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Cultura - SocietàStefania Castella

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25 Febbraio 2016
Bimbi e cuccioli la convivenza possibile...
di Stefania Castella



Bimbi e cuccioli la convivenza possibile...
bimbi e cuccioli

Vorrei un cucciolo. Ecco, arriva prima o poi la richiesta da parte di un figlio di tenere un animale in casa cane o gatto che sia, succede. A parte alcuni irremovibili, tanti di noi (sì di voi, e di noi) si saranno fatti commuovere dalla richiesta “Ti prego, mi sento così solo…” Ma come gestire un piccolo e un cucciolo che non è altro che un ulteriore piccolo da crescere e inserire, cercando nel possibile di convivere senza far troppi danni in famiglia?

 

Le ricerche sono tutte concordi nel ritenere che la coabitazione sia possibile a patto di alcune regole all'apparenza semplici ma che come tutte le regole, ci vuole un po’ perché siano rispettate e rientrino nella normale routine. Il tutto per rendere meno faticosa la vita ad ogni componente. Assodato che non ci siano allergie in famiglia, gatto o cane, la compagnia di un animale domestico aiuta i piccoli di casa a crescere, aumentandone il senso di responsabilità. Quello che sottolineano gli esperti è fondamentalmente insegnare ai bambini il rispetto dell’animale, perché distinguano tra il cucciolo e il peluche. Un cucciolo ha i suoi spazi, i suoi tempi e i suoi giochi, sarebbe ideale che si insegnasse ai piccoli ad interagire col cucciolo senza urlare, senza pretendere che sia disponibile anche quando magari per lui è l’ora della pappa o del riposo. Il rispetto che il bimbo imparerà a dare ad un animale è probabilmente il rispetto che imparerà a dare anche alle persone che incontrerà nella vita, e naturalmente occorre essere presenti.

 

Lasciare come spesso succede, i bimbi in custodia ad esempio del cane, come fosse l’alternativa alla baby sitter, può essere pericoloso. I bambini specie se sotto i tre anni, proprio come i cuccioli, tendono ad oltrepassare i limiti, scatenarsi, tirare coda e orecchie, nascondere il cibo o quando sono piccoli piccoli, persino tentare l’assaggio, atteggiamenti che innervosiscono un cucciolo, che lo agitano, come giocare in modo irruento ne aumenta in effetti l’iperattività già così presente in animali piccoli, e talvolta certi giochetti possono incentivare l’aggressività. Nello scegliere il gatto, territoriale coccolone e tendente ad acciambellarsi accanto al calore umano, potrebbe ingannarci l’idea del mito dell’indipendenza, della caratteristica che immaginiamo prevalente nel felino a cercare la mano umana solo per necessità, ciò non corrisponde al vero, almeno non per tutte le razze o meglio, non per tutti i caratteri.

 

Anche un gatto può diventare un compagno di giochi divertente, affettuoso e giocherellone, legarsi al padrone umano, cercarlo anche senza un bisogno necessario, al pari del cane, per antonomasia “l’amico”, più predisposto verso il padrone. Basterà cercare di capire le predisposizioni, la tendenza a tratti più timidi o più socievoli, per cercare punti di accordo tra i cuccioli. Evitare di far entrare il micio in camera se c’è un neonato in culla, perché proprio per curiosità o per la voglia di accoccolarsi, il gattino potrebbe cercare di avvicinarsi al piccolino, certo non per fargli del male ma semplicemente per il piacere di sentire l’odore, il calore del contatto con il cucciolo umano.

 

La supervisione di un adulto, i limiti che si daranno al cucciolo dovranno essere coerenti e determinati. Imparerà se sapremo insegnargli a rispettare il limite degli spazi. In caso di cuccioli di cane, molti chiedono prima del passo fatidico, quanta differenza possa esistere tra un cane di razza o un meticcio, un cucciolo magari tirato fuori dalla tristezza di un canile. Le differenze stando a quanto raccontano gli esperti, e per logica di cose, è solo nel particolare che un cucciolo di razza ha alcuni tratti comuni che si possono conoscere in anticipo rispetto ad un cane di incrocio “sconosciuto”. La scelta di un cucciolo di canile resta comunque, quella prevalentemente più umana, considerando quanto un cane possa sentire come del resto un umano in galera, la tristezza di vivere una vita intera in gabbia. I primi tempi bisognerà insegnare ad entrambi i cuccioli a fare attenzione, il bimbo potrebbe essere sia la scelta da proteggere, che la preda per un cucciolo poco abituato alla presenza di un bambino, e spaventato suo malgrado, dai movimenti scoordinati del cucciolo umano.

 

La presenza degli adulti è necessaria per stabilire le distanze iniziali, tempo che servirà ad entrambi per “annusarsi” e studiarsi prima di diventare magari inseparabili. Regole generali per qualunque cucciolo si preferisca, la visita veterinaria sarà assolutamente necessaria per le vaccinazioni di routine, i primi utilizzi di gocce repellenti per pulci e zecche, e anche per avere un punto di riferimento in caso di dubbi che possono insorgere su qualunque problematica. Dimostrato che con le giuste direttive comunque sia, i benefici per i bimbi sono tanti, e secondo alcune ricerche quelli che crescono con un animale hanno maggiori difese immunitarie rispetto a i loro coetanei che vivono in ambienti più asettici, si è addirittura scoperta una certa assonanza e un grande miglioramento riguardo l’obesità, pare che il fattore rischio si riduca con la presenza di un animale domestico al di là delle passeggiatine quotidiane.

 

Insomma con la giusta misura, la coesistenza con un cucciolo in casa sembra essere un buon toccasana per i bimbi. Amore, rispetto, educazione la base della convivenza col nostro amico a quattro zampe, come parte di una catena, noi rispetteremo lui, lui imparerà a rispettare noi e i nostri piccoli, come le persone che sono intorno a noi impareranno che in casa c’è un ospite in più che fa parte della famiglia, che regalerà rispetto, che meriterà rispetto, che saprà insegnare e rendere la vita dei nostri ciccioli umani più ricca sicuramente di affetto e amore incondizionato.








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