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Cultura - SocietàStefania Castella

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28 Novembre 2014
Mamme e lavoro siamo tutte quante rock...
di Stefania Castella



Mamme e lavoro siamo tutte quante rock...
mamme e bimbi: lavoro
In una recente e intensa intervista, la cantante Elisa parlando di sé come professionista e come madre, ha tirato fuori tutto quello che appartiene a noi donne, un universo diverso per tutte, eppure spesso così simile, che siano rock o meno, ci assomigliamo quasi tutte.  
Racconta di aver dovuto assumere una tata ed una governante per riuscire a lavorare. Perché tentiamo di fare tutto, ma poi abbiamo tutte bisogno di aiuto. Donne, madri, che lavorino in casa o fuori, in comune spesso il senso di inadeguatezza di fronte agli imprevisti che ti creano questi esserini, concentrati di energia folle. Non tutte possiamo permettercela la tata, non tutte possiamo contare sull'aiuto di quella rete essenziale fatta di nonne, zie, o semplici amiche fidate. Così cerchiamo di agganciarci, di duplicarci, e capita di vedere sempre più spesso, all’ora d’uscita dalle scuola papà con zaini sulle spalle e mamme che si affrettano a rincasare (quando hanno lavori che  permettono loro orari decenti). Loro, le donne, di solito sono quelle che si affannano di più, perché detestano il rimbombo di quei pensierini serpiferi che le inondano di sensi di colpa, anche quando le colpe non esistono. Attaccate ai telefonini, quando hanno la fortuna di agganciare una "sostituta", quel giorno non c’era scuola e tutto considerando un’età scolare, perché per le altre con bebè più piccoli, conciliare è impensabile, il più delle volte.
Che strano, in questo nuovo millennio così avanti, così moderno, lavorare per molte spesso non è necessità e basta, spesso è un lusso che non puoi permetterti.
Quelle che hanno la "fortuna" di lavorare in casa, non hanno certo la meglio. Se sono lavori da ufficio che avete da sbrigare, vi accorgerete presto di quanto sia meglio uscire fuori di casa! L’organizzazione è una necessità comunque e la piccola o il piccolo che vi gironzola intorno non è sempre facile da gestire. Qualunque età abbia, ricordate è un essere umano dotato di cervello abnorme, inversamente proporzionale alla sua statura. Di solito sa come funziona un p.c. e sa come funziona una mamma. Utilizza una tecnica vecchia come il mondo, una tecnica regalata da madre natura: l’occhione languido spalancato frega - mamma. Qualunque cosa stiate facendo avete perso in partenza e loro lo sanno. Cederete facendoli salire in grembo, pensando di tenerveli accucciolati, come teneri micetti. Non è così, in un trecentomillesimo di secondo, con un solo dito, faranno sparire il vostro lavoro in una remotissima cartella che non saprete mai più ritrovare, tenterete un’espressione di rimprovero. Vana.
È a questo punto, che mi vengono in mente tutte le tate che vedo alla tv, (quando mi è concesso vederla, e solo se c’è una puntata di Peppa pig troppo noiosa) quelle che in una settimana rivoluzionano figli, famiglia, educazione, regole. Le penso e penso che tanto non imparerò mai, mi viene sì, un certo moto dentro e un "adesso basta si fa come dico io", ma dura lo spazio di una pubblicità. Quegli sguardi sanno chi siamo, l’hanno impresso dentro, come noi abbiamo impresso il loro, nel momento in cui ce li hanno appoggiati al petto. Da quel momento, tutte le regole, tutti i consigli, tutto il bagaglio di cose già viste o dette, è svanito. Da quel momento niente è stato più come prima e pure noi. L’inadeguatezza, la paura di non farcela, certe volte basterebbe sapere che succede a tutte. Succede a tutte di credersi Wonder woman e scoprirsi semplicemente noi, donne, mamme e basta. Non importa quanti soldi tu abbia (forse un pochino) o tutto quello che cercherai di dare loro, penserai, sempre e comunque che non è abbastanza. Succede a tutte. Sapere che è così per tutte, che tutte hanno le tue stesse difficoltà, fa sentire meno sole.
Che siate rock o meno, imparate a pensare che quello che fate è già tanto. Questi piccoli, nella loro intelligenza, sanno riconoscere realmente il nostro sguardo, sanno quando siamo arrabbiate veramente e fondamentalmente vogliono solo la nostra presenza. Imparate a chiedere, a confrontarvi, aver bisogno di una mano è normale, non vi snaturerà dal vostro ruolo. Magari evitate di dire ad una tata eventuale che Tigro dorme nel lettone con voi, insieme a Winnie, all'orsetto polare, la tartaruga morbidona e che vi va bene così, perché a quegli occhioni, proprio non avete saputo resistere e vi hanno fregato per l’ennesima volta…







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