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02 Agosto 2017
Autismo e fattori ambientali
di Alla Drobyazko


Autismo e fattori ambientaliSecondo gli studi condotti fino ad oggi l'autismo, un fenomeno psicopatologico per cui un individuo perde ogni contatto con la realtà che lo circonda concentrandosi in un proprio universo personale, era riconducibile a fattori genetici. Solo? Di recente uno studio condotto in California su individui gemelli ha ridimensionato il ruolo svolto dalla genetica, pur lasciando piuttosto perplessi diversi ricercatori. Secondo quanto rivelato, infatti, sarebbe l'ambiente a poter aumentare di molto il rischio di sviluppo di disordini dello spettro autistico. "Si sta progressivamente riconoscendo l'autismo come un disordine complesso che sarebbe difficile spiegare soltanto con dati genetici", ha affermato il coautore dello studio Joachim Hallmayer, genetista psichiatrico presso l'Università di Stanford.
Gli scienziati che hanno condotto lo studio sostengono che vi sia un cambio di rotta deciso nelle ricerche sull'autismo così da porre più attenzione ai potenziali fattori ambientali ai quali i bambini e i feti risultano esposti, tra cui pesticidi, virus e sostanze chimiche presenti nei prodotti utilizzati in ambito domestico. "È ora di cominciare a cercare i colpevoli ambientali responsabili per il notevole aumento del tasso di autismo in California", ha così commentato Irva Hertz-Picciotto, professoressa di epidemiologia presso l'Università della California. Negli ultimi 15 anni nel Paese del sole il numero di bambini autistici è aumentato in modo rilevante: più di 3mila nuovi casi nel 2006 a fronte dei 205 nel 1990.
Pur ipotizzando che il mutamento nei numeri potesse essere dovuto ad una maggiore conoscenza del disordine e quindi ad una diagnosi più precisa già sin dai primi mesi di vita del bambino, un aumento di questa portata non potrebbe ugualmente giustificare un aumento che oscilla dal 600 al 700%.
"Ci sono i fattori genetici e i fattori ambientali. I primi non mutano in periodi così brevi", ha spiegato la professoressa. Molti sono dunque i ricercatori che ritengono che l'esposizione di una donna in gravidanza a inquinanti di natura chimica, soprattutto metalli pesanti e pesticidi, possa alterare lo sviluppo della struttura cerebrale del bambino, provocando l'autismo. Mancano solo ricerche che possano presentare prove più consistenti e attendibili.
 






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