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Cultura - LibriStefania Castella

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25 Giugno 2019
Seconda edizione per "E ascoltai solo me stesso" dello scrittore Giovanni Margarone
di Stefania Castella



Seconda edizione per
E ascoltai solo me stesso. G. Margarone

Reduce da numerosi riconoscimenti ottenuti a livello nazionale con le opere “Note fragili” e “Le ombre delle verità svelate”, lo scrittore friulano d’adozione Giovanni Margarone esce sul mercato editoriale con una terza opera pubblicata in seconda edizione dalla casa editrice Kimerik dal titolo “E ascoltai solo me stesso. In questo romanzo l’autore racconta di Jacques, un giovane della provincia francese, che durante il proprio percorso tardo adolescenziale conosce Michel Dubois, un anziano agricoltore di origine spagnola dal misterioso passato che vive un’esistenza solitaria nel sud della Francia, nei cui confronti la popolazione del paese nutre profondi preconcetti. In questa fase la vicenda umana di Jacques si arricchisce anche del rapporto sentimentale con la coetanea Josephine. Tali incontri, in un crescendo di subitanei colpi di scena, rappresenteranno per il protagonista dei naturali concetti paradigmatici della maturazione esistenziale, nonché una sorta di palingenesi, vista come rinascita spirituale e sociale non solo personale ma collettiva. E nel suo percorso, Jacques ascolterà solo e soltanto se stesso, sordo dei preconcetti che aleggiano nel suo paese, Saintes-Maries-de-la-Mer”. Di “E ascoltai solo me stesso” il celebre artista e poeta Enrico Marras ha scritto: “In questo nuovo romanzo di Giovanni Margarone, ambientato nella Francia del sud, il protagonista principale narra il suo profondo percorso introspettivo, denso delle problematicità adolescenziali e della sua precipua intenzione di seguire solo ciò che sente dentro se stesso, con l’intento di sfuggire a qualsiasi tipo di preconcetto. Tale percorso è condizionato dal dramma della vicenda umana dal secondo protagonista del romanzo che intreccia con il narrante una profonda e speciale amicizia. Questo incontro rappresenta per l’autore Giovanni Margarone la palingenesi, vista come rinascita spirituale e sociale non solo personale ma collettiva, quasi un percorso catartico di redenzione magistralmente articolato dall’autore. La vicenda umana del protagonista principale si arricchisce con la relazione sentimentale con una fanciulla sua coetanea; incontro che nel suo cammino fra felicità e incomprensioni, idillio e dramma, risulterà fondamentale nello sviluppo della sua dimensione umana. Meritano un’analisi di estremo interesse storico i capitoli della narrazione autobiografica del secondo protagonista, in una sorta di condivisione simbiotica col principale, sugli atroci eventi che hanno contraddistinto la guerra civile spagnola (con la menzione alla città di Guernica e ai suoi avvenimenti tragici, proiettati in modo indelebile nella storia attraverso il capolavoro di Picasso) e il conseguente dramma dei profughi spagnoli antifranchisti, dei quali Michel faceva parte, in terra francese. Questo tema viene affrontato da Margarone con momenti d’intensa umanità ove il “pathos” della narrazione crea un ineludibile parallelo con le analoghe migrazioni dei nostri tempi. I personaggi descritti dall’autore, anche quelli apparentemente in secondo piano, si animano con energia e vivacità durante l’evoluzione del racconto. Certamente i personaggi maggiormente pervasi di emotività narrativa restano il secondo e il terzo protagonista, che sono da considerarsi a pari titolo con il principale. Entrambi rappresenteranno per il narrante dei naturali concetti paradigmatici della maturazione esistenziale. Ma si evince nel protagonista principale un tormento che rende manifesta la passione dell’autore (elemento ravvisabile anche nei precedenti romanzi, “Note fragili” e “Le ombre delle verità svelate, Kimerik Edizioni, 2018) per la cifra letteraria di Dostoevskij, ove sovente la salvezza viene raggiunta in un ineluttabile itinerario di patimenti e afflizioni, come nel Raskolnikov di “Delitto e Castigo” o nella figura di Arkadij del meno noto “L’Adolescente”.

Giovanni Margarone, autore ligure, ma ormai friulano d’adozione, alla sua quarta fatica letteraria, si rivela sempre più padrone delle sue storie muovendosi in uno stile attento a coniugare il contemporaneo con la lezione dei classici da lui amati, inquadrabili in particolare fra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento, dalla descrizione dei processi interiori individuabili in un’attenta analisi della cifra proustiana (“Recherche”) o all’evidente insondabilità umana di pirandelliana memoria. Margarone, in un susseguirsi d’intrecci narrativi, insegue i suoi personaggi sviluppandone l’essenza da diversi angoli di visuale, costringendoci ad affrontare la natura umana nei suoi aspetti più impenetrabili e controversi che, una volta scandagliati, raggiungono la salvifica consapevolezza del dubbio”.

