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22 Marzo 2016
AIDS mai abbassare la guardia
di Stefania Castella



AIDS mai abbassare la guardia
il nastro rosso simbolo della lotta all'AIDS

Uno dei recenti servizi delle Iene su Italia Uno, metteva in luce un’assurdità che in rete ha un buon numero di proseliti. Due “medici”, una “Galassia complottista” che parla dell’HIV come di un “virus inesistente” che spinge ad abbandonare i “concetti medici tradizionali” abbandonare le cure, gettare le medicine nel cestino, e cibarsi di verdure ma “Lentamente”.  

 

 Una quantità sconvolgente di notizie che probabilmente agli stessi giornalisti del servizio, nello specifico la brava Nadia Toffa, deve essere sembrato se non un incubo, quasi… Il servizio partiva con le dichiarazioni di un nome noto sui social, distintosi per le performance di bassa lega con la povera compagna di giochi show girl, tale Andrea Diprè, che mostrava le sue analisi del sangue, linde, pulite nonostante rapporti a quanto pare piuttosto “elastici”. Esortava, quindi, a non utilizzare chissà quali precauzioni, a detta sua del tutto inutili. Vada per le parole a vanvera di un tipo qualunque (che ha comunque la responsabilità di parlare ad un vasto pubblico essendo volente o nolente un personaggio pubblico) quello che non si riesce a capire è come tutto quello che sappiamo sulla terribile escalation dell’Aids, possa essere in qualche modo distorto da un folto gruppo di medici, che tiene seminari, che scrive libri, che asserisce che il virus sia, in parole povere, una pura invenzione, e alla luce della realtà, non fa che arrecare danno.

 

Considerazioni che non fanno che pesare ancor di più, soprattutto sulle fasce più esposte, quelle dei giovani che,  secondo statistiche e ricerche, rappresentano la fascia più a rischio. Dall'inizio dell’epidemia nel 1982, anno in cui si diffondevano le prime notizie inerenti al virus, ad oggi, oltre 67.000 casi sono stati segnalati e 43.000 il numero dei deceduti. La nuova incidenza dei casi riportata tra i dati dell’Istituto Superiore della Sanità, racconta di 858 nuovi casi e un’incidenza in Italia di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. Seguendo l’andamento dall'inizio dell’epidemia, si nota un picco nel 1987 che poi rallenterà nel 2006 risulterà stabile nel 2010 negli uomini e leggermente in diminuzione nelle donne ma osservando i dati diffusi annualmente dall'OMS, quello che se ne ricava è piuttosto allarmante.

 

L’Italia si trova al 12esimo posto per diagnosi da HIV e se il numero di tossicodipendenti ammalati diminuisce, il numero di contagi per via sessuale è purtroppo in crescita, rimanendo una delle cause di trasmissione più significativa. False informazioni e miti devianti, mancanza di una corretta educazione sessuale (mancanza di un’educazione sessuale diremo) generano confusione soprattutto tra le nuove generazioni. Intorno al falso mito che il profilattico impedisca di “sentire”, il pensiero che il partner sia abituale e la relazione relativamente protetta dalla stabilità, solo alcuni dei modelli che impediscono la corretta difesa. Dal virus e da tutte le malattie trasmissibili sessualmente come la gonorrea, la clamidia, l’herpes, i condilomi causati dal papilloma virus.

 

Senza contare che non utilizzare il preservativo vuol dire un numero in aumento di gravidanze indesiderate. E se durante il servizio i due sedicenti medici intervistati, nell'esplicare le loro assurde teorie lanciano la deleteria affermazione che li profilattico non serva, servirebbe invece che dessero un’occhiata al numero di ammalati, e ad un caso che solo pochi mesi fa veniva alla luce, la storia allucinante di Valentino T. trentunenne di Acilia arrestato con l’accusa di aver infettato almeno 31 ragazze tra fidanzate e amanti, senza mai raccontare di essere positivo all'HIV. Molte hanno scoperto di essere ammalate solo quando il tam tam tra le vittime ha cominciato a diffondersi, altre durante controlli di routine. ragazze innocenti (una delle quali 14enne) tutte a parte la fidanzata “ufficiale”, incontrate in chat, siti di incontri, tutte accomunate dalla richiesta di avere rapporti non protetti, accalappiate, illuse dal finto innamoramento, tutte accomunate dal fatto di essere vergini.

 

Un film dell’orrore che è un urlo, raccontato anche questo in uno dei servizi delle Iene, e che affiancato a quello recente in cui certi medici raccontano l’Aids come un complotto, fa ancora più male. Fa male pensare a queste povere vittime costrette a prendere massicce dosi di medicine invasive, quegli antiretrovirali capaci di bloccare la replicazione del virus impedendo lo sviluppo dell’Aids con la speranza di sopravvivere, sentendosi marchiate, condannate ad una vita ergastolane senza colpa. Certe dichiarazioni, non sono solo lesive ma quasi assassine. Di HIV non si muore come un tempo, le cure allungano la vita di anni, non è detto che tutti i sieropositivi si ammalino della “Sindrome da Immunodeficienza”, di Aids, esposti a qualunque malattia avendo il sistema immunitario azzerato, ma non si può diffondere concetti assolutamente pericolosi quando tutta la comunità medica avverte che abbassare la guardia è assolutamente pericoloso.

 

Che sia una trasmissione televisiva a mettere in luce le dichiarazioni assassine di alcuni individui, fa sperare che almeno le fasce più giovani, il target che maggiormente segue i servizi delle Iene (anche se il programma diventato quasi un Cult ha un seguito anche oltre la fascia di giovanissimi) sia cosciente che la lotta contro il virus non finisce mai, nonostante se ne parli di meno, e nonostante alcune “uscite” che facilmente messe in rete possono confondere.

 

Il preservativo è la prima arma di prevenzione per tutte le malattie veneree, e il primo mezzo per difendersi dall'HIV, che ancora oggi miete persone uccise dall'inconsapevolezza, dalla mancanza di informazione, dalla mancanza di cultura intorno ad un mondo che sembra lontano da ognuno ma che invece è purtroppo molto più vicino di quanto si possa immaginare.








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