 | Natale senza stress si può |
Il Natale quando arriva arriva. Natale con i tuoi, Santo Stefano con miei, capodanno con i suoi.. Siamo ripieni. Di tortelli e convenzioni. Intravedo a malapena quelli che hanno il coraggio di piccoli moti di ribellione, li vedo accennare appena la parola: “Quest’anno noi, ceneremmo volentieri… fuori/soli/via/lontano” … vedo scene di disperazione, nonnine che si battono il pugno sul petto, madri disperate chiedersi “Perché? Che cosa ti abbiamo fatto?”. Ecco più o meno, queste sono le scene tipiche di tipici scorci di famiglie in festa. E’ quasi sempre la stessa storia (anche questa frase), ragazzi con le scuole chiuse, che vagano tra quattro mura, tra i piedi di mamme che hanno già organizzato il calendario dei festivi dividendo non solo i giorni ma pure i minuti, tra una centrifuga e l’altra. Obblighi. L’obbligo di pulire casa perché non si può mica stare in ozio, ci sono le feste, la casa si riempirà di parenti. Solo loro, i più giovani, si chiedono a cosa servono allora le feste, se lo stress regna sovrano, ancora più del solito. Sveglie puntate all'alba, per tirare bene la sfoglia di una pasta fresca, che magari non piace a nessuno, e nessuno mai ha avuto l’ardire di dirlo. E se invece, non fosse così? Se decidessimo, per una volta di fare quello che veramente vogliamo fare? Sicuramente la scena descritta sopra ce la dovremmo aspettare, ma mettiamo il caso, che riusciremmo a farcene una ragione? Cene con amici, che non ci piacciono, pranzi obbligati da riti che ormai non ci interessano più. Stanchezza che non si riesce a domare, sopportazione, quando vorremmo solo riposare, goderci casa, preparare ciò che ci piace con calma. Gli esperti ci ribadiscono di non incorrere sempre negli stessi schemi, rituali, che ci fanno male e basta, perché la sopportazione prima o poi raggiunge il suo limite. Quindi ascoltandoli, dovremmo mettere sulla bilancia, non solo le calorie da panettone, ma anche quanto valga la pena dire di sì, o trovare il coraggio di fare davvero quello che ci piace (niente, andrà bene comunque, se non vi va di fare proprio niente). Viviamo rispondendo ad esigenze altrui, non rispecchiando, non rispettando noi stessi, e il nostro volere, solo perché non ci va di deludere gli altri. Deludiamo noi stessi, facendocene una ragione, e sentendoci sempre più frustrati. La pausa natalizia, dovrebbe essere occasione di riposo, un attimo di tregua per ricaricarsi, invece è zeppa di pranzi con i parenti, brindisi cordiali, impegni a go go. Prima il dovere, quando dovrebbe esserci un’atmosfera di piacere prima di ogni cosa. Persino le attività più divertenti, perdono il lato più bello, se fatte per scelte altrui, appuntamenti, happy hour, giornate di chilometri a cercare l’ingrediente segreto della zuppa dall'ingrediente segreto che piace tanto alla prozia della zia. Risultato? Tilt. Nervosismo, nervi tesi come corde di violino, pronte ad esplodere prima dei botti di capodanno. Sapete quante famiglie finiscono per rinfacciarsi l’impossibile tra un panettone e l’altro, solo perché qualcuno ha deciso che a Natale si sta tutti stretti intorno al camino? Negoziate, prima di crollare sull'onda della crisi di nervi. Parlate con sincerità, discrezione e fermezza, scegliete quello che vi fa stare bene, e chi vi fa stare bene. Riappropriatevi dei vostri spazi e delle libertà di scelta. Solo così potrete gustarvi veramente un’armonia, vera reale, serenamente, consapevolmente. Nessun obbligo può mettersi tra voi e la vostra felicità, perché solo se siete veramente felici, potete rendere felici le persone intorno a voi.
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