 | | Cara Delevingne |
Cara, ha appena compiuto 23 anni, esattamente il 12 agosto. Cara è nata a Londra, discende dal lato materno da Lord sindaci della City di Londra e Baroni come i Faudel-Phillips, ma non si è chiusa tra le mura di un castello a darsi arie da signora-bene, lavora da quando aveva 17 anni, e certo non in una miniera, ma in un mondo comunque meno frivolo e allegro di quanto si possa immaginare.
Cara Delevingne, musa di Lagerfeld, modella per quasi tutti i maggiori stilisti della scena, i maggiori brand, non è mai stata esattamente lo stereotipo comune della modella comune. A partire dal suo dettaglio distintivo, le sopracciglia grosse, esagerate, originali, marchio di fabbrica, inimitabile. Cara, è in salita da anni, e sarebbe senz'altro andata avanti se non avesse deciso di calcare le passerelle della moda per l’ultima volta. Ancora in corso e ancora in giro foto e campagne pubblicitarie, di sola giacca nera vestita, e rossetto rosso, colpo di coda per una che non ci sta a restare ingabbiata in nessuno schema, libera di scegliere di andare restare, andare ancora. Dalle decisioni esagerate, alle smorfie esagerate, in ultimo le dichiarazioni esagerate, che poi così esagerate non sono, poiché la giovane bellissima modella, ha provato tutto sulla pelle, prima di renderlo di dominio pubblico. Essere sotto le luci dei riflettori, lo abbiamo sentito tante volte, non è così leggiadro come sembra.
Cara, al Time ha liberato parte della sua anima recentemente, anima e intenzioni, comprese di abbandono delle passerelle. Rivelato di aver in qualche modo perso gli anni da adolescente, con la sensazione di essere quasi un “animale in gabbia”, dorata forse, ma pur sempre gabbia. La depressione, verso la quale era già probabilmente tendente, peggiorata insieme alle sfilate, il corpo che si ribella attraverso lo stress sfociato in psoriasi. Le sue smorfie riempiono Instagram facendo 18 milioni e più di proseliti, e sembrano lo specchio di una personalità che vuole tirarsi fuori da quella scatola in cui restano claustrofobicamente intrappolate in tante, guadagnando certo in moneta e celebrità, ma perdendo pezzi di eguale, se non superiore misura e con la voglia di essere quello che sono, semplicemente giovanissime donne che vogliono prendersi il loro tempo, gestire sé stesse e il loro corpo, non sentirsi marionette da scartare per un chilo, un segnetto, un accenno di diversità fuori dagli schemi.
Linguacce, occhiatacce, e sempre comunque bella, discussa nelle scelte bisex, dichiarate a tratti, una volta si, una no, un’altra volta semplicemente libera di “amare chi mi pare e basta”, sempre straordinariamente originale, intensa, mai vana, mai banale, di quelle sue facce da scatti social ha detto più volte “sono come prendermi una vacanza da me stessa” da quell'ostentazione da involucri vacui cui ci abituano in tante. Quasi manichini in pose plastiche costanti. Sentirsi vecchie a vent'anni, in una fissità da sistemazione a richiesta, ammiccamento studiato a tavolino,
Cara evidentemente non ne poteva più, anima ribelle ma non troppo. Perché in fondo gli schemi qui non sono certo una normalità alla quale ribellarsi, anomali già da loro. Ora Cara è libera, di scegliere se non la posa, come in fondo forse ha sempre fatto, almeno la carriera, potendosi permettere di dedicare tempo alla nuova passione per il cinema, che regala già i suoi frutti. Uscirà nelle sale italiane il 3 settembre la prima pellicola da protagonista “Città di carta”, che in America ha già ottenuto un buon successo fruttandole in tempi record il premio per la miglior interpretazione ai “Teen Choice Awards 2015”, per l’intensa, ribelle, Margo.
Diretto da Jake Schreier uscito a luglio negli States, il film è tratto dal romanzo omonimo di John Green (Colpa delle Stelle), intreccio tra dramma sentimentale, commedia romantica e avventura, ha permesso alla giovane Cara di tirare fuori il meglio di sé, tutta la determinazione che ha centrato gli addetti ai lavori dal primo momento. “Colpì tutti”, dicono, e le sarà sembrata un vera rivoluzionaria liberazione, al pensiero che la passerella quasi la stava portando al limite.
“Mi ha fatto odiare il mio corpo” ha rivelato nell'intervista-dichiarazione del nuovo percorso. Un corpo che ha dato la celebrità, che ha regalato l’internazionalità, che nel 2012 e nel 2014 la portava ad essere eletta modella dell’anno, acclamata e venerata come la nuova Kate Moss, con uno stipendio annuale pari a tre milioni di euro eppure.. Certo la bellissima non ha scelto una vita al “buio” in questo nuovo cammino, ma ci sembra comunque a suo modo una bella prova di coraggio, che ognuno il coraggio lo gestisce come meglio può. Una bella linguaccia ad un mondo di stereotipi e luccicanze passeggere ci può stare, un bel no, ad un mondo effimero, tanto da concentrarsi solo un attimo sull'addio e un attimo dopo già in cerca della sostituta della nuova che va via.
Insomma una bella scelta in controtendenza, per conquistarsi la meritata libertà… Bella brava, Cara…
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