
Nel libro di Abrate, in copertina, tra re e regine anche Edoardo Raspelli
È disponibile sul web il Dizionario Enogastronomico Piemontese di Piero Abrate, edito da Ipogeo di Torino. Un'opera di ampio respiro che raccoglie, per la prima volta in forma organica e sistematica, il patrimonio enogastronomico di una delle regioni italiane più ricche di tradizioni alimentari. La prefazione è firmata da Paolo Barosso, che definisce il lavoro di Abrate «un immenso bagaglio di cultura immateriale che contribuisce ad esprimere l'identità e l'anima di un territorio saldamente ancorato alle proprie radici».
Il dizionario copre un orizzonte vastissimo: prodotti della terra, salumi, formaggi, pane e dolci, vitigni e vini, birre e liquori, luoghi di produzione, piatti tipici, personaggi storici, brand famosi, tradizioni, associazioni, percorsi, feste e sagre. Dalle acciughe sotto sale ai 345 Prodotti Agroalimentari Tradizionali ufficialmente riconosciuti; dai grandi vini DOCG, dove il Piemonte è primo in Italia, ai formaggi, dove la regione supera per numero di tipologie l'intera Francia.
Un viaggio enciclopedico che attraversa secoli di storia alimentare piemontese, dalle influenze della corte sabauda alle cucine delle minoranze linguistiche delle valli alpine, dalle innovazioni introdotte dallo "scambio colombiano" fino alle De.Co. comunali sparse negli oltre 1.200 comuni piemontesi.
Singolare la copertina, dedicata ad alcuni personaggi, raccontati poi nel testo, importanti per la storia del Piemonte e ritratti a tavola in una cornice fastosa che ricorda quella del ristorante Cambio di Torino: Camillo Benso Conte di Cavour, la regina Margherita di Savoia, Napoleone, Vittorio Emanuele II. In mezzo a loro Edoardo Raspelli.
Il dizionario nasce da anni di ricerca sul campo e di documentazione diretta. Lo stesso autore, nell'introduzione, racconta come il progetto sia cresciuto voce dopo voce, scoprendo via via realtà del tutto inattese: «Ho scoperto "voci" di cui ero completamente all'oscuro», scrive Abrate, sottolineando come ogni lavoro enciclopedico di questa portata, se non è frutto di un'elaborazione collettiva, non possa che essere in divenire. L'opera è dichiaratamente aperta a integrazioni e aggiornamenti futuri, e l'autore invita chiunque voglia contribuire a farlo scrivendo all’indirizzo mail riportato nell’introduzione.
Fra le curiosità che emergono sfogliando le voci, spiccano storie di personaggi dimenticati e riscoperte sorprendenti: il cioccolatiere Giovanni Antonio Ari, primo a ricevere nel 1678 la licenza per commercializzare la bevanda al cacao a Torino; il cuoco Teofilo Barla, fornitore della corte sabauda e inventore della finanziera; i caffè storici che hanno ospitato Dumas, Nietzsche, Puccini e Calvino; i biscotti preparati una volta alla settimana nelle cucine di cascina, i salumi delle valli valdesi, le acque minerali di 71 fonti alpine.
Il volume, acquistabile nella versione con copertina flessibile e in quella con copertina rigida, direttamente sul sito Amazon. si rivolge a chiunque voglia approfondire la conoscenza del Piemonte attraverso il cibo: appassionati di enogastronomia, operatori del settore turistico e della ristorazione, storici della cultura materiale, ma anche semplici lettori curiosi di scoprire l'identità di una regione che ha fatto del mangiar bene una forma d'arte e di civiltà. La cucina italiana è stata del resto riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Immateriale dell'Umanità, e il Piemonte ha contribuito in modo determinante a questo riconoscimento.
Piero Abrate, Dizionario Enogastronomico Piemontese, Torino, Ipogeo Edizioni, 2026, pg. 320, euro 17,90 (copertina flessibile), euro 25,90 (copertina rigida)
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