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Cultura - SocietàStefania Castella

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06 Gennaio 2021
Antonella Formicola: uno sguardo attento sulle zone a rischio per trovare un argine alla criminalità
di Stefania Castella



Antonella Formicola: uno sguardo attento sulle zone a rischio per trovare un argine alla criminalità
Antonella Formicola ph. Marco Belli

La dottoressa Antonella Formicola esperta criminologa, sempre impegnata contro la violenza di genere, ci aiuta a fare il punto sull’attuale stato di una società devastata, peggiorata in questi mesi blindati dalla pandemia

Antonella Formicola esperta in criminologia e criminalistica, della tutela dei diritti umani e specializzata nel settore della violenza di genere, impegnata da sempre al contrasto della violenza sulle donne ci aiuta a osservare con una lente focalizzata su questo periodo esasperato nelle sue criticità endemiche, peggiorate dal clima di incertezze e chiusure forzate dalla pandemia. Un mondo in cui l’informazione può fare la differenza e la lotta contro la violenza ,partire senza dubbio da un mutamento principalmente culturale.

Dottoressa Formicola siamo immersi in una quotidiana dose di violenza…

-Negli ultimi giorni, stiamo assistendo a diversi episodi di criminalità sparsi in tutta l'Italia, solo qualche giorno fa, a Napoli, abbiamo appreso della violenta aggressione con rapina ad un raider da parte di una banda di giovani criminali che per sottrarre il motorino ad un onesto lavoratore non hanno perso l'occasione per riempirlo di pugni e calci e pare che addirittura alcuni di loro fossero minorenni. Ora, questi fatti devono necessariamente portarci a riflettere, al di là della umana indignazione io credo sia fondamentale porre rimedio a certe situazioni che ormai stanno diventando quasi "normalità”. -

Crede che tutto sia peggiorato con lo stato attuale, con la precarietà di questi mesi? -

Si. La feroce pandemia che stiamo vivendo ci ha portato giustamente a perdere di vista una serie di problematiche sociali che se non vengono curate diventeranno croniche. È fondamentale che le Istituzioni intervengano duramente ponendo rimedio. -

Che cosa si può fare?

-La delinquenza va affrontata dallo Stato, attraverso il mezzo della prevenzione. I minorenni che delinquono vanno assolutamente guidati e per quelli che ne hanno la volontà, bisogna siano sottoposti a programmi importanti di "riabilitazione" sociale perché molti di loro sono figli del degrado, della mancanza di possibilità, ragazzi nati e cresciuti in famiglie disfunzionali dove gli è stato inculcato il mestiere del "delinquente" senza che nessuno gli mostrasse anche la possibilità di muoversi in un percorso diverso. -

Figli di una cultura mancata, assente, dannosa…

-Ribadiamo che quando fallisce la famiglia, lo Stato ha il dovere di intervenire per correggere i suoi giovani. -

Una azione concreta?

- La prevenzione sui territori è a mio avviso un punto fondamentale, e può aversi solo con la presenza costante delle forze armate sulle zone più sensibili, non si può pensare di rimediare quando il danno è stato già fatto, è fondamentale prevenire e per far sì che questo avvenga è necessario fare un piano di "osservazione della criminalità" su tutti i territori ed è proprio lì che lo Stato deve essere più presente attraverso la presenza costante delle forze dell'ordine.-

C’è una speranza di cambiamento?

-È necessario che ci sia una visione chiara, un progetto sulla "sicurezza" perché credo che questo sia l'unico modo per evitare episodi orrendi come quelli a cui stiamo assistendo in queste ore. -








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