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24 Marzo 2016
Foto e social, teniamo i piccoli fuori dalla rete...
di Stefania Castella



Foto e social, teniamo i piccoli fuori dalla rete...
fonte web

Ormai il mondo si muove sui social, dimensioni parallele occludono le giornate e la mente, la vita passa dalla vita stessa alla virtual esistenza. Tutto è esposto e tutto deve essere mostrato. Mostro così esisto, a quanto pare, e per questo la tecnologia è compagna indispensabile della condivisione. Un tipo nella media come me, non troppo avvezzo a maneggiare cellulari di ultima  generazione nel sentire Android pensa solo al film “Alien” e non capisce la differenza tra un modello e l’altro.

 

Solo che nel muovere applicazioni a caso, nonostante la conoscenza dei social più o meno, mi sorprende la dicitura “localizza i tuoi amici più vicini…” Localizza mi stranisce, mi infila nell'imbuto che sì, potevo immaginare, ma non troppo. Localizzare, mostrare, dove sei, dove ti muovi.. Due più due, e miseramente tutto l’entusiasmo cellulare tecnologico, svanisce. Mi vengono in mente le mille raccomandazioni che scorgo ogni giorno, che riguardano immagini, notizie personali etc.… Mi vengono in mente le “Catene”, le richieste di immagini. E se, per noi adulti può essere un dettaglio che la nostra immagine passi di mano in mano di sito in sito, e non è raro che qualcuno, (molti) abbia ritrovato la propria immagine in siti di lega discutibile senza saperlo, altri si sono ritrovati in Fake, profili falsi, solo per caso.

 

Ecco può essere una piccolezza per noi, ma non può esserlo per i minori, per i nostri figli. L’associazione mentale foto – bambini- dispersione in rete, se ci pensate, è un fatto rapido quanto il pensiero e il gesto dello scatto e invio. Eppure dovremmo considerare un attimo prima, che questa immagine passerà in rete, e quindi ovunque. In Francia ci hanno pensato, tanto che tra un po’ potrebbero nascere cause figli contro genitori, colpevoli di aver postato le loro foto senza consenso (e senza senso), una legge sulla Privacy ristretta e precisa.

 

Vi sembra troppo? Il fatto è che basterebbe già il solo fatto che conoscendo i genitori, l’identità di familiari e amici, risulta facile creare una sorta di mappatura, una specie di albero genealogico che appartiene a noi, dato “in pasto” a pescecani sconosciuti, e che dovrebbe bloccarci ogni volta che pensiamo di condividere un’immagine rendendola di dominio pubblico. Un po’ come se attaccassimo al muro di una strada trafficata, alla mercé di qualunque sguardo, le foto più intime e private dei nostri scorci familiari, dei nostri piccoli. I passanti che passano possono essere distratti, ma possono essere anche precisi insidiosi cacciatori in attesa di una preda. Molti sanno come e cosa fare, sanno ricostruire con la possibilità infinita della tecnologia, qualunque vita e movimento da foto e informazioni spesso poco tutelate.

 

Più volte gli esperti della polizia postale hanno messo in guardia gli utenti di social, social-attivi su PC e telefoni esortandoli ad evitare una sovraesposizione soprattutto dei piccoli, evitare di rispondere a catene che richiedono immagini, o di condividere in rete le foto. Se è proprio necessario inviare una foto, si può farlo con una Mail, che ha una sorta di limite rispetto alla pagina pubblica di un social network. E considerando il “lavoro” certosino che un pedofilo può fare intorno ad una foto, evitate di ricreare contesti intorno alle immagini, fotografare luoghi frequentati abitualmente, asili, parchi, abitazioni … Cerchiamo di restringere la cerchia agli amici più stretti e prima di decidere di condividere immagini e vita, tuteliamo noi stessi per primi e insieme a noi i nostri piccoli, la prudenza è essenziale in questo mondo vastissimo che ingoia qualunque cosa velocemente e velocemente la diffonde senza avere nessun limite.

Lasciamo alla tecnologia la bellezza che ha, senza farci sopraffare dalla smania di andare sempre oltre mostrando qualunque cosa, mettendo a rischio le vite indifese dei nostri figli, spesso troppo piccoli per decidere quale limite dare alla propria libertà…








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