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Cultura - SocietàStefania Castella

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30 Marzo 2016
Bimbi e capricci. Piccoli tiranni crescono...
di Stefania Castella



Bimbi e capricci. Piccoli tiranni crescono...
bimbi e capricci

Luca, 4 anni scivola sullo scivolo, uno, due, dieci, cento scivolate, andrebbe avanti eternamente, smette solo perché vuole, non tanto per lo strepitio dei genitori che continuano a ripetere “Scendi, stanno per chiuderci nel parco” è lui a decidere, punto. Dario, 7 anni studia solo quello che vuole, fa i compiti solo se rientrano nella sfera del suo interesse, scrive prevalentemente in stampatello. E’ così che preferisce, anzi che decide, punto. Sara ha 3 anni, passa la maggior parte del tempo davanti alla tv a guardare cartoni, se c’è un film interessante non ce n’è per nessuno, lei guarda cartoni, decide quali, quanti e decide che debbano esserci in tutti i televisori della casa, insomma più cartoni per tutti, punto. Clara quasi due anni, dorme solo attaccata alla mamma, si sveglia continuamente, incollata al seno dorme tutta la notte, insomma ha deciso che la mamma debba essere il suo sonnifero, punto.

 

Qualche esempio, letto qua e là, in cui molti troveranno qualche sfumatura comune, esistono i bambini che fanno capricci, esistono teorie andate avanti per quarant'anni, in cui la psicologia ci spalancava la porta dell’ascolto (e meno male) della comprensione (benissimo) del dialogo quasi adulto (e si comincia a vacillare) del Sì che ci avrebbe cambiato la vita (e qui si sprofonda del tutto).

Secondo l’Osservatorio sulla famiglia e la persona il 56% degli italiani coltiva il sogno irrefrenabile di vedere realizzati, o meglio il sogno di realizzare (per loro) tutti i desideri dei pargoletti di casa. Questi piccoli lord, hanno piano piano allargato il campo intessuto di lodi spesso inappropriate e fuori luogo, dettando le regole, parolina fondamentale base dell’armonia familiare, fonte di molte familiari crepe. I piccoli hanno imparato a manovrare le debolezze dei grandi, tengono in pugno genitori e telecomandi, telefonini e parenti-schiavi, come poveri ignari nonni, vittime predilette del capriccio infinito.

 

Si, certo il capriccio è il sintomo di un disagio, ma come spiegano gli esperti, è un modo per il piccolino di tastare il terreno, capire fin dove può spingersi, come e quanto può “comandare” la madre. Sì, vi stupirà che un piccolo esserino possa esercitare tanto potere e soprattutto in modo cosciente e consapevole ma sappiate che la voce degli esperti è concorde nel ritenere i piccoli capaci di godere dell’influenza esercitata su giovani inesperti neo genitori. Capi dolcissimi luccicanti incensati, sigillati di coroncine, che noi, abbiamo contribuito a posare sul capino inerme. Siamo noi ad innalzare i piccoli fino a renderli dominatori indiscussi dal divano al salotto alla cucina alla camera da letto, dove possono mangiucchiare, bere, giocare saltare perché “Altrimenti poi piange e…” molti genitori non riescono a sopportare la frustrazione del pianto, e questo credeteci, i piccoli lo sanno benissimo.

 

La forza del capriccio unita allo stress da incombente lavoro che porta al “Si fai pure, basta che la smetti che devo lavorare” è un atteggiamento tipo che spinge in avanti, senza più un ritorno. Il fenomeno pare essere tanto sfuggito di mano che in Francia, i nostri cugini d’oltralpe, all'Ospedale Saint- Eloi di Montpellier hanno dato il via ad un gruppo sperimentale di sostegno per disperatissimi genitori di bambini dai 7 ai 12 anni senza freni, dedicandosi a quegli adulti che non riescono più nella gestione di figli tiranni. Esistono dicevamo, infatti i capricci che danno voce ad un malessere, e ci sono le manifestazioni tiranniche, di bambini che sfidano i genitori accendendo micce che spesso finiscono per minare realmente il rapporto genitore-figlio. Perché tutti sfidano l’autorità, tutti i piccoli tendono a competere con i genitori, ma i tiranni cercano la sottomissione, la lode che li porterà al centro dell’universo familiare.

 

Come uscirne? Imparando a dare spazio e dimensione, imparando a dire “No” cosa impossibile per tanti, per quasi tutta questa generazione, che chiede ed ottiene, che desidera e vedrà avverato il sogno, perlopiù senza la fatica. E se le teorie ad un’educazione liberale, e libera vi sembrano stridenti, sappiate, che sì, il mestiere del genitore sembra una continua contraddizione, dove il punto fermo è la regola, che impone al genitore stesso di non cedere alle richieste (tutte), non sottomettersi, non giocare a fare gli amici, perché il punto è questo, la nostra immatura generazione non ha sempre dato il buon esempio, una generazione che non sa dire “No” ha generato una bella schiera di piccoli capo branco che pensano di avere potenza illimitata come le batterie del telefono ultimo modello, che hanno chiesto ed ottenuto.

 

Responsabilità nostra, patologie a parte, se punire e premiare (soprattutto quando non hanno fatto altro che il loro dovere, come studiare) sembra inutile come un giro ruotante, come il cane che si mangia la coda, allora proprio a proposito del dialogo che magari abbiamo ma non ha frutto e costrutto, tocca iniziare a stabilire piccoli limiti, perché senza il limite e la coscienza di questo, non si può capire la meraviglia della consapevolezza della libertà che poi verrà e questo vale per i figli ma anche per i genitori…








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