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Cultura - SocietàStefania Castella

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12 Giugno 2015
Michelle Hunziker, gossip foto e crisi in didascalia
di Stefania Castella



Michelle Hunziker, gossip foto e crisi in didascalia
Michelle e Tomaso

Ecco, succede che hai voglia di cambiare e allora, salto dal parrucchiere. Ecco, scenario tipo “mi sbrigo in fretta tanto ci sono solo due persone” e di solito se sono solo due, vuol dire che stanno pensando di rifare tutto quello che c’è da rifare, tempo stimato, due ore e più. L’attesa è lunga, e la tentazione feroce, prendere la rivista gossippara, che l’estate si sa, porta la voglia di leggerezza, niente di meglio che sbirciare nelle illuminate vite altrui, semmai al tempo dei social, ce ne fosse bisogno.

 

Mano furtiva, si afferra la prima che capita, scartate le prime pagine di sgonfia la pancia, scegli la mise dell’estate, trova il costume perfetto (insinuanti dubbi che ne esista uno) ecco, glissate sulla foto del principino che stringe la sorellina e i commenti acidi delle persone intorno sulle vite dei sangue blu, sicuramente capiterà la spiaggia e la tipa in voga, di turno. Lato A, livellato da madre natura e padre chirurgo, lato B più sodo delle sculture greche, non vi aggrovigliate, due pagine più avanti arriva la felice controtendenza allo scatto ravvicinato, prova che anche le celebrità hanno una vita (larga) e qualche buchetto cellulitico, è la moda del momento mostrare il lato umano dei vip, se c’è qualcosa che resta di magro, è la consolazione.

 

Proseguire la lettura vuol dire attraversare tornisti di cui ignorate l’esistenza, cantanti del bel tempo che fu che si risposano come in una famosa soap per l’ottava volta, una su tre troverete lei, dopo la tavoletta di cioccolato la svizzera più amata d’Italia. Michelle Hunziker, sulla quale le riviste e le notizie sui social, si inseguono alla disperata ricerca della verità, dopo alcuni scatti di scatti (umanissimi) di nervi (dedotti in verità) fermati qualche tempo fa. Trattasi di una serie di foto riprese mentre in auto con il marito Tomaso Trussardi (sempre secondo le didascalie) si svolgeva una ipotizzata lite.

 

Apriti cielo, i titoli si sono scatenati sulla rottura imminente, sulla fine del rapporto (come se una coppia “in vista” non potesse discutere come tutti gli esseri umani). Su tutto, non è certo acqua sul fuoco, il post firmato dalla soubrette su instagram, in cui la bella Michelle apriva il cuore e il pc condividendo uno stato d’animo tra il doloroso e il malinconico. Cose che succedono ai comuni mortali non bersagliati dalle luci insidiose della telecamera che non distingue tra privato e pubblico. La scusa? Che ormai non esiste un pubblico e un privato data la moda che impazza della condivisione sui social.

 

Ma un conto è postare un pensiero, un altro è l’infiltrazione giustificata (e ingiustificabile) dalla notorietà del personaggio di turno. Esiste un limite per tutto e certo oggi meno che mai. Sappiamo tutto di tutti, delle estati, degli scorci vacanzieri dei vip, delle gravidanze e delle ridondanze di matrimoni (meno dei patrimoni) di separazioni e discussioni, tutto ciò che vogliamo mostrare appartiene anche alle realtà anche di noi comuni mortali. Ma dite la verità, avere reso pubbliche le foto dell’ultima vacanza, sarebbe come essere perseguitati da scatti improvvisi (magari quel giorno che non avevate voglia di truccarvi) e invadenze senza sosta e distinzione (comprese di amici figli familiari)? Crediamo di no, e certo il gusto di sbirciare nelle vite illustri è perso nella notte dei tempi, e di un’altra bella come la Rodríguez conosciamo tutti i nei che ha postato sui suoi profili, ma essere spiati e discussi (per questo diciamoci anche giudicati) è un filo oltre.

 

Chiudiamo e per la cronaca la bella solare Michelle fa meno notizia quando è impegnata con le sue importanti cause con Doppia difesa, la fondazione Onlus che assiste le donne vittime di violenza a fianco del bravo avvocato Giulia Bongiorno (ed è un peccato).

 

Nell'ultimo post, rassicura che a chiunque può accadere di avere voglia di un semplice sfogo (e questo ha fatto ancora meno notizia) siamo umani senza distinzioni in questo democratico social mondo. Chiudiamo la rivista, il turno capillifero è ancora lungo da venire, potremo pensare al titolo di questo pezzo come un “ma cos'è questa crisi” e sottotitolare con un: “è una crisi immaginaria” ci riserviamo un punto interrogativo, ai posteri (e poster) l’ardua sentenza…








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