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Cultura - SocietàStefania Castella

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12 Novembre 2014
Pompei: suggestioni da preservare
di Stefania Castella



Pompei: suggestioni da preservare
calchi nell\'Orto dei fuggiaschi Pompei

Alla ribalta negli ultimi tempi per notizie non sempre positive. Dopo i vari crolli che hanno reso alcune zone inaccessibili per migliaia di turisti, Pompei torna a far parlare di sé. Proprio in questi primi giorni di novembre, dopo mesi di restauro, ha riaperto L’Orto dei fuggiaschi: un ampio spazio coltivato che accoglie i calchi di 13 vittime del 79 d.C. travolte dalla furia dell’eruzione mentre cercavano scampo. Spettacolari calchi in gesso riproducono forme di adulti e bambini che ferme, immobili, raccontano e tolgono il fiato, ancora. Di questi giorni anche la visita di due ispettori inviati dall’Unesco per controllare lo stato di tutto il sito archeologico campano. Gli esperti Christopher Young e Jean-Pierre Adam hanno posto i loro quesiti alla sovrintendenza dei beni archeologici riguardo alcune anomalie rilevate. L’organizzazione delle Nazioni Unite, che ricordiamo si occupa di educazione alla scienza e alla cultura, si spera riconosca ancora il sito come "patrimonio dell’umanità"; intanto il dossier resterà top secret, almeno fino a primavera.
Le domande degli ispettori si sono concentrate soprattutto sulla sicurezza, visti i molteplici atti vandalici specialmente notturni in un luogo che è sicuramente uno dei più suggestivi e visitati al mondo. Domande sull'utilizzo dei vigneti e relativa produzione di vino "Villa dei Misteri", alle quali gli esperti del ministero per i beni culturali hanno risposto prontamente ricordando che "la legge Ronchey, dietro pagamento di Royalty alla sovrintendenza, dà in concessione ai privati l’utilizzo degli spazi del patrimonio". Immaginiamo siano rimasti molto colpiti entrambi gli esperti.
La notizia principale riguarda però la gestione di turisti e visite, secondo i due, troppo dannose: "erosione da calpestio" è ciò che denunciano, per cui urgerebbe una messa in sicurezza e un turismo a "numero chiuso". Su questo le opinioni divergono, il giovamento in questo modo della tutela del luogo si teme rallenterebbe l’afflusso delle migliaia di turisti, gravando anche su aspetti di tipo economico e forse, per ovviare alla situazione, basterebbe aumentare la sicurezza ed educare il turista ad un maggior rispetto. Il luogo merita di essere sicuramente protetto per quello che rappresenta nella sua unicità, racconto di vita vissuta duemila anni fa, per quello che ancora insegna e trasmette, per l’emozione nel vedere alcuni angoli così intatti da sembrare fermi nel tempo. Considerando che a Firenze, per gli "Uffizi" si è adottato da tempo, il sistema del turismo controllato, e che le visite siano comunque in aumento, forse sarebbe il caso di prendere in considerazione la proposta. Oltre tutte le polemiche, sicuramente ciò che conta è tutelare il luogo e se questo vuol dire limitare l’affluenza, varrebbe la penna pensarci considerando in primis la tutela di un mondo sospeso nel tempo, che merita tanto rispetto








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