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06 Novembre 2026
Amianto alla Sacelit di Volla, l'INAIL valuta al ribasso il danno di un operaio: il tribunale ribalta la decisione
di Stefania Castella


Amianto alla Sacelit di Volla, l'INAIL valuta al ribasso il danno di un operaio: il tribunale ribalta la decisione

 

Ezio Bonanni (Oss. Naz. Amianto): «Non è una questione di cifre, ma di principio. Vittime costrette a una seconda battaglia»

 

6 novembre 2026 – L'INAIL riconosce la malattia professionale causata dall'esposizione all'amianto, ma attribuisce al lavoratore una percentuale di danno talmente bassa da escluderlo dal diritto all'indennizzo. È quanto accaduto a un ex operaio della Sacelit di Volla, dove per decenni si sono prodotti manufatti in cemento-amianto e dove altri lavoratori si sono ammalati e hanno perso la vita. Per ottenere una valutazione adeguata delle conseguenze della malattia, l'operaio, assistito dall'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, ha dovuto rivolgersi al Tribunale di Nola, che ha riconosciuto una percentuale superiore a quella attribuita dall'INAIL, condannando l'Istituto a corrispondere l'indennizzo previsto dalla legge. Una vicenda che assume un significato ancora più grave alla luce di un'altra decisione giudiziaria della Corte di Appello di Napoli, che a maggio 2026 ha confermato la condanna della società per la morte di un operaio che lavorava nella stessa squadra dell'uomo protagonista della nuova sentenza.

 

Vent'anni di lavoro tra le polveri di amianto - L'ex operaio ha lavorato nello stabilimento dal 1976 al 1997, occupandosi della produzione di tubi, lastre, giunti e altri manufatti in cemento-amianto. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, le lavorazioni comportavano una prolungata esposizione alle polveri di amianto, in ambienti privi di adeguati sistemi di protezione. Negli anni successivi il lavoratore ha sviluppato lesioni della pleura, tra cui placche e calcificazioni, riconducibili all'esposizione professionale.

 

L'INAIL aveva riconosciuto la natura professionale della patologia, ma aveva attribuito al danno una percentuale inferiore alla soglia minima prevista per il riconoscimento economico. La valutazione è stata contestata dal lavoratore, che si è rivolto al Tribunale. Il giudice, sulla base degli accertamenti medico-legali, ha riconosciuto una maggiore gravità delle lesioni, condannando l'INAIL al pagamento dell'indennizzo e riconoscendo anche il diritto alle prestazioni del Fondo vittime dell'amianto. 

 

Bonanni (ONA): «Siamo di fronte a una contraddizione che non può essere ignorata. Non è una questione di cifre o di percentuali, ma di principio. Alla Sacelit di Volla ci sono lavoratori che si sono ammalati e altri che hanno perso la vita. In questo contesto, è particolarmente grave è stato necessario l'intervento di un giudice per riconoscere la reale entità delle conseguenze della malattia. Le vittime dell'amianto non possono essere costrette a combattere una seconda battaglia, dopo quella contro la malattia, per ottenere ciò che spetta loro».

 

L'ONA, anche nella sede di Volla, continua a seguire le vicende dei lavoratori della Sacelit e delle loro famiglie, promuovendo la tutela delle vittime dell'esposizione. Per informazioni e assistenza: 800 034 294 – www.osservatorioamianto.it.

 








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