
La celebre firma del giornalismo sportivo italiano mette la sua penna al servizio della poesia, dipingendo un ritratto intimo e appassionato delle discipline che uniscono e muovono l’essere uman
C’è un istante preciso, sospeso nel tempo, in cui il gesto atletico smette di essere pura performance fisica e diventa arte, racconto e metafora della vita stessa. È proprio questa l'essenza profonda di “Gli sport di Greg. Quando lo sport è poesia”, la raffinata raccolta firmata da Alberto Dionisi ed edita da PandiLettere che sta catalizzando l’attenzione del panorama culturale e sportivo nazionale. Composta da sessantatré pagine di fulminee e pregevoli istantanee, l'opera è stata candidata al “Premio Strega Poesia 2026” e al "Festival del Calcio Italiano & Festival della Letteratura Sportiva - Cultura Sportiva – Giornalismo Sportivo 2026".
Dietro il titolo si cela una scelta dal profondo valore umano ed esistenziale: "Greg" non è un campione da copertina, ma il nome assunto da una ragazza nel suo doloroso percorso di guarigione dall'anoressia. Un parallelismo potente voluto dall'autore: se l'atleta lotta contro un avversario per la vittoria, chi soffre di questo disturbo combatte contro sé stesso nella gara più importante, quella per la vita.
Attraverso i suoi versi, il libro esplora l’universo delle diverse discipline catturando oceani di colori, movimenti disparati e incroci di fatiche. Non si tratta però di una semplice celebrazione dei campioni sotto i riflettori, ma di uno sguardo sensibile che mette sullo stesso piano i grandi trionfi e le fragilità umane. Il testo racconta le "Greg" di qualunque strada o periferia esistenziale che, dentro i muri del disagio, trovano il coraggio di affacciarsi e scendere in quel teatro antico dove va in scena lo sport. Accanto alla gente comune, la raccolta ospita anche intensi ritratti dedicati a grandi miti sportivi riletti nella loro intimità: dal talento puro di Pelè alla lucida consapevolezza di Jannik Sinner, del quale si canta come "la fragilità sia la sua forza", fino ai commoventi tributi a Marco Simoncelli e al ciclista Gino Mäder.
È un viaggio poetico sospeso tra la gioia e il dolore, dove persino chi solleva una coppa si ritrova a fare i conti con il dubbio e la paura, colonne portanti della condizione umana. Un'opera che, tra le pieghe del racconto sportivo, contiene anche un'intensa orazione funebre contro l'insensatezza della guerra, dedicata ai tantissimi giovani che oggi perdono il futuro nei conflitti mondiali.
A dare ulteriore autorevolezza all'opera è il coro di consensi ricevuto da grandi firme del giornalismo italiano, le cui riflessioni accompagnano il lettore. Luigi Ferrajolo, firma del Corriere dello Sport-Stadio, promuove l'opera senza riserve definendo l'autore un cantore del cuore e un testimone attento del mondo sportivo. A fargli eco sono le parole di Alessio Maldini e Giorgio Germanò, giornalisti di GR1 Sport; se il primo evidenzia la capacità magistrale di catturare quegli attimi infiniti che separano la vittoria dalla sconfitta, il secondo sottolinea come la perizia e il sentimento dell'opera riescano a unire e separare gli atleti con versi toccanti. Anche l'antropologo e scrittore Mauro Francesco Minervino descrive la scrittura come un inseguimento a occhi chiusi di un pallone sospeso nel cielo, una nuvola bianca sopra il campo aperto in cui si gioca il gioco della vita.
Dietro questa sensibile architettura lirica si cela la firma di Alberto Dionisi, un professionista di lunghissimo corso del giornalismo italiano che ha deciso di prestare la sua esperienza alla poesia. Con una carriera eclettica costruita all'interno dei principali programmi radiotelevisivi nazionali, da RAIGR1 SPORT a RAI INTERNATIONAL e RADIO 24 IL SOLE 24 ORE, fino alla collaborazione con l’ANSA, Dionisi unisce una profonda competenza tecnica a una straordinaria carica umana. La sua passione assoluta per lo sport nasce da lontano, da un giorno impresso indelebilmente nella memoria: il 3 settembre 1960 quando, a soli 7 anni, venne preso per mano dal padre sugli spalti dello Stadio Olimpico di Roma per assistere alla storica vittoria di Livio Berruti nei 200 metri alle Olimpiadi.
Già autore di importanti saggi calcistici di riferimento catalogati e conservati nell'archivio storico di Coverciano, nel suo percorso letterario Dionisi ha raccolto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Pushkin nel 2019 e il Premio Agape nel 2025. La sua capacità di leggere lo sport come specchio dell'esistenza affonda le radici anche in esperienze umane profonde, come gli anni di docenza in "Geografia del Calcio" alla Sapienza Università di Roma o il progetto formativo dedicato ai "Giovani Adulti" del carcere di Rebibbia, incentrato proprio sul legame indissolubile tra le regole del gioco del calcio e le regole della vita.
Con "Gli sport di Greg", Dionisi si conferma così un testimone sensibile del nostro tempo, capace di guardare oltre il tabellone del punteggio per scovare l'anima segreta di ogni disciplina.
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