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Cultura - Cinema e spettacoloStefania Castella

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23 Marzo 2020
Giovanni Arezzo in Hungry Birds: Prova d'attore nello sguardo degli ultimi
di Stefania Castella



Giovanni Arezzo in Hungry Birds: Prova d'attore nello sguardo degli ultimi
Hungry Birds di Raffaele Romano

Giovanni Arezzo dal 24 marzo sarà protagonista sugli schermi accanto al celebre Dominic Chianese di “Hungry Birds”, short film scritto e diretto dal Film Maker Raffaele Romano, già vincitore del premio BEST INDIE SHORT al LOS ANGELES FILM AWARDS.

Giovanni Arezzo promettente attore ragusano, eclettico, intenso, dallo sguardo profondo che si plasma dentro le scritture. L’attore che si lascia dirigere tra le tavole di un teatro, che rende vita ogni volta ad una diversa dimensione, interprete ma anche coregista come nel caso di Chet! di Laura Tornambene in cui si cala nei panni di Chet Baker il più celebre trombettista bianco della storia del Jazz del quale riesce a definire un ritratto sincero e profondo attraverso lo studio e la grande empatia. Diplomato all'Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, il suo impegno inarrestabile, spazia dal teatro, alla TV, fino alla musica. Giovanni Arezzo infatti è anche rapper e slammer con lo pseudonimo di Soulcé, vincitore per la Sicilia dello slam ufficiale LIPS 2019 . Volto per la Tv in serie di successo come “RIS”, “Apnea”, “Donne”, “Il Commissario Montalbano”. Commovente quando è l'homeless di Hungry Birds Premio Best Indie Short al Los Angeles Film Awards, prodotto e girato a Londra dal film Maker Raffaele Romano sugli schermi dal 24 marzo. Arezzo ne è protagonista al fianco di un mostro sacro come Dominic Chianese (indimenticabile zio Junior de “I Sopranos” e Johnny Ola ne “Il Padrino” pt.2) un ennesimo importante tassello del suo impegnato percorso.

-E’ pur sempre bellissima un’emozione con le cadute e tutto il male-…Mi viene in mente la canzone di Elisa in cui le tue parole accompagnavano Giovanni Caccamo. Perché tu sei attore, regista, ma c’è anche la musica nella tua vita. Cantattore è così che ti definiresti?...

-Cantattore è un neologismo che è venuto fuori un po’ da solo e un po’ per gioco qualche anno fa, e “giustificava” in qualche modo il mio approccio alle canzoni che scrivevo e a come le interpretavo sia in studio che dal vivo, un approccio molto più teatrale che musicale. Io sono Giovanni, un ragazzo siciliano di 35 anni, alto, magro e coi capelli ricci, che in tenera età è stato rapito dall’arte, e da varie forme di arte, e oggi continua a fare l’equilibrista tra tutte le cose che lo aiutano a vivere meglio.-

Giovanni cosa spinge un giovane a lasciare casa, terra, affetti, vita, per volare via a studiare il mestiere d’attore?.

-La fame. La fame di scoprire più cose possibili, la fame di sapere. La fame di crescere. E anche quella di prendersi delle soddisfazioni. Nessuna di queste fami, mi passerà mai. Spero. Perché non si è mai arrivati, secondo me-.

Eclettico, questo mi viene in mente nel mettere insieme i fotogrammi di tutta la miriade di cose che fai. Come definisci te stesso, il tuo essere, il tuo modo di interpretare…

-Mi è stato più volte detto di essere “eclettico”. La cosa chiaramente mi fa piacere, ma non so mai se meritarmelo fino in fondo questo aggettivo. In realtà, io assecondo in maniera estremamente naturale, e a volte finanche anarchica, tutto quello che si muove dentro di me. Le emozioni, le paure, i bisogni, le necessità. Non saprei come definirmi. Una cosa che è costante in tutto ciò che creo, o provo a creare, è la necessità di raccontare, di raccontare l’uomo, l’essere umano in tutte le sue contraddizioni, di raccontare me stesso anche, in maniera intima e personale attraverso le cose che faccio. E cerco di farlo sempre con la massima onestà possibile-.

Direi che Artista forse potrebbe essere la parola unica che chiude un cerchio. Cosa senti maggiormente tra il teatro, la TV, la musica?

-Tutto ciò che faccio, se decido di farlo, è perché per me è indispensabile. In realtà credo che ci siano dei punti di connessione anche estetica forte, tra tutte le cose che faccio, e credo anche i miei background diversi si intuiscano in qualche modo in tutto quello che faccio. Ma se mi chiedi di scegliere, ti dico che il Teatro è la mia vita. E quello che provo quando recito su un palcoscenico è indescrivibile e non ha pari-.

