 | | Anais Nin |
Parigi anni ’30. Il cielo è basso e scuro, il lungosenna grigio, cartolina in bianco e nero. La donna con le sottili dita bianche, trattiene una sigaretta, boccate voraci lasciano ombre nell’aria fredda. Labbra di fuoco, rosse, occhi vibranti, ancora tra le palpebre lui, la sua faccia rude, tra le papille, le mani, le gambe. Forte e fugace, veloce amplesso. Anais è miele di cui Henry non può fare a meno, dal primo incontro le è restata attaccata addosso, e di più sotto la pelle. L’aveva presa lì in quel portone furtivo, come lei voleva essere presa, come lei pretendeva. Questo voleva Anais.
Parigi pullulava di scrittori, fermento d’arte, ricchi e spiantati, tutti accomunati dalla pesante leggerezza della ricerca di sé stessi. Fuoco, fiamme, parole, tutto quello che per troppo tempo lei aveva tenuto a bada, dentro. Fuoco per la vita, riversato sui fogli. Da quando suo padre era andato via, il primo dei suoi diari erano state pagine di parole per lui. Bisogno di conquistare un uomo, perché quello che aveva perso lasciava una voragine troppo grande da colmare. Scriveva da sempre, e continuamente, appuntava ogni cosa, portandosi dietro quelle pagine come fossero un talismano “la mia pipa d’oppio. La mia droga, il mio vizio”. Tutto scritto, anche la vita che aveva dovuto appiattire sposando il suo Hugh. Si, certo, interessante, banchiere con la passione per il cinema, ricco soprattutto. Sposati per tutta la vita, ma l’amore, la passione? Hugh, non aveva la giusta miccia che potesse accendere la curiosità della sua bella moglie. Rassegnato, aveva fermato la verità con uno scatto, immortalando il divano in velluto con i due amanti avvinghiati, sapeva, probabilmente aveva sempre saputo, in qualche modo accettato. Sicuramente accettato le sedute di psicoanalisi con quel Rank allievo del Professor Freud che aveva lanciato il suggerimento del diario, e di quel diario era divenuto uno dei protagonisti. Assieme a lui Anais divise lenzuola e analisi. Tutto accettava Hugh, quella passione, quell'inquietudine, e Anais avanzava alla ricerca di sé, attraverso la scoperta dei suoi desideri e quelli dei suoi amanti, conoscendo l’esplosione dei sensi, chiosandola tra le pagine. Henry sapeva prenderla come nessuno, la sua scrittura virile, ruvida e sensuale come lui, era totalità per lei, così simile alla sua nella ricerca, e nell'ambiguità: “Solo i battiti uniti del sesso e del cuore possono creare l’estasi” annotava tra le pagine. E i battiti accelerarono quel giorno in cui l’affollato ménage si riempiva di una forma nuova, una forma bellissima, di lunghe gambe e sguardo obliquo di lancia. June, la moglie di Henry Miller, entrò prepotente e languida con lentezza, scivolando tra i due amanti con l’aria snob e sprezzante di chi presta, senza perdere, e sceglie anche scelta. Diventò forma di nuovo desiderio, che si appagava mentre nella camera attigua come altrettanta orgasmica esplosione i battiti della macchina da scrivere si facevano folli e voraci all'unisono. Lui traeva l’ispirazione per una scrittura che si faceva ancora più carnale assorbendo l’erotismo che aleggiava nell’aria. Loro si perdevano in languidi momenti a metà tra il sogno e la realtà, a metà come quando un impulso improvviso ti sveglia di notte, il batticuore risuona rimbombando nei timpani e la fronte si imperla di sudore, resti sospeso tra reale e immaginario prima di tornare vivo. Ognuno prendeva da ognuno, ognuno traeva da ognuno, e non solo piacere, ma insegnamento, ispirazione per riempire l’anima e appagare l’insaziabile bisogno di ogni cosa.
June, Anais, Henry anime immolate sull'altare della “voglia” che è padrona e dominatrice. Henry e Anais amanti e creatori in un’epoca che fu poesia dei sensi. Esplosione di lacrime e risate, fantasie talvolta romantiche, talvolta afrodisiache avventure mentali. Spinti più in là troppo più in là, i Tropici di Miller (“Tropico del cancro”, e “Tropico del Capricorno”) fecero gridare più volte allo scandalo, quasi messi al bando come i racconti, i diari le pagine di Anais, e “Il Delta di Venere” con racchiusi racconti di esplicita conformazione sessuale. Probabilmente ancora oggi scandalizzerebbero alla lettura, e probabilmente anche oggi che l’erotismo letterario è così di tendenza, Anais NIn si può raccontare come una fonte dalla quale in tanti avrebbero attinto, poi.
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