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Cultura - SocietàStefania Castella

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09 Gennaio 2015
La scuola di domani? Scegli con loro non per loro
di Stefania Castella



La scuola di domani? Scegli con loro non per loro
la difficile scelta della scuola

Eccoci qui, passate le vacanze accade un fatto nuovo per alcuni di noi, genitori e figli.

 

A metà di questo mese di gennaio, inizierà la trafila della pre - iscrizione scolastica, e chi ha figli che terminano la scuola media quest’anno sa già più o meno di cosa si tratta. Si tratta di iniziare a chiedere loro di esprimere un’idea, un parere che ci aiuti a capire (anche noi siamo spiazzati) di iniziare a prendere in considerazione quell'istituto o quell'altro, ed è quasi sicuro che non ci risponderanno sempre come vorremmo. Arrivano volantini che mostrano meravigliose realtà scolastiche gli “Open day” cui partecipare per farsi un’idea sul campo. Sicuramente quello che piace a noi, con le materie più interessanti, gli sbocchi più allettanti, sarà il meno considerato da loro. Ogni dépliant che arriva, è fonte di discussione, e ci si rende conto che quello che era una specie di limbo fino a questo momento sta miseramente lasciando il passo. Le prime decisioni da prendere le valutazioni da fare. Ogni salto in fondo è un’esperienza, si valuta si cerca di capire, ma un salto è pur sempre un salto, con il suo margine di rischio. Alla domanda: “cosa pensi di fare?” di solito la risposta è: “credo che inizierò a fare questi cinque anni”, e pensi che sei a cavallo, ma soprattutto, che, quando le scelte sono libere, non sono comunque più semplici. Cercare di carpire da loro è quasi impossibile, così il segreto per aiutarli, senza sembrare invadenti, o dargli l’idea che li stiamo condizionando, resta osservarli, vedere per cosa propendono. Se sono interessati alla matematica, o magari alle materie letterarie, capire se hanno una passione che domina sulle altre, confrontandosi con gli insegnanti. Il loro ruolo è essenziale, molto spesso i nostri figli, nelle quattro mura scolastiche sono completamente diversi da come sono con noi, e lasciarsi condurre da chi li segue ogni giorno, può aiutare. Evitare di farsi coinvolgere dal fumo senza arrosto degli incontri in istituti tirati a lucido per l’occasione, meglio chiedere in giro a chi frequenta o ha frequentato. Evitare magari, quell'istituto che ci sembra buono, ma è troppo distante, a metà anno magari risulterà troppo stancante dover prendere più di un autobus per tornare a casa. A meno di non avere una grande passione, l’istituto migliore è anche quello meno difficile da raggiungere. Pensare all'occupazione futura, ha una valenza doppia, da una parte aiuta l’orientamento dall'altra parte mette una pressione che frena magari o condiziona una scelta sull'altra, spiegargli che la scelta da fare può comunque, mal che vada essere rivista, li aiuterà ad essere più sereni. Certe scelte poi, in questo momento dell’età così delicato, sono dettate anche e soprattutto dagli amici, dalla paura di trovarsi soli. Facciamogli capire che gli amici non si perdono anche se non ci si frequenta più assiduamente, e che magari altri verranno (li convinceremo difficilmente, ma almeno ci avremo provato). Seguire i compagni è una delle scelte che più condiziona. Il 44 % dei diplomati dichiara di aver sbagliato a scegliere la scuola superiore fatta, e se pur in calo il numero di chi non arriva al diploma è ancora abbastanza alto. Contrastare le dispersioni, significa quindi iniziare ad organizzarsi, valutando la miriade di notizie che arrivano chiedendo e seguendo costantemente i nostri figli. Conoscerli profondamente significa capire le loro paure, le loro propensioni, qualunque decisione finale prendano, facciamo capire loro, che ci siamo.

 

“Sono qui, con te”, anche quando non ci ascolteranno, facciamo in modo che, sappiano che possono contare su di noi, magari decideranno di seguire l’amico, impariamo ad ascoltare dialogare, accettare. Sarà più facile per loro, sarà più facile per noi, è pur sempre il nostro, il mestiere più difficile.








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