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Cultura - SocietàStefania Castella

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28 Luglio 2015
Bill Cosby, trentacinque verità...
di Stefania Castella



Bill Cosby, trentacinque verità...
la foto sul
New Yorker

La questione più fastidiosa è l’intoccabilità di certi individui. La più dolorosa, non essere credute, e peggio ancora essere trattate come menzognere in cerca di gloria. Quando non ti ascoltano, il coraggio può vacillare, la tentazione del silenzio è grande, succede però che basti un input per dare forza. La violenza sessuale è una vergogna, una ferita per il corpo e per la mente, una ferita che non si rimarginerà mai, che minerà per sempre il rapporto con gli altri e con sé stessi. Umiliazione, frustrazione, sensi di colpa, che molte volte mettono colpe dove non esistono, quando poi ad aggredirti è una figura grande, troppo grande, il dubbio, il timore di passare per bugiarde, è ancora più insuperabile.

 

Oggi però, il grande uomo di fronte non fa più paura, e sono 35, avete letto bene, 35, non più una sola voce, ma un coro intero ad accusare un solo uomo. William Henry “Bill” Cosby Jr, attore, comico, cantante, scrittore, produttore, sceneggiatore, un’autentica roccia insomma, uno contro tante, oggi. Una brutta storia che ha più di trent'anni e che non si concluderà tanto presto a quanto pare. Tutte in fila, sedute in uno scatto in bianco e nero apparso sulla copertina del New Yorker, sono le sue vittime, sotto di loro la data dell’aggressione, accanto all'ultima, un sedia vuota, a chiedere alla donna che non ha ancora trovato il coraggio di parlare, di farsi avanti e rompere il silenzio.

 

L’attore è quel Bill Cosby, famoso planetariamente per il suo personaggio, integerrimo padre di famiglia Cliff della serie “I Robinson” arrivato in Italia nei primi anni ottanta e adorato fino all'ultima delle otto serie. Cosby, attore e ideatore vestiva i realistici panni del padre di famiglia alle prese con le beghe quotidiane di una famiglia grande come la sua nella realtà. Cinque figli, divertimento e fine sociale, storie in cui si sono riconosciute intere generazioni. Negli U.S.A. la serie iniziava nel 1984, e uno dei produttori racconta che si accorse di quanto stesse entrando prepotentemente nel cuore di tutto appena pochi mesi dopo la messa in onda, quando passando per strada le TV, erano ad una certa ora, tutte sincronizzate sulla NBC.

 

Una famiglia affiatata che a differenza di altre serie, non rappresentava il solito stereotipo (vedi i Jefferson) di poveri in scalata sociale, ma raccontava di una famiglia agiata con il suo posto ben saldato nel mondo della buona, alta borghesia, cosa non da poco per tutto quello cui si era abituati a vedere. I Robinson sono andati avanti fino al 1992, diventando la serie più amata, e Cosby l’attore più pagato del piccolo schermo. Nessuno poteva immaginare che proprio mentre al mondo mostrava la sua bella faccia, la divisa candida del medico ricco, bonario e con la battuta pronta, per qualcuna non fosse altro che un mostro, così lo definisce una delle sue vittime, violentata a suo dire (non c’è ancora un procedimento penale in corso) quando aveva 15 anni, e vedeva l’attore come un mito.

 

Nell'arco di questi trent'anni una dopo l’altra si sono susseguite infinite dichiarazioni e testimonianze, il copione sempre uguale. A partire dalle dichiarazioni datate 2006, per abusi raccontati a giovani aspiranti attrici, modelle, la tattica, pare fosse, carpirne la fiducia, stordirle con l’uso di ipnotici (il Quaalude, per ammissione dell’uomo) e abusare di loro, quindi pagare perché tacessero. Nessuna riusciva a credere che quello fosse l’uomo immaginato, tante avevano creduto e confuso il personaggio con la persona, evidentemente, e nonostante i meriti dell’attore, la faccia che si ritrovavano davanti, inaspettata e brutale. Nelle dichiarazioni comparse recentemente l’attore conferma di aver pagato per il silenzio di alcune donne, perché la moglie non venisse a sapere delle varie “scappatelle”.

 

Una certa ammissione di colpa c’è, come ci sono alcune ammissioni di ex colleghi che ricordano come a suo tempo Cosby fosse avvezzo al tradimento, e non dormisse a casa con la moglie molto spesso. Una faccenda ancora tutta da chiarire, l’attore non si mostra ormai più molto in pubblico e ha solo dichiarato di non voler credere a delle invenzioni senza senso. Dalla morte dell’unico figlio maschio (nel 97) avvenuta durante una rapina, aveva già diradato gli impegni, e sebbene rari i suoi show raccoglievano comunque consensi per l’innegabile talento. Oggi però alla luce dei fatti e molteplici dichiarazioni possiamo solo sperare che non sia il denaro a mettere a tacere la faccenda, ma la verità.

 

Seppur triste, la verità sarà l’unica vittoria per tutti, e se dovessimo appurare la vera natura distorta di un uomo, che non immaginavamo, sapremo di quanto sia errato confondere la realtà con la fantasia oltre lo schermo.








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