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Cultura - SocietàStefania Castella

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22 Aprile 2015
Maria De Filippi. La professionale umanità di una guerriera della Tv
di Stefania Castella



Maria De Filippi. La professionale umanità di una guerriera della Tv
Maria De Filippi

Lode a Maria, piena di grazie, signora indiscussa del sabato sera e non solo. Ogni cosa che fa è cosa buona e giusta. Lode perché non riposa mai, forse solo il settimo giorno, quando dà il cambio ad un’altra signora dalla lacrima sospesa. Dai vigneti di casa d’infanzia alla laurea in legge, dalla rappresentanza di lavoro di ufficio ad oggi, la strada è costellata di fatica e successo e soprattutto moltiplicazione di telespettatori e salite di share. Dai primi passi dopo Lella Costa, al centro studio come un vero profeta circondata di “Amici” la sua inarrestabile andatura, non si ferma mai.

 

Correva l’anno ’96 e in una settimana nasceva e svaniva “Eva contro Eva” dalla cui costola si procreava l’inarrestabile, mitico, inossidabile “Uomini e donne”. Confidenze, sussurri, accenni di riconciliazioni, la forma non era l’attuale ma un piccolo abbozzo, il semino di una pianta che sarebbe diventata un’imbattibile quercia. Lode a Maria, dotatasi di trono e con sguardo lungimirante, aveva visto giusto, piazzandoci sopra il primo tronista figlio di un genere mai avuto fino ad allora. La giovane conduttrice, aspirazione e piglio da magistrato, era ancora un po’ rigida e questo invece di ostacolare piaceva. L’avanzata era solo agli albori. Le prime avvisaglie di un grande successo.

 

Schiere urlanti di aspiranti compagne, donne in cerca di un sincero amore “che fuori non riesco a trovare, perciò sono qui”, ammiccamenti immancabili alla telecamera. Esterne che diventano cult. Si va avanti creando dei miti rimasti negli annali di rubriche dall'alto tasso di tronismo-mania. Alla ricerca della storia perduta Maria a due gambe non basta più, munitasi di folta schiera di biciclette e postini, riempie il paese di messaggi di amori sospesi e sospiri malintesi, di parenti dispersi nelle nebbie del passato e generi e nuore e suocere che avrebbero messo una pietra su tutto, specialmente sull'altro.

 

Maria compie i primi miracoli, la riappacificazione delle famiglie, la convinzione degli incerti, il perdono dei cornuti e la remissione dei peccati dei fedifraghi, la discesa degli dei dall'olimpo della musica, cinema, sport, televisione. Realizza piccoli, medi e grandi sogni, di volta in volta il calciatore da incontrare, la stella della tv da ammirare da vicino, qualcuno ancora non si riprende dall'aver ballato un latino americano con la bellissima Belén. Piange l’Italia in attesa, all'apertura della busta e il popolo urlante partecipa accompagnando le storie: “apri apri” scorrendo così le ore, che altrimenti sarebbero noiose ore da sabato sera.

 

Vede lontano Maria e i pomeriggi di imberbi urlantissimi non “tirano” più, è ora di schiudere altre porte, riparte una nuova sezione. Si apre la balera pomeridiana dove giovani vecchietti e vecchi giovinetti di ogni velleità si misurano l’uno con l’altro nella contesa al balletto, alla mano della signora di turno. Funziona, Maria ha visto giusto. E sapete perché? Perché si diverte, onestamente si diverte. Si diverte lei, si divertono le allegrissime anime danzanti di mazurche di periferia in studio, che invece di invecchiare tristemente sul divano di casa, si vestono, truccano, preparano per passare un paio d’ore di svago in compagnia. Mancherebbe giusto un bingo, una tombola, ma siamo nell'era del 2.0 e anche a ottant'anni si chatta e selfa, si fanno le esterne, si cena, si balla, si viaggia e si regala pure il miracolo dell’aumento del pubblico. Non sarà aumento di pensione, ma almeno grossi picchi di felicità sicuro.

 

Lode a Maria, regina indiscussa della fascia quotidiana, regalaci ancora un po’ dei tuoi sguardi severi sul mondo dei giovani danzanti e cantanti. Il percorso in salita è tutto negli ospiti enormi invitati al serale iniziato da poco. Morandi, Modà, Ferro e poi Renga, Ferilli, Bertè, Zero a dare giudizi supremi. Nessuno dice no a Maria e tutti sanno che il suo passo marziale, la sua voce profonda, indurranno all'inizio ad un certo imbarazzo per poi stemperarsi nel sorriso schietto di una donna dalla grande umiltà e bellissima professionalità. “Spero che ai ragazzi a casa arrivi il messaggio che per farcela nella vita bisogna faticare. Io sono pazza di loro. Vorrei essere come i miei ragazzi. Non accettano sfumature: sono bianchi o neri, o ti amano o ti odiano. Eppure tutte le volte che si accende il led mi sento svenire dietro le quinte”.

 

Brava Maria, lode a Maria, se non ci fossi stata avremmo dovuto inventarti o magari venirti a cercare in bicicletta e, come si dice, “C’è posta per te”








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