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Cultura - SocietàStefania Castella

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16 Febbraio 2016
Mamme, l'aiuto in una scatola e in qualche abbraccio in più...
di Stefania Castella



Mamme, l'aiuto in una scatola e in qualche abbraccio in più...
la scatola finlandese
Un piano da 100 milioni di euro quello varato da David Cameron per introdurre il CanParent. Il Primo Ministro inglese lo ha annunciato recentemente poiché secondo il suo parere "E’ ridicolo che riceviamo più addestramento per guidare una macchina che per fare i genitori". E siccome i figli non arrivano con il libretto di istruzioni un aiuto per tre, tra le aree più disagiate del regno Unito, vorrà dire corsi obbligatori dalla gravidanza al quarto anno d’età. Una prova di civiltà e di attenzione da copiare.

Se funziona sarà il primo passo per un paese europeo verso le parenting-classes, basi, veri e propri corsi, per preparare i genitori al cambio pannolini, allattamento e tutto quello che riguarda la gestione dei piccoli, compreso affrontare la frustrazione del capriccio al quale spesso sembra impossibile porre rimedio. Che non servano manuali perché l’istinto ci dice cosa fare, è risaputo ma anche preistorico, che una mano occorra sempre perché l’esserino sconosciuto che arriva a casa con noi dopo la pausa nove mesi e la culla ospedaliera, è meno scontato. Che si leggano centinaia di manuali, che si ascoltino confrontandoli, migliaia di pareri e consigli, una volta varcata la soglia muniti di porte-enfant, sicuro che quello che ci hanno detto o abbiamo letto è sensazionalmente sparito dalla testa.

Il più delle volte siamo impreparati, ogni macchiolina non rassomiglia mai all'elenco delle macchioline della rivista che abbiamo consultato, ogni urletto non è mai motivato dalla logica motivazione per cui: sei pulito- hai mangiato- hai dormito- cosa c’è che non va – è il rito di passaggio. Incapacità di solito è l’impressione primaria che abbiamo, prima di abituarsi annusarsi, madre e figlio nel bisogno reciproco di riconoscersi e fino a quel momento due corpi estranei uno accanto all'altro a cercare di capirsi, e tutto quello che hanno raccontato, ogni conoscenza, ogni credenza tramandata da nonne e bisnonne è svanita. La rete che conta, quella che stringe che accompagna che oggi non esiste quasi più, per colmare i bisogni non solo quelli del piccolo ma soprattutto quelli della madre, un occhio a questo momento importante è vitale.


La delicata fase post ospedaliera è una salita che una mamma da sola non dovrebbe mai affrontare. In tema di aiuti alle madri, dando uno sguardo altrove, si scorgono molte tenere ed essenziali attenzioni rivolte alla famiglia, succede che per esempio, il governo finlandese abbia ridotto molti problemi socio economici occupandosi della famiglia nella sua prima fase. La famosa scatola che il governo invia a tutte le famiglie in attesa, è un must invidiato in tutto il mondo. Contiene circa cinquanta pezzi utili per i primi tempi, dalle tutine termiche a cappellini, calzini, ciucci, tutto l’occorrente per la pulizia del piccolo, termometro, forbicine, materasso, lenzuolino, per un valore di circa 140 euro, che volendo possono essere dati in moneta, il 95% delle coppie però preferisce la scatola delle meraviglie nella quale il bimbo per i primi tempi può anche dormire, dato lo spazio ristretto in cui per nove mesi ha vissuto, l’ideale per il bebè infatti è ritrovarsi protetto in un ambiente che lo accolga a misura.

Un aiuto concreto, valido come supporto economico anche, in un momento in cui le spese triplicano. Più lontano, in Australia in buona parte gratuite le sleep schools corsi, che partono dalla clinica e accompagnano le coppie fino a casa con contatti telefonici tra madri e infermiere specializzate che aiutano ad affrontare la difficile fase del sonno, così instabile nei primi tempi. Anche in Italia esistono corsi simili, non gratuiti però. Il governo norvegese con a cuore il sostegno alla maternità ha puntato ad incentivare l’allattamento, considerato fondamentale tanto da istituire una figura specializzata che aiuti le mamme ad attaccare il piccolo al seno, non solo in ospedale ma che le segua anche a casa.

Un po’ quello che una volta facevano mamme e nonne… I dati dicono che i casi di mastite sono stati ridotti di un buon 60%. Accompagnare le mamme, non lasciarle sole, questo conta.


Il numero di casi di cronaca purtroppo sempre presenti, raccontano il bisogno necessario di un sostegno a tutto tondo intorno a quella che è la fase della vita più delicata per una donna, quella che dovrebbe corrispondere al massimo della felicità e che invece spesso non corrisponde alle aspettative ammantate soprattutto di frustrazione e stanchezza. Il senso di colpa si insinua infilandosi tra le pieghe della stanchezza mescolandosi all'altalena di ormoni che sconvolgono ogni angolo di un sistema fragile riempito di notizie, che si chiede il perché della stanchezza, il perché non si riesca matematicamente a risolvere ogni dubbio, ogni problema.

Nell'enormità delle incombenze la mancanza di sonno, l’alienazione, riempiono tutto lo spazio vitale della mamma che rischia di non staccare mai. Che si consideri questo un momento essenziale che si aiuti concretamente ogni mamma ad affrontare il momento più complicato della sua esistenza, che sia un aiuto racchiuso in una scatola che sia un aiuto che significhi accompagnare le mamme, farle sentire protette, per un governo una prova di civiltà, per le mamme il modo di sentire l’aiuto intorno, nell'attesa di ritrovare un ritmo umano in un momento in cui spesso ci si sente spesso troppo sole.







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