 | il fascino del male una vera patologia |
Los Angeles 9 agosto 1969.
California, le belle colline di Bel Air, lusso da star. Cielo Drive la villa presa in affitto da una giovane coppia con tutta la vita davanti. Una sera calda, una sera felice, un gruppo di amici. Una di quelle sere in cui si sta insieme, si alza un po’ il gomito, si ride felici. Lo possiamo immaginare. Una sera d’estate come tante, in cui ti senti bene, anche se lui non c’è, ti senti protetta, ci sono loro, ci sono gli amici, sei al settimo cielo. Lui ti ama, tu lo ami, un pancione di otto mesi. Una di quelle sere in cui pensi di avere tutto, in cui non ti manca niente. Lo possiamo immaginare. Quella sera, per la giovane bellissima attrice Sharon Tate e i suoi quattro amici, fu l’ultima. Il compagno di lei, il regista Roman Polanski si trovava a Londra in quel momento, aveva appena appena terminato di girare il film Rosemary’s Baby, quando la sua vita finì con lei e con il piccolo che aveva in grembo. L’autore di quegli omicidi, o meglio il mandante Charles Manson fu condannato con tutta la banda che capeggiava, quella “famiglia” composta da sbandati, drogati, come lui, che quell'estate avevano commesso furti rapine e omicidi in un crescendo sempre più terrificante. Condannati nel 1971, si videro commutare in ergastolo la punizione, quando nel 1972, lo stato della California abolì la pena di morte.
Attualmente Manson sconta la sua pena in California, ha ottant'anni e non è più solo, accanto a lui una giovane donna Afton Elaine Burton ha lasciato la casa dove viveva con i genitori per vivere più vicino all'uomo che ama e difende, per sposarlo.
Roma 29 settembre 1975.
Angelo Izzo, Andrea Ghira, Gianni Guido sono giovani esponenti della Roma bene. In particolare Izzo. Padre costruttore madre laureata, le migliori scuole. Quartieri alti, soldi machine. Passione per la politica, giro di amici, festini droga. Quel giorno di fine estate, i tre invitano due giovani studentesse Donatella Colasanti 17 anni e Rosaria Lopez, 19, in una bella villa, nella quale si sarebbe dovuta tenere una festa. Le due ragazze furono drogate torturate seviziate per due giorni. La Lopez fu annegata nel bagno di casa. La Colasanti si finse morta, per sfuggire alla furia dei tre. Chiuse nel bagagliaio di un auto, furono ritrovate da un metronotte, mentre i ragazzi erano in giro per locali.
Condannati all'ergastolo, la pena restò solo per Izzo, mentre ai suoi amici, riconosciute le attenuanti generiche fu commutata la condanna a trent'anni. Nel 2004 Izzo, in regime di semilibertà, dal carcere di Campobasso (ufficialmente per permesso di lavoro) uccide due donne, madre e figlia all'epoca sotto protezione perché familiari di un affiliato (pentito) di una cosca, che Izzo aveva conosciuto in carcere. Nel 2009 una giornalista, Donatella Papi dichiarò di volerlo sposare e nel marzo del 2010 i due si unirono in matrimonio. La relazione è terminata poco dopo le nozze. Oggi Izzo sconta ancora l’ergastolo.
Due casi, di enorme gravità, con in comune due donne che scelgono di “immolarsi” per salvare, quello che sentono, essere l’uomo da difendere, l’uomo della propria vita. Ce ne sono tantissime. Per molte di noi è inconcepibile, come si possa provare un sentimento per esseri macchiatisi di delitti così orribili eppure, esistono donne che provano forti legami e attrazione per quelli che, reputano forti, protettivi, da salvare, da venerare. Esiste una vera e propria patologia psichiatrica chiamata “Ibristofilia” per cui, si prova un’attrazione morbosa verso chi compie crimini efferati, di tipo predatorio. Spesso sono donne vittime loro stesse di violenza, o con un profilo di bassa autostima. Donne che cercano (probabilmente come nel caso Manson) notorietà, e la cercano nel modo più infimo possibile, dimenticando che non sempre può esserci salvazione, neanche in nome dell’“amore”.
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