 | sexting sempre più diffuso |
Un fenomeno allarmante e sempre più diffuso, come pare qualunque fenomeno che fa moda, e danni. Il “Sexting”, caso che prende sempre più piede in Italia, segue una scia ormai consolidata in giro. Unisce le due parole “sex” e “texting” sesso e pubblicazione/testo, insomma diffusione di immagine a carattere esplicitamente sessuale, moda per i giovani, giovanissimi e oltre. Se gli oltre, possono essere in qualche modo consapevoli, gli adolescenti sono, come sempre, il punto dolente che riceve senza avere gli strumenti adeguati per elaborare.
Un’età così complicata di per sé, che aggiungere altro non fa che rendere il tutto ancora più pronto ad esplodere. I dati raccontano (Telefono Azzurro ed Eurispes) che una buona parte di immagini arrivano da una schiera ristretta di amici, compresi il proprio ragazzo/ragazza, una grossa percentuale è composta da estranei, e il dato più preoccupante è che la maggior parte dei ragazzi (dai 13 ai 14 anni) non trova nulla di male in tutto ciò. La questione però non è tanto il cerchio ristretto del compagno – compagna, ragazzo- ragazza, ma il fatto che con le nuove tecnologie il fenomeno, il video, la foto, oltre giacere in modo inevitabile e prolungato, viene in tempo veloce e incontrollabile a fare il giro della rete senza troppa consapevolezza, generando a ruota effetti ancor più incontrollabili.
In un’età in cui il corpo è un mezzo spesso visto con gli occhi distorti e il bisogno di accettazione, avere lo sguardo del mondo addosso non è cosa facile da gestire. Spesso le immagini che girano in modo virale, vengono utilizzate a scapito del fotografato ignaro, per essere materiale di ricatto di una fine relazione, per dispetto, per minaccia, e si aggiunge alla frustrazione, il dolore ulteriore. A tredici, quattordici anni è già così difficile accettarsi, e forse queste reti pescano proprio nella inconsapevole ricerca di comprensione, di conferma.
Quello che non so darti lo prenderai in giro, quello che non so dirti, lo cercherai nel mucchio di informazioni e immagini che ti circondano, lo sappiamo da genitori, sappiamo che in certi antri di rete si nascondono trappole infinitamente pericolose ma spesso non sappiamo aiutare i nostri ragazzi. Tutto questo esplicito mondo fintamente libero, non ha nessuna forma reale di libertà. Meccanismi dai quali spesso non si può, non si riesce a tornare indietro. Così fan tutti, diremmo, e non è sempre giusto, non in questo caso, non in questo modo. Prima del contatto reale e tattile, un giovane su due ha avuto tra le mani una foto o una possibilità, una richiesta, in un modo o nell'altro, si è imbattuto in questo fenomeno, primo contatto ancora prima di ogni contatto, significa che nella debolezza dell’età, si può cadere nella spirale per cui si creerà una sorta di personaggio costruito ad arte, che attraverso lo schermo non si arrossisce, non si ha paura ci si sente persino protetti, malefica illusione.
La corrispondenza deve appropriarsi alla costruzione, e quello che si è voluto costruire prima o poi busserà alla porta, chiedendo di assomigliare al suo padrone virtuale. Per cui la foto esplicita dovrà per forza di cose corrispondere a qualcosa che non può sempre appartenere, in un momento così complicato e inconsapevole. Purtroppo il bisogno di essere condivisi è un bisogno ormai diventato quasi vitale come la necessità di una forma perfetta che sia corrispondente a quello che il mondo vuole. Il mondo ci vuole perfetti e non lo siamo, siamo umani e quando troppo giovani terribilmente fragili.
Oggi tutto comincia presto, comincia prima e comincia male quando si vive il bombardamento ormonale e il continuo influsso di immagini impossibili da ritagliarsi addosso. Il contrasto è voler essere così come si vorrebbe apparire, e dimostrarlo, vendendosi per una condivisione in più. Pezzi di corpi si scambiano per riconciliarsi con sé stessi, pensando: se piaccio al mondo vuol dire che sono giusto, e la regola vale purtroppo anche per il contrario, se non piaccio al mondo… E per sapere il parere del mondo quali finestre se non quelle virtuali, in cui ci si installa come applicazioni dei nuovi Tablet. Come gli altri, come tutti. Identità comuni in queste esistenze social.
Pudore e cura del proprio io interiore sono fantasmi del passato su cui crollano i muri di queste finte accettazioni condivise. È importante non sottovalutare i campanelli d’allarme, fare attenzione, chiedere, parlare con i propri figli, cercare di capire se hanno avuto a che fare con una foto, con una richiesta, capire mettendosi al loro fianco, cosa complicata ma doverosa, per tutelarli perché facciano tutte le loro esperienze con consapevolezza, perché imparino a rispettare prima di tutto sé stessi, il proprio corpo e di conseguenza gli altri intorno. Perché imparino la differenza tra il mondo dentro e fuori.
La rete è un mare di informazioni a cui attingere, ma si rischia di annegare, tenerli tra le braccia è impossibile, aiutarli, insegnare loro a navigare più sicuri forse l’unica via d’uscita. Esistono supporti come quelli messi a disposizione proprio dal Telefono Azzurro che ha una sezione dedicata proprio agli adolescenti e tutto ciò che ruota loro intorno, un supporto che risponde al numero, 1.96.96, che si può raggiungere anche via chat, tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su “ch@tt@ con Telefono Azzurro. Un aiuto per i ragazzi ma anche per i loro genitori.
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