 | | minacce zombie |
“Aiutare qualsiasi popolazione umana, compresi gli avversari tradizionali”. Che bellissimo messaggio. Non sono parole a caso o le dichiarazioni di un’avvenentissima su un podio da Miss, sono parole contenute in un rapporto, riportate da più di una testata, documenti redatti, sottoscritti, appartenenti ad un programma di protezione denominato CONOP 8888 (il tutto riferito dalla rivista “Foreing policies”) che in data aprile 2011 per conto del Pentagono metteva a punto un piano di assoluta segretezza.
Considerando che esiste un piano per ogni cosa (in America di più) la questione di cui il rapporto si occupava, era nientemeno che la difesa planetaria in caso di attacco (apocalittico) zombie. Lo so penserete che il caldo fa strani scherzi anche ai cronisti, ma essere preparati a tutto è la filosofia base. Dal Nebraska, i documenti arrivano fino a noi racchiusi in vari e salienti punti che distinguono le creature dividendole in precisi gruppi, differenti per comportamento (conoscere il problema per affrontarlo no?).
Esisterebbero quindi la categoria carnivoro-cannibale da film (vedi Romero) affetti da patologico virus (infettati e infettanti causa virus e batteri), quelli modificatisi per via di radiazioni, quelli nati dalla magia nera, quelli provenienti dallo spazio, senza dimenticare quelli creati in laboratorio allo scopo di essere utilizzati come armi batteriologiche, dai sanguinari senza un perché, fino a quelli delicatamente vegetariani.
Diciamo che quindi stare qui a preoccuparsi dello spread, dell’Imu della Tasi, quando ci potrebbe essere molto di più a disturbare il nostro sonno, ci sembra quantomeno superficiale, e va oltremodo sottolineato che qui in Italia, non esistono piani specifici a riguardo, come altrove. Osservando fuori dai nostri confini infatti, le notizie sono molto più precise, esistono campi di sopravvivenza dal Canada alla Nuova Zelanda in cui imparare a fronteggiare la minaccia dei non-morti mettendosi alla prova seguendo corsi e percorsi imparando ad usare armi e strategia difensive, assimilando nozioni di base sull'essenziale anatomia dei morti viventi, sembra andare alla grande.
Perché non basta aver seguito tutte le puntate, di tutte le stagioni di “The Walking Dead” o essere campioni imbattuti di “Resident Evil” per sentirsi invincibili, bisogna essere ferrati per non essere afferrati (perdonate il gioco di parole). Proprio perché non ci si fermi al puro nozionismo, in tutti i campi di esercitazione contro i morti viventi, esistono le vere e proprie “messe in prova” in cui si mette in pratica la teoria, cercando di passare l’esame di idoneità (non ci chiediamo cosa accada a quelli che non superano l’esame).
Insomma “Survival Camp” che nel giro di un week end ci faranno diventare veri e propri cacciatori di non-morti (come se non fossimo abbastanza in alto nella catena alimentare e chissà come e perché). Prima che vi vengano le lacrime più che per la comicità, per la stranezza, sappiate che nel rapporto ufficiale esiste uno speciale asterisco alla fine dello scritto, in cui si sottolinea che “non è uno scherzo”, si fa sul serio e seriamente vogliamo anche aggiungere che tutto nasce quando allo U.S. Strategic Command di Omaha in Nebraska (uno dei dieci centri di comando congiunti del Dipartimento della difesa U.S.A.) gli addestratori scelsero per motivare i cadetti durante gli allenamenti e nell'organizzazione di strategie di protezione della popolazione, una finta minaccia zombie, notando che rendeva le esercitazioni più coinvolgenti. Così nascevano piani meticolosi e dettagliati compresi di regole di sopravvivenza e kit con il necessario da avere a portata di mano in caso estremo. Insomma Il CONPLAN 8888 nasceva con un tono scherzoso, ma diventava più serio che mai nell'elencare il sistema di sterminio di zombie in aree minuziosamente descritte.
Una minaccia inverosimile? Probabilmente, ma anche un modo per rendersi pronti a qualunque evenienza. Insomma adesso lo sapete se proprio quest’estate non vi pare sufficiente l’affluenza mentale e lo scervellamento di quotidiane incombenze concentratevi pure sulle minacce zombie pensando magari all'iscrizione ad un corso diverso dal solito, da quello a cui vi dedicate ogni anno (tipo decoupage) la sopravvivenza ai non morti, può tornare sempre utile nell'affrontare traffico cittadino o metro in certi orari, ricordate poi di farvi rilasciare un adeguato attestato non si sa mai, potrebbe servire come punto in più nel vostro curriculum.
Alla fine di tutto come dimenticare quello che diceva la nonna “certe volte c’è da avere più paura dei vivi che dei morti”…
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