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Cultura - SocietàStefania Castella

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14 Luglio 2015
Tienici forte estate, settembre e i suoi bilanci possono aspettare...
di Stefania Castella



Tienici forte estate, settembre e i suoi bilanci possono aspettare...
Caldissima estate

"Tienimi forte estate” ripete il tormentone. Mentre dalla tele arrivano notizie di una nuova ondata di calore. Anomalo insostenibile calore. Tienici forte estate e illudici ancora che un gelato ci possa salvare, soprattutto dal ricordo di estati lontane. Illudici ancora di poter superare un nuova crisi economica, esistenziale, da prova costume impossibile da superare. Riportaci il calore di una folla da spiaggia dove l’ombra del crollo non si vede, il vento si controlla con l’Ipad si accende la lucetta dell’Iphone e in spiaggia solo flash di scatti e selfie. Schiere di facce a riposo di 24 ore, impegnati per molto più di 24 ore in qualunque tipo di attività da villaggio turistico: tiro con l’arco, tiro alla fune, tirare tardi come un tempo lontano, invidiando la resistenza adolescente all'umido del mare, al bagno di mezzanotte, il ruvido del sale, i capelli da asciugare.

 

Senza pensare. Tienici stretta estate riportaci le passeggiate, quando il mondo era lo spazio intorno al falò e gli amici l’unico spazio visibile da considerare. Quando bastava una bibita da dividere in otto e pure di più, una panchina libera e nulla più. Inutile dire che l’amica non si taggava tutt'al più si citofonava, e l’appuntamento al bar si organizzava col tam tam di voci che passavano senza bisogno di messaggi da esaurimenti di batterie e prese per ricaricare.

 

Bando alle ciance se proprio alla pausa estiva non si può rinunciare, Inutile nascondersi dietro il cappello di paglia, c’è tanto da fare, il torneo di scopone, di burraco, un gioco aperitivo e un saluto al sole e al mare, una sigla da provare da ripetere e imparare. E il banchiere danzerà a braccetto con l’addetto dell’ufficio comunale, la commessa, l’insegnante, la precaria speranzosa che magari una stella cadente porti qualche sogno laddove si può avverare. Condividere la medesima aria, stanchezza sfinita in un’estate ancora tutta da cominciare. Orari improponibili di colazioni imperdibili e folla sui buffet da preferire rinunciare per l’opzione navetta per il mare.

 

Attenzione al tizio steso al sole ad arrostire, raggiungere una boa dispersa in mezzo al mare magari col pattino e sentirsi schiantare, pensare lucidamente tolgo il tappo e mi lascio andare. La deriva scivolosa di un’estate da “Sapore di mare” dei primi amori dei ricordi da non dimenticare, cartoline quando c’era ancora da scrivere e imbucare. Ti becchi quel pallone, sorride il bimbo un po’ sornione, scuote la testa il bagnino, in fondo è estate si perdona un pochino. Sbirciare la spiaggia dal materassino ondeggiante prima dell’arrivo dell’amico che con un colpo ti ribalta, acqua cristallina, frescura improvvisa, riverberi di sole, socchiudere le palpebre tenere le gocce intrappolate tra ciglia e memoria.

 

Tormentoni musicali, cabine occupate e file mai smaltite. Asciugare i capelli cosparsi di birra per farli schiarire tramonti di fuoco che scendono al mare. La fila al casello, bisogna tornare, al presente, al calore anormale, ai progetti, ad un anno che pensi a settembre, quando un po’ pigro lo vedrai arrivare. La fine dell’estate riporta all'indietro ai sapori di scuola di ansie sbiadite lasciate nel tempo.

 

Meglio il ricordo o il torneo di boccette “tienici stretta estate” che farai presto a volare, e settembre è il da fare però un po’ più in là. Ci penseremo soltanto quando settembre arriverà…








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