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12 Febbraio 2026
Eternit bis, la cassazione dispone la traduzione della sentenza di appello. Rinviata la decisione definitiva.
di Stefania Castella


Eternit bis, la cassazione dispone la traduzione della sentenza di appello. Rinviata la decisione definitiva.

 

Bonanni (Pres. Oss. Nazionale Amianto): “La Cassazione decide di non decidere. Singolare che la mancata traduzione della sentenza in lingua tedesca sia motivo di accoglimento del ricorso”.

 

Febbraio 2026 – La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Stephan Ernst Schmidheiny disponendo la traduzione in lingua tedesca della sentenza di appello. La decisione comporta un ulteriore rinvio nel procedimento Eternit bis e sospende, di fatto, il giudizio definitivo sulla condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per 91 episodi di omicidio colposo legati all’esposizione ad amianto.

Il rinvio deriva dalla mancata traduzione integrale della sentenza nella lingua madre dell’imputato, manager di nazionalità svizzera di lingua tedesca che ha svolto per anni ruoli apicali nella gestione delle attività Eternit in Italia ed è assistito da un collegio di difesa composto da legali italiani di comprovata esperienza.

Ne consegue un allungamento dei tempi processuali in un procedimento che si protrae da anni e che riguarda centinaia di vittime e familiari coinvolti.

«La Cassazione decide di non decidere. Trovo singolare che la mancata traduzione della sentenza in lingua tedesca sia divenuta motivo di accoglimento del ricorso», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, costituito parte civile nel processo. «Si tratta di un ulteriore stop per le vittime che attendono da tempo una definizione nel merito».

Già nel 2014, al termine del processo Eternit I, Stephan Ernst Schmidheiny aveva ottenuto l’assoluzione per intervenuta prescrizione dal reato di disastro ambientale, procedimento che riguardava il decesso di migliaia di lavoratori degli stabilimenti Eternit, cittadini residenti nelle aree limitrofe e familiari esposti indirettamente alle polveri di amianto.

«La causa non è stata discussa nel merito», osserva l’Avv. Riccardo Brigazzi, legale che ha rappresentato l’Osservatorio Nazionale Amianto. «La sentenza dovrà ora essere tradotta integralmente prima che il giudizio possa proseguire».

 

Il processo Eternit bis riguarda le conseguenze dell’esposizione all’amianto negli stabilimenti del gruppo Eternit, che per decenni hanno prodotto e lavorato materiali contenenti la fibra poi rivelatasi altamente cancerogena. Migliaia di lavoratori e cittadini che vivevano nelle aree limitrofe si sono ammalati negli anni, sviluppando patologie gravi, tra cui il mesotelioma.

 

La vicenda giudiziaria nasce proprio dalle richieste di verità e responsabilità avanzate dai familiari delle vittime e dalle associazioni impegnate nella tutela degli esposti all’amianto. Nei precedenti passaggi processuali i giudici hanno riconosciuto la responsabilità di Stephan Schmidheiny per le conseguenze legate all’esposizione all’amianto negli stabilimenti Eternit. I giudici hanno ritenuto accertato il ruolo dell’imputato nella gestione delle politiche industriali e nella prosecuzione delle attività produttive nonostante la consapevolezza della pericolosità dell’amianto, riconoscendo anche il diritto al risarcimento per le parti civili coinvolte, tra cui l’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

L’ONA conferma il proprio impegno nella tutela delle vittime delle patologie asbesto-correlate. Per informazioni e assistenza è attivo il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it








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