 | | Belèn in intimo |
Chiusi i battenti dell’ultimo show (Tù si que vales) la co-conduttrice del programma Belèn Rodriguez, non si è comunque eclissata. Per quel che ci è dato sapere e vedere (quasi tutto), mostra e posta costantemente tutto quello che appartiene alla sua vita, e passa come un bulldozer sopra ogni forma di polemica.
Queste, in verità ne arrivano come se piovesse, data la mania di rendere partecipi fan e non, di ogni piccolo evento, che sia l’ultimo servizio fotografico, il primo sonno del marito Stefano, o il bacetto di buona notte del piccolo Santiago. Una vita passata sotto i riflettori ha indotto evidentemente la signora De Martino a pensare, se paparazzate devono essere meglio provvedere da sola, così ogni angolo della sua giornata, e del suo corpo (farfallina sanremese compresa) è di pubblica conoscenza.
Bella è bella Belèn, non c’è alcun dubbio, e chi prova quel certo fastidio nel vederla ovunque, che non nasconda sotto sotto, un piccolo briciolo di invidia? Restiamo nel dubbio. Ai posteri e ai poster l’ardua sentenza. Indubbio che la bellezza muova il mondo, e certe volte, lo fermi anche. In corso Buenos Aires a Milano, una delle vie principali dello shopping, nei pressi della stazione centrale, qualche giorno fa, a quanto pare il mondo, o perlomeno una buona parte, pare si sia proprio fermato occhi all’insù di fronte alla gigantesca bellezza seminuda, che campeggiava pubblicizzando una nota marca di biancheria intima. Pose sexy e polemiche. Un po’come le “comari di quel rione” (di De André) “che non brillano certo in iniziative,” le contromisure, non si sono limitate alle invettive, e sono arrivati davvero (non i gendarmi come in “Bocca di Rosa”) gli uomini della polizia locale, richiamati da un comitato di residenti, preoccupati che le gigantografie distraessero gli automobilisti, e ci potessero essere incidenti dovuti all'allungo dell’occhio. Così di buon ora i due maxi-cartelloni sono stati prontamente sostituiti da una modella sì, ma rivestita. Quello che il mondo vuole, il mondo nega. Non è la prima volta che si usa mettere insieme una bella faccia (e oltre) per reclamizzare un prodotto, a dire il vero certe volte anche a sproposito, non è la prima volta che una lavatrice, un gelato, un’aspirapolvere campeggino con accanto un corpo seminudo. È la legge del mercato, e a quanto pare, del si sa, ma non si può spiattellare troppo. Quindi il problema deve essere l’abominevole dimensione evidentemente, dato che lato b e lavatrici, pur non essendo un binomio inaccettabile, esistono, e che invece in questo caso la foto era assolutamente coerente col prodotto (biancheria intima). Forse se la bellissima modella argentina, avesse osato un 35 per 50, avrebbe dato meno nell'occhio, (non ne siamo sicuri), forse se fosse stata un po’ più bruttina, non saremmo stati qui a parlarne. Forse, lo scopo finale, non era altro che questo, parlarne. I cartelloni sono stati rimossi, ma di sicuro, faranno rumore ancora per un po’. Come diceva il maestro De André già citato, “Un notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'alto scocca vola veloce, di bocca in bocca…”. Se lo scopo era fare della pubblicità, lo scopo è stato raggiunto.
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