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Cultura - SocietàStefania Castella

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11 Luglio 2020
Tu parlavi una lingua meravigliosa: quando la canzonetta divenne poesia. La mostra al Castello di Santa Severa
di Stefania Castella



Tu parlavi una lingua meravigliosa: quando la canzonetta divenne poesia. La mostra al Castello di Santa Severa
La mostra al castello di Santa Severa

Santa Severa: al Castello la mostra: Tu parlavi una lingua meravigliosa: quando la canzonetta divenne poesia.

18 luglio – 13 settembre

Si apre il 18 luglio 2020 nella splendida sala Pyrgi del Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea, in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, la mostra "Tu parlavi una lingua meravigliosa: quando la canzonetta divenne poesia” a cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno. Con questa mostra il maniero affacciato sul mare riapre i suoi spazi all’arte dopo il lockdown nel pieno rispetto delle indicazioni in termini di distanziamento sociale portando al pubblico dischi originali, documenti, foto e la possibilità di ascoltare brani dell’epoca per scoprire un capitolo fondamentale e ancora sconosciuto della nostra storia culturale. L’esposizione vuole fare il punto, per la prima volta, su un'avventura straordinaria che ha visto come protagoniste la poesia e la canzone italiane degli Anni '60 e '70. Decenni unici in cui poeti e scrittori del calibro di Italo Calvino, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e molti altri cominciano a ragionare intorno alla necessità di utilizzare la canzonetta leggera, la musica e il mercato del vinile, per creare prodotti di altissima qualità ma allo stesso tempo popolari. Poeti e musicisti si appropriano di questi mezzi per fondare una canzone d'autore che parli della realtà del mondo e degli uomini e che non necessariamente debba essere sciocca per avere successo. Siamo agli albori della storia della canzone autoriale. Da qui le esperienze pionieristiche di "Cantacronache", la collaborazione Sergio Endrigo-Pasolini, Pasolini stesso "autore" di testi per canzonette come "Ma cosa sono le nuvole?" cantata da Modugno, o ancora gli spettacoli di Paolo Poli e Laura Betti e i loro tentativi di creare in Italia un nuovo Cabaret e una canzone coraggiosa, utilizzando testi appositamente scritti da Moravia, Arbasino, Parise, Flaiano, Soldati e tanti altri fino a giungere alla collaborazione irripetibile tra Roberto Roversi e Lucio Dalla. A tutto questo fermento vanno aggiunte le sperimentazioni di gruppi progressivi che cercano collaborazioni con i poeti e testi speciali; così come i progetti, anche di grandi case discografiche, di incidere le "voci" dei poeti, di dare corpo alla poesia in 45 giri o 33 giri ad ampia diffusione e in cui i nostri massimi autori (da Ungaretti a Montale, da Pasolini a Sanguineti) leggano i loro testi e sonorizzino le loro pagine con l’obiettivo di far entrare la poesia in tutte le case, nei giradischi e nei mangianastri (di questi anni, ad esempio, è l'incisione in disco da parte di Italo Calvino dell'antologia dall'Orlando Furioso). La mostra racconta una stagione unica e ancora da indagare, piena di sorprese e scoperte: un periodo irripetibile nella storia della musica che non vedrà mai più il disco considerato un tale strumento di conoscenza e immaginazione. L’esposizione sarà visitabile fino 13 settembre inclusa nel biglietto di ingresso al castello. Castello di Santa Severa SS1 Via Aurelia, Km 52,600, 00058 – Santa Marinella T. +39.06.3996799








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