Formato: Rilegato

Genere: Narrativa

Collana: Kimera

Anno: 2019

Pagine: 376

Giovanni Margarone

Giovanni Margarone è nato il 17 ottobre 1965 ad Alessandria, da padre siciliano e madre ligure, ha vissuto in Liguria fino a ventun anni. Quando lasciò la sua terra per andare in Friuli, per motivi di lavoro, era il 1986. È sempre stato un lettore assiduo, cultore altresì di filosofia e musica. La scrittura e la musica, in particolare, sono stati, sin da quando era ragazzo, le sue vocazioni naturali; per questo a dodici anni, mentre intraprendeva lo studio del pianoforte, si cimentò a scrivere due romanzi, mai pubblicati, che gelosamente ha sempre conservato fra i suoi cimeli. Da allora, ha continuato a scrivere pensieri, brevi racconti che però ha sempre poi riposto nel cassetto, mentre tanti sono andati purtroppo perduti. Scrittore di narrativa I suoi romanzi rientrano maggiormente in quelli di formazione, per via dell’evoluzione che fanno compiere (innanzitutto interiore, e non solo) ai protagonisti (dall’infanzia all’età adulta, risalendo sovente alle origini, scavando nella storia del personaggio). Forte è la componente introspettiva e psicologica, nonché l’evocazione al neorealismo del ‘900 italiano, per cui il personaggio resta sempre e comunque l’elemento centrale delle narrazioni, che potrebbero essere quindi ambientate in qualunque luogo. Per questo, le descrizioni dei luoghi in cui i personaggi si muovono (che evocano quelle dei grandi narratori dell’800) fungono essenzialmente da supporto, senza peraltro appesantire, ma concedendo la giusta enfasi. Si nota nell’autore una spiccata attenzione verso la letteratura ottocentesca russa, francese e tedesca (in particolare, Dostoevskij, Proust, Goethe, Tolstoj, Prevost, Balzac per citarne alcuni); senza dimenticare i riferimenti al Novecento italiano, nelle figure, fra gli altri, di Svevo, Cassola, Calvino e Cesare Pavese. “Autori- come dice Margarone- che mi hanno fatto scuola”, contribuendo ineludibilmente alla sua cifra stilistica. È un fermo sostenitore della versione cartacea delle opere letterarie, trovandosi d’accordo con Camilleri quando dice che il libro è caldo; pur ritenendo che l’informatica e il web in generale siano strumenti ormai essenziali per qualsiasi tipo di attività, compresa quella letteraria. Nel 2011, approfittando delle opportunità della rete, aveva creato un blog dal quale aveva tratto spunti per il saggio di scienze sociali “Oltre l’orizzonte” pubblicato nel 2013. Margarone ha finora scritto e pubblicato quattro romanzi: “Note fragili” (2018, seconda edizione), “Le ombre delle verità svelate (2018, seconda edizione), “E ascoltai solo me stesso” (2019, seconda edizione) e “Quella notte senza luna” (2018). Inoltre, nel 2019 un suo racconto “Il segreto del casone” è stato inserito nell'antologia “Friulani per sempre” – con postfazione di Bruno Pizzul - edito da “Edizioni della sera”. Pubblica con la Casa Editrice Kimerik.

Riconoscimenti:

“Note fragili” “1° Posto” al Concorso letterario e fotografico “La voce della Natura: Armonia, Benessere e Spiritualità” 2^ Edizione di Roma 2019; “Menzione Speciale” finalista al premio letterario “Mino De Blasio” 2019 di San Marco dei Cavoti; “Segnalazione di Merito” al 10° concorso letterario “Città di Grottammare” 2019. “Premio Miro Penzo” al 2° concorso letterario internazionale “Gian Antonio Cibotto” 2019 di Rovigo “Le ombre delle verità svelate” “2° posto” finalista ex aequo” al Concorso “Eccellenze” di Castiglione Cosentino 2018 con la prima edizione; “3° posto” al Premio Internazionale Asas 2019 di Messina; “4° posto” finalista ex aequo del concorso “III Premio Maria Cumani Quasimodo” 2019; “Menzione d’onore” finalista al Concorso nazionale artisti per Peppino Impastato – 2^ Edizione 2019 di Milano; “Attestato di segnalazione” al Concorso letterario Torneo Unicamilano 2018; “Attestato di Merito” finalista al Trofeo Medusa Aurea – Premio Salvatore Quasimodo dell’A.I.A.M. Roma. “Le ombre delle verità svelate” è stato e recensito, per la qualità letteraria mostrata, nella rivista “Le Muse” nello scorso dicembre 2018. Le opere sono state recensite e segnalate in vari blog letterari e riviste.

L’autore ha al suo attivo varie interviste radio e TV.








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