 | Ben Affleck immortalato con uno Starbucks caffé.. |
Camminare con aria assorta, indifferente, e magia delle magie, in mano una splendida gigantesca tazza di caffè o di caffè e latte, o come vi pare. In vent'anni di attesa ne abbiamo viste in giro per il mondo, in tv tra le mani dei detective intenti a sopportare l’ennesima notte in bianco su qualche traccia da scovare. Tra scatti rubati al vip di turno nei vari giri metropolitani. Bene, la bevanda più bevuta al mondo e nella sua veste plastificata-cartonata, il tappo geniale “on the go” che ne preserva aroma e protegge dalle ustioni da terzo grado, la tazza a Porter è stata una genialata datata 1971. Tre amici: Jerry Baldwin insegnante di inglese, Zev Siegel insegnante di storia, Gordon Bowker scrittore e l’idea accesa sulla testa di quello che sarebbe stato amministratore delegato e riconosciuto come vero fondatore della catena internazionale di caffetterie più conosciuta a livello gustativo - planetario, Howard Schultz e la dimostrazione che le cose geniali hanno partenze tra l’inaspettato, l’insospettabile e il limite rasentato della follia. Imprenditore in quel di Seattle, fu proprio di Schultz l’idea di acquistare quella che poi più avanti sarebbe diventata la catena mondiale presente in circa 65 paesi del mondo, la rappresentazione della “tazzina formato xxl” da portare ovunque "Starbucks".
Tutto partiva da un viaggio in Italia, esattamente a Milano, dall'apparizione di un barista che con abilità aggiungeva latte schiumato e panna al caffè, probabilmente da lì si accendeva la lucina, che poi ha fatto dire alla mente geniale: “in Italia non potrebbe funzionare dato che agli italiani non piacerebbe bere in bicchieri di plastica e non considerano la possibilità di sorseggiare caffè mentre camminano o guidano…” Parole proferite prima di arrivare ad oggi, quando i sussurri sull'apertura italiana si fanno più chiassosi di sempre.
Probabilmente già per il nuovo anno a Milano si potrà gustare tutte le varianti dal frappuccino in poi, del nuovo mondo caffettario. Commessi probabilmente in vesti abitualmente viste nelle altre catene, camicia bianca, pantaloni scuri, grembiule verde, come negli altri 22.766 locali sparsi nel mondo, arredi e contorni invariati. Siete abituati al caffè nero, al massimo macchiato? Bene, qui le combinazioni possibili sono all'incirca 87.000, avete letto bene, scegliendo tra 40 tipi di frappuccino e con la brillante variante stagionale, alla quale corrisponde l’elenco delle bevande secondo periodo, esempio? Periodo Halloween, il latte è variegatamente speziato, essenza zucca! Insomma ci si prepara all'invasione della super tazza, facendo bene attenzione alla misura richiesta, badando bene che la misura xxl (320 mg di caffeina) ci terrebbe svegli più di quanto ne potremmo avere bisogno, e che probabilmente trattasi di espresso non propriamente espressamente simile ai nostri.
Ma la legge dell’avanzamento naturale delle cose vuole che ci si metta sempre al pari degli altri e così proveremo a camminare e sorseggiare da questi splendenti emblemi di “modo nuovo di bere caffè” con immancabile sirena-logo, a proposito del quale ci piace ricordare che il simbolo della sirena, voleva essere l’evocazione marina dei marittimi viaggi dei commercianti di caffè, mentre il nome è un tributo al libro “Moby Dick” di Herman Melville: Starbuck era il primo ufficiale sulla baleniera Pequod, amante e bevitore di caffè. Non dimentichiamo infatti che tutto partiva dall'incontro di tre uomini che di letteratura ne sapevano parecchio. Insomma una tazza di storia, della quale attendiamo lo sbarco …
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