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Cultura - SocietàStefania Castella

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15 Dicembre 2014
Uomini, quelli con la pancetta
di Stefania Castella



Uomini, quelli con la pancetta
uomini con la pancetta
piacciono di più

Quelli che “stasera leggeri, mi raccomando” e poi fanno il bis. Quelli che “da lunedì, mi tengo un po’” (la parola dieta non rientra quasi mai nel vocabolario maschile) e in effetti il lunedì solo insalata, almeno fino al martedì. Quelli che “tanto poi c’è il calcetto”, e magari c’è davvero la partita di calcetto, compresa di panino e birra post-fatica.

Senza cadere nella solita fastidiosa diatriba sessista, diciamo a chiare lettere che per l’uomo la problematica dieta è un dettaglio. Un bisogno reale non c’è perché, mentre le donne sono più influenzate da immagini patinate da copertina, piene di magre senza troppi sforzi, gli uomini non si soffermano quasi mai sui bicipiti altrui. Tranne eccezioni di fanatici cultori del corpo, la maggior parte forse non dà troppo peso a pancette e maniglie dell’amore. Aggiungiamo a questo il particolare che le tempeste ormonali, causa di cellulite e pelle a materasso, sono una fortuna in percentuale quasi totalmente femminile e traiamo le dovute conclusioni: uno dei due sessi è leggermente più avvantaggiato dell’altro.

Se consideriamo il cospicuo numero di “pancette illustri” da Leonardo di Caprio, che non si può certo definire tonico, a Jack Nicholson o il “gladiatore” Russell Crowe, assolutamente affascinanti “in carne” e sempre accompagnati da bellissime donne, fino al simbolo scelto dal tedesco “Bild” come esempio di famoso (molto ben accompagnato) panciuto, (ricco non è un dettaglio) e contento come Flavio Briatore. Ci accorgiamo di quanto sia ormai assodato e ben accettato il binomio uomo-pancia. “Lo sformato” piace, e scherzi a parte, la faccenda è seria e seriamente studiata, il risultato di uno studio dell’Università di Erciyes, in Turchia, porta ancor più acqua al mulino dei ben torniti. Secondo lo studio effettuato su circa 200 uomini di diversa corporatura, tenuti sotto controllo per 18 mesi, le performance sessuali di quelli con indice di massa corporea maggiore, sono migliori di quelle dei colleghi magrolini. La durata media a letto di questa categoria con tartaruga impropria, è di 5 minuti in più rispetto ai magri (7,3 contro 2). In un anno, questi portatori sani di pancetta, collezionano otto ore di sesso in più. Tutto grazie all’Estradiolo, un ormone femminile, (poteva toccarvi l’ormone cellulitico, non vi lamentate) che agisce da ritardante per l’orgasmo maschile, e sarebbe, direttamente collegato al grasso addominale. Insomma un vantaggio in più se tutto sentito fino ad ora, detti e proverbi compresi, non vi fosse bastato. L’uomo con la pancetta piace, rassicura, accoglie, toglie quel senso di competizione che sotto sotto scatta in ogni donna. Il senso di protezione, di sicurezza, che dà un uomo “ben piazzato” è in effetti molto meglio dell’eccessiva ossessione compulsiva di tanti maniaci dell’addominale scolpito, che sembrano presi più dalla loro fisicità, che da quella delle loro compagne. A noi donne, non resta che sudare e sopportare la realtà, dato che studi sulla cellulite, e sull’effetto che fa sugli uomini non ce ne sono ancora, meglio distrarsi con una dichiarazione di Luciana Littizzetto: “Le donne hanno la cellulite, è un fatto. Se una non ce l’ha, 9 volte su 10 è un travestito… ditelo ai vostri mariti, la mia cellulite ti fa schifo? Mi dispiace amore, sei gay!”. Magari, tenete nascosto il risultato della ricerca…








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