vecchio Antonio, medico otorino dall’ironia affilata, e i suoi due figli. Carla, la maggiore, si dedica alla scrittura tra le frecciatine del genitore. Celestino, il fratello minore, è diventato medico per esaudire le preghiere del padre ma preferisce rivolgere il suo intuito alla matematica. Con i cugini spiantati Vittorio e Jole e le due domestiche, gli abitanti del Ginestrin sono al completo. La vita sull’isola scorre tranquilla fino a quando sulle sue rive non approdano due ladri d’albergo in fuga dalla polizia: Guido, giocatore d’azzardo con la passione per la pittura e Beatrice, bella, sfacciata e fatale. L’arrivo dei due latitanti e le loro rivelazioni incrinano il mondo perfetto dei Reffi, che si ritrovano l’uno contro l’altro di fronte a un dubbio morale: denunciare i due ospiti o dare loro una possibilità̀ di riscatto? È l’inizio di un vortice di tensione che sconvolge la quiete dell’isola e gli animi dei suoi abitanti, che tra amori impossibili, fughe, bugie e invidie dovranno fare i conti con la loro più̀ vera natura.

E proprio nel ricordo di Giorgio Scerbanenco, in questi giorni nell’ambito della Milanesina, all’Università Iulm , c’è stato l’omaggio all’autore, dall’idea e la direzione di Elisabetta Sgarbi. Una giornata dedicata interamente a Scerbanenco, con le proiezioni dei film La morte risale a ieri sera di Duccio Tessari e Milano Calibro 9 di Ferdinando Di Leo, con l’introduzione di Alberto Pezzotta, la serata è stata arricchita inoltre dalle letture di Sveva Casati Modignani, Piero Colaprico, Maurizio De Giovanni, Massimo Picozzi, Cecilia Scerbanenco e dal concerto con parole e immagini di Morgan.









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