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Cultura - SocietàStefania Castella

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25 Giugno 2015
Globale, multimediale. Siamo tutti in connessione totale.
di Stefania Castella



Globale, multimediale. Siamo tutti in connessione totale.
tutto il digitale
intorno a noi

Nella maggior parte dei casi a tre o quattro anni i nostri figli sanno già accendere, spegnere un Pc, scegliere un video, aprire una cartella, quando la maggior parte di noi a quell'età non l’aveva ancora neanche di stoffa una cartella e nel caso in cui l’avesse avuta, non avrebbe avuto niente di digitale, ma piuttosto contenuto pastelli, pennarelli, trasferelli. Cose del tempo andato.

 

Da anni ormai il nostro bel paese è una landa desolata dall'asfalto del passaggio tecnologico.

Nessuno rinuncia alla navigazione, nessuno rinuncia alla comunicazione digitale. Dispositivi accesi 24 ore al giorno compresi di televisione, (per gli over 35 irrinunciabile secondo i sondaggi) pochi quelli che non accendono una tv almeno una volta al giorno. Tra questi un nome eccellente che vi rinunciò nel luglio del ’90 (si limita a leggere un solo quotidiano al giorno per essere aggiornato) causa voto alla Madonna del Monte Carmelo, certo non un nome comune, ma Francesco l’amatissimo Papa che non ritiene necessaria la mania digitale e diffida di certi mezzi di comunicazione ritenendoli poco attendibili (quando si estrapolano i concetti di un discorso si distorce il senso. Come dargli torto).

 

Non chiedetevi come passerà le giornate, non chiedetevi come passavamo le giornate una volta, in quell'era “P.T” pre - tecnologica. Si giocava come umani probabilmente, con altri umani persino, e senza l’ausilio di wifi. Oggi le percentuali raccontano di un paese che, suddiviso in due grandi fasce che comprendono i giovani sotto i 35 e gli over 35, mostra distinte abitudini, ma tutte sullo stesso “filo conduttore”. Nella seconda fascia ci sono i più tv dipendenti, mentre i più giovani sono quelli che ormai hanno quasi in tutto e per tutto sostituito anche la tv, con Tablet, smartphone e moderni apparati. Il 70% della popolazione è perennemente connesso, di solito si aggira tra le facce semi/conosciute di amici e amici di amici, facce di libro del social più seguito. Una buona parte s’intrattiene su you tube (fonte nell'ordine di: divertimento, informazione, distrazione condivisione, per qualcuno anche guadagno).

 

Pur non perdendo colpi la televisione è doppiata dal nuovo che ormai è in tenuta stabile da tempo. Sul web si legge, l’informazione trova la sua forma più seguita. Le web tv convincono, i tg on line come le riviste, avanzano. Poca propensione per il cartaceo, per giornali e libri non c’è accenno di risalita, le offerte di distrazione di massa sono tante, e permettono di voltare pagine e argomenti alla velocità della luce, e potere ancora più forte la velocità della preferenza, che spazia dal frivolo all'impegnato. Tutto potrebbe essere racchiuso tra le lettere della parola “libertà” che permette di passare sulle notizie come e dove si vuole. Nessuno però nega il piacere di sfogliare un quotidiano, o sentire l’odore evaporare tra le pagine di carta di un libro, innegabili momenti che si spera sinceramente non passino mai. Seguire le parole con un dito, con matite raccattate in giro, sottolineare quelle che vogliamo ricordare. Un mondo speriamo mai messo del tutto da parte per il nuovo che avanza.

 

Frenare la modernità non si può, ma certo un limite all'ossessione da collegamento non sarebbe male, anche se seguire la scelta papale sembra il passo più arduo del mondo. Pensare di piombare nel silenzio tecnologico, anche solo spegnendo per mezza giornata la tv, pare creare panico da silenzio e rimbombo umano di pensieri. Non siamo abituati al silenzio, il ronzio di ventole dai Case è una ninna nanna costante per chi dimentica anche il particolare elementare di spegnere ad una certa…

 

Senza eccessi, un minimo di controllo non sarebbe male, scoprire il rumore del silenzio potrebbe essere una bella sorpresa, la solita ardua sentenza? Ai “post” senza ombra di dubbio…








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