 | | Sara Bilotti |
Entrerà nella vostra vita varcando un cancello di possibilità. Vi entrerà con una valigia più ingombra di delusione che di abiti, sentirete il caldo che rende madida la fronte, il rumore dei sassi bianchi sotto i suoi tacchi, sarà così reale da immedesimarvi nel suo viaggio. Sara Bilotti firma il suo romanzo L’Oltraggio il primo di una trilogia che promette forti scossoni. Come quello che si prova quando davanti è ignoto e dietro è buio nel quale potresti salvarti, rinunciando a proseguire. E non vuoi. Eleonora, protagonista, delusa da una storia finita male, senza lavoro, casa, opportunità, accetta dall'amica di infanzia Corinne di trasferirsi nella bellissima tenuta toscana di Bruges che divide col compagno Alessandro. Lui bello, dolce, perfetto, angelico, miele che non puoi fare a meno di voler assaporare, non è il solo abitante interessante di quel microcosmo. Vi ruota suo fratello Emanuele di una bellezza ancora più intensa, magnetica, animale. Donne, uomini, intrecci e un mistero che aleggia nell’aria, che sospende, un mistero cui venire a capo per non perdere la ragione, per capire un po’ sé stesse, oltre tutti i personaggi e le loro oscurità. Nel mezzo un turbinio di sensi che si vorrebbe respingere, impotenti. Due fratelli che sembrano diventare indispensabili, così diversi e perfettissimi, così impossibili da resistere, da volerli fondere in un solo corpo per non dover scegliere. Lo leggerete d’un fiato. Sapete come? Cambiando di volta in volta. Amerete Eleonora provando l’istinto di proteggerla, difenderla sentendovi come lei, come capita spesso nella vita di tutte, di sentirsi sconfitte, bramerete il riscatto. E vi farà rabbia. Vi scuoterà perché ovunque c’è passione che brucia, c’è una vittima sacrificale e qualcuno dall'altra parte ad appiccare il fuoco e restare a guardare. La odierete probabilmente a tratti, quando desidererete essere come lei, con l’istinto irrefrenato di prendere tutto. Arrossirete come quando si pronuncia una parola, che vi porta il fuoco dentro da una parte all'altra dalla testa alla bocca. Eleonora sarà vittima, e carnefice e noi con lei ad assaporare ogni pagina. La dimostrazione che le nostre scrittrici italiane hanno talento da vendere. Raggiungo la scrittrice in un momento di grande fermento per intervistarla. Come nasce l’idea di una storia che mescola noir ed erotismo. L’erotismo è la scia di un fortunato momento (dopo il successo delle "50 sfumature…") o una necessità atta a raccontare la realtà, esiste un sottobosco che vive realmente di atmosfere "spinte"? Lo chiedo perché risulta che il maschio italiano viva un momento un po’ sottotono. In effetti l'erotismo raccontato dalle donne sta vivendo un momento fortunato, e ciò secondo me è segnale di un cambiamento profondo, dell'esigenza di spiegare e capire un mondo che finora è stato evidentemente ignorato o represso. La mia idea di mescolare noir ed erotico non nasce comunque dal desiderio di seguire una moda: volevo raccontare una storia d'amore e di passione e l'ho fatto a modo mio, partendo dall'indagine sul lato oscuro, la mia principale fonte di ispirazione Chi è Sara Bilotti, e chi era prima di scoprire che, quello che scriveva poteva piacere, poteva funzionare. Non so rispondere a questa domanda. Sono una donna come tante, che ha però vissuto anche una vita parallela, grazie ai libri. Ho sempre letto e scritto tantissimo. Forse, durante il cammino che porterà, spero, alla pubblicazione dei miei tanti romanzi, riuscirò a capire qualcosa di più di me stessa. Come cambia la vita quando hai tra le mani la tua pubblicazione? Quando uscì la mia raccolta di racconti, Nella Carne, non ci fu alcun cambiamento sostanziale. Dopo l'uscita de L'Oltraggio per Einaudi stile libero, invece, sono entrata in un frullatore che ha sconvolto la mia quotidianità. É complicato gestire un cambiamento così radicale, soprattutto se sei una donna con due figli e una miriade di altre responsabilità. Ma è bellissimo. Come nascere di nuovo. Cosa legge di solito, e come le sembrano le autrici italiane che dimostrano sempre più di essere alla pari e poter competere con la concorrenza internazionale (come lei). Sono una lettrice onnivora. Leggo dalla Tartt alla Jelinek, da King alla Yourcenar, con la stessa passione. Le autrici italiane sono sempre più brave, e senza dubbio all'altezza delle loro colleghe straniere. Anzi, credo che stia per imporsi una generazione di scrittrici che cambierà completamente il modo di ragionare sulla letteratura: niente più categorie, ghetti, classificazioni, solo voci diverse, e potenti. Come nasce un'ispirazione? La mia nasce in modo spontaneo. Di solito noto un'anomalia: una donna ferma tra la folla che cammina, lo sguardo sorridente di un bambino tra la gente triste, un uomo vestito in modo impeccabile che trema mentre parla... L'anomalia mi suggerisce tutto ciò che mi ispira: il segreto sotto le maschere che indossiamo. È cambiato il mondo delle donne e il loro modo di approcciare l'altro sesso, crede che questo possa aver spaventato l'uomo? Probabilmente sì. Non tutti gli uomini, però, si spaventano di fronte a una donna volitiva e determinata. Per fortuna Si dice (recenti studi) che le donne abbiano fantasie che però reprimono facilmente, che gli uomini abbiano più fantasie delle donne ma non le palesino per non "offendere" la loro partner, cosa ne pensa? Sono sempre un po' diffidente quando leggo gli articoli che riguardano questo tipo di studi. Ho alcune idee ben precise sull'argomento. Credo che le donne abbiano frustrato per troppo tempo le loro fantasie, in nome di un ruolo che ci è stato cucito addosso. Ma, in generale, credo che sia gli uomini che le donne si siano adeguati a convenzioni che non hanno nulla a che fare con la nostra vera natura. È un discorso molto lungo e complesso. Come si vive un buon successo senza staccarsi dalla vita intorno? Alla mia età è facile restare con i piedi per terra. Prendo ciò che mi sta accadendo con molta allegria e leggerezza. Chiedo sempre alla fine, se c'è una domanda che vorrebbe le facessero per raccontare una piccola parte di sé che vorrebbe far conoscere Vorrei che mi chiedessero: perché hai scritto per trent'anni senza far leggere i tuoi romanzi? Risponderei: per lo stesso motivo per cui mangio e bevo: per il piacere, e la sopravvivenza.
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