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Cultura - SocietàStefania Castella

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07 Novembre 2014
La chirurgia della felicità
di Stefania Castella



La chirurgia della felicità
la chirurgia oggi
Che ci sia cirisi è ormai assodato ogni settore dell'economia stenta ad andare avanti. In questi ultimi anni il calo per molti è stato irreversibile ed è cronaca di questi giorni, lo scontro nelle piazze, tra operai e imprenditori impossibilitati a dare le minime garanzie di futuro. In tutto questo stato di caduta generale non possiamo fingere di non vedere, quanto di contro determinati settori sembrino quasi rafforzati. Pensiamo alla bellezza, e tutto quello che vi ruota intorno, dalla semplice crema, ai trattamenti estetici più elaborati come se, più si senta nell'aria, la cappa di crisi e depressione, più si cerchi di combatterla partendo da se stessi, a volte esagerando. Schiere di ragazzine chiedono per i loro diciott'anni la taglia di seno in più, donne "normali" che arrivano a snaturarsi, alla ricerca di un ideale di bellezza  che non esiste. La chirurgia estetica, cavalca l'onda di ogni momento storico, anche questo di particolare crisi non fa eccezione. L'ultima"vittima" dell'esagerazione, è stata l'attrice Renée Zellweger, l'indimenticabile protagonista di quella Bridget Jones, imbranata, innamorata così naturale, con quelle sue enormi culottes da non sembrare "finta". L'attrice ci ha abituati ai suoi mutamenti estetici, più tonda meno tonda ma oggi, c'è quasi un'altra donna nel suo viso. Algida, sofisticata, viso sfilato, nessun segno delle vecchie guanciotte rosa, si ostina a dire che è tutto merito della felicità, di una serenità d'animo, che non credevamo avesse il potere di spianare le rughe. Negare, del resto è il vizio di molte star, ma questa, della felicità è la più originale. C'è da consolarsi, dati i tempi, la depressione spesso ce la leggiamo in faccia, e forse, sorridendo, come dice  la signora Zellweger, vuoi vedere che si stende anche la zampetta di gallina?







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