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Cultura - SocietàStefania Castella

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17 Novembre 2014
Multitasking la verità? sta nel mezzo
di Stefania Castella



Multitasking la verità? sta nel mezzo
multitasking
Mentre sto scrivendo la bimba ha le mani macchiate dai pennarelli, le danno fastidio bisogna pulirle, l’altro deve risolvere il problema di matematica bisogna dargli un’occhiata, come alla cena nel forno, e magari un controllo a quei maglioni da tirare dentro prima che piova. Il leitmotiv? "Un attimo, arrivo" …Rispondere al telefono, ad una mail, arrivare su qualunque cosa il prima possibile, che siano richieste di vicine, di mamme, figlie, amiche, colleghi, e via così fino all'ora di tirare la parola The end ad un altro giorno. Ecco cos'è normalmente una giornata tipo, di ogni donna, ma spesso, tanto spesso anche di molti uomini; che si lavori in casa o fuori, che si abbia un figlio o meno. La parola del giorno è Multitasking, e associarla ad una donna forse viene più naturale, ma c’è un "ma" da non sottovalutare. Che le donne si sdoppino per natura, per procreare, e che da allora si sdoppino per sempre, è un dato di fatto, ma con i tempi e la società che cambia, molto è mutato anche per l’altro sesso. A parte guidare e rispondere contemporaneamente al telefonino, in molte famiglie si lavora in due (quando si lavora!) e i compiti finiscono spesso per non distinguersi più per ordine sessuale maschio femmina. Le ricerche dall'Inghilterra alla Svezia, sono a dire il vero contraddittorie. Secondo Bmc Psychology le donne sembrano più brillanti sotto pressione, più propense ad ordinare elementi quando si parano davanti compiti poco lineari, a differenza dell’uomo portato a svolgere mansioni senza troppe alternative (Immaginate l’uomo primitivo che doveva cacciare per procurarsi il cibo). Secondo gli scienziati inglesi se la donna non fosse stata multitasking fin da allora, oggi non saremmo qui. Non tutti la pensano così e gli studi degli scienziati svedesi, dicono esattamente il contrario, tirando in ballo addirittura Giulio Cesare che, si dice, dettasse contemporaneamente tre testi diversi insieme.
Come molto spesso accade, la verità, probabilmente, sta nel mezzo, e il giovane professore di scienze del comportamento Nick Chater, in un intervista al Sole 24 ore spiega che, "non esiste sesso che sia più multitasking di un altro, semplicemente perché il nostro cervello non esegue più compiti contemporaneamente" ma proprio come farebbe un sistema informatico, li esegue una alla volta più velocemente. Un esempio? Pensate che vi si rivolga un quesito, mentre state camminando, qualcosa che richieda una risposta non immediata, la reazione? Vi fermate, pensate, rispondete. Il cervello suddivide le nostre azioni a dimostrazione della connessione tra la nostra energia fisica e mentale. Perseguire più di un obiettivo, con l’illusione di fare bene tutto, è quindi un’impresa, se non impossibile piuttosto difficile, il rischio, è che si facciano tante cose, tutte in modo poco efficace. Un sistema per migliorare c’è, ed è un po’ come succede per i giocolieri: imparare bene i diversi compiti separatamente e poi unirli, sperando che con l’allenamento riescano a diventare più attuabili, ma arrendersi all’evidente consapevolezza che il massimo dello stress, deriva proprio dalla volontà di fare i supereroi. Questa è una tendenza soprattutto femminile ammettiamolo, per dimostrare di valere, a volte esageriamo oberandoci di compiti anche quando potremmo benissimo delegarne qualcuno. Prendersi il tempo di selezionare le attività, forse sarebbe la chiave per riuscire a far bene tutto, senza rischiare di esplodere, imparando a fare anche una cosa alla volta, non è detto che sia poi così disdicevole.







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