Parlami di come entri nei panni di un personaggio che interpreti

 -Parto sempre da un maniacale studio del testo. Tutto quello che mi serve per conoscere il mio personaggio è scritto lì. Poi una volta che il testo per me non ha più segreti, comincio a lavorare con la mia fantasia e la mia creatività, tirando in mezzo il mio vissuto personale o gli incontri che ho fatto nella mia vita. Poi cerco di pensare come i personaggi, e di farli agire davvero sempre e non solo perché qualcuno (l’autore, il regista, io stesso) ha deciso che devono agire-.

Un ruolo cui sei rimasto particolarmente legato?

 -I ruoli che interpreto sono come le canzoni che scrivo: sono tutti figli miei, ne sono papà - affezionatissimo e geloso - di tutti. Con i personaggi è ancora più difficile, perché spesso sono limitati a un periodo più o meno lungo, durante il quale il personaggio si fonde con me e io con lui, e spesso quando devo appendere al chiodo il costume per un po’ di tempo, mi sembra di essere uscito da un’altra vita, di essermi lasciato dietro non un personaggio e basta ma molto di più. Per questo non riesco a tirare fuori dal mio album dei ricordi dei personaggi che ho interpretato uno a cui sono più legato, mi sembrerebbe di fare un torto a tutti gli altri-.

Se posso chiedere di Hungry Birds vorrei sapere cosa hai sentito, il punto di vista che avevi, come ti sei calato nel ruolo di chi vive di quella prepotenza che a volte la vita sa imporre su chi impotente vive la strada.

-La mia vita è chiaramente diversissima da quella del clochard che interpreto in “Hungry Birds”, per cui il lavoro è stato intanto di studio, di osservazione. Stavo a Londra, e ho guardato nei giorni precedenti a quelli in cui giravamo tutti i clochard che incontravo, e a Londra sono davvero tantissimi. Uno ogni angolo. Ho cercato di studiarne i movimenti, il respiro, lo sguardo. Ne ho conosciuti alcuni, ho parlato con loro e raccontato di me e captato qualcosa di loro. C’era qualcosa che rendeva vicinissime tutti quelle persone così distanti per background, per razza, per età. Un qualcosa, non so, una malinconia, forse, una luce, senz’altro. E chissà come si fa a restituirla quella luce. Sono stato diretto da Raffaele Romano in un modo così discreto e rispettoso e contemporaneamente così potente e deciso che mi sono affidato totalmente a lui e alla splendida storia che voleva raccontare. Aggiungo che recitare con Dominic Chianese e beccarmi i suoi sentiti complimenti a fine riprese è stata una gioia che non sarà facile da replicare-.

Ci sono progetti futuri in questa vita oltre i giorni blindati dal coronavirus?

-Fermo non so stare. Ogni tanto rispondo con entusiasmo agli inviti di colleghi e amici, che si sbattono per cercare di riempire di bello il web - che è la nostra unica finestra con l’esterno. Anzi colgo l’occasione per tirare virtualmente le orecchie a tutti i teatranti (che parolaccia, e ve la meritate!) che continuano a snobbare queste iniziative: signori, lo sappiamo che il Teatro si fa dal vivo, non aspettavamo voi che ci illuminaste. Foste meno snob e accecati dal vostro ego, capireste le reali motivazioni di queste operazioni; e la gratitudine sincera della gente che è a casa a impazzire, non è meno importante degli applausi a fine replica, anche se qui nessuno paga il biglietto. Fine del momento polemico. Sto approfittando di questo stop forzato per scrivere: sto scrivendo canzoni nuove sia con il mio socio di sempre Teddy Nuvolari che con il mio gruppo, i MoonLoverz, e sto frequentando un corso online di drammaturgia condotto da Rosario Palazzolo. Poi ho delle altre idee ma spero di non avere il tempo per realizzarle, perché voglio che il mondo torni alla normalità. I progetti futuri sono tanti e importanti, nel teatro e nel cinema e nella musica. Tocca solo che passi questo inferno-.

 

HUNGRY BIRDS

Written and Directed: Raffaele Romano

Starring: Dominic Chianese, Giovanni Arezzo

Dop: Richard Osborne

Sound mixer: James Tocher 1AD and Editor: Daniele Nania

Make up: Brooke Lee Davis

Costumes: Sarah Pollicita Vfx Artist: Salvatore Lo Cascio

Music: Giovanni D’Allò Sound Design: Vera Sorrentino

Production Assistant: Kira Dhaliwal

Producer: Raffaele e Giorgio RomanoHungry Bird

Teaser al link:  https://youtu.be/5Own4U8aFOM

https://youtu.be/nAHeOIFP2Jk

 

 








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