 Dopo l’ultima ondata di violenza a Napoli, alcuni parroci e altri operatori delle zone colpite hanno, giustamente, fatto l'appello di puntare sulle scuole per risolvere i problemi non solo di quella città, ma anche delle altre città e regioni colpite dagli stessi problemi.
Hanno ragione a fare l’appello per aumentare il ruolo delle scuole, purtroppo le scuole da sole non bastano. Le scuole possono insegnare molte cose ai loro alunni, però il luogo dove i giovani imparano a disprezzare l’autorità e imparare la disciplina personale necessaria per studiare per bene e infine diventare parte produttiva della società non è l’aula scolastica, ma la famiglia.
L’autorità, in qualsiasi forma legale, non è un potere di per sé, ma rappresenta le regole e le istituzioni che formano la società moderna in cui viviamo. Infatti, il primo personaggio che ognuno di noi conosce dell’autorità è proprio l’insegnante che ci insegna le regole, non solo delle proprie materie, ma in fondo anche del vivere civile quando insegna diritto.
Nessuna struttura di autorità è senza errori e difetti e lo Stato riconosce questo nella forma dei vari tribunali che non si limitano solo a punire chi commette reati, ma hanno anche un ruolo attivo nel correggere sbagli e inefficienze nella strutture pubbliche.
Gli insegnanti non possono far più di tanto quando i genitori automaticamente contestano ogni voto cattivo del figlio o figlia e specialmente quando le contestazioni sono fatte davanti ai giovani. Esistono i sistemi all'interno del sistema scolastico che permettono ai genitori di controllare che il figlio sia trattato nel modo giusto. Contestare l’insegnante e la scuola in modo aggressivo e prepotente non fa altro che dare un esempio sbagliato ai figli da seguire nella vita.
Purtroppo, molti genitori non capiscono che per proseguire nei livelli più alti del sistema scolastico l’alunno deve avere una disciplina personale che gli permetta di fare gli studi ed eventualmente le ricerche in modo ordinato e rigoroso. Questa disciplina poi diventa anche una qualità importante del luogo di lavoro e viene premiato a lungo termine. La scuola aiuta a perfezionare questa disciplina, ma deve iniziare già a casa e certamente il disprezzo di genitori per gli insegnanti non fa niente di utile per i figli. Promuovere un alunno perché il genitore lo esige non aiuta lo studente, ma garantisce problemi nel corso della vita.
Bisogna riconoscere che esistono problemi nel sistema scolastico italiano, ma il fatto che molti laureati italiani trovino lavoro all'estero come ricercatori dimostra benissimo che il sistema è ancora capace di produrre laureati di grandissimo livello.
Ogni volta che un genitore contesta l’autorità legale in modo sbagliato non fa altro che garantire che questa nostra “tradizione” sbagliata continui. È inutile pretendere che gli insegnanti diventino gli esempi perfetti per gli studenti se poi il loro lavoro è vanificato dai genitori.
Risolvere i problemi di città e zone come Napoli non è semplice, specialmente perché esistono sistemi occulti in lotta aperta contro l’autorità dello stato e nessuno può negare che il problema non è nuovo, ma secolare. Infatti, nel suo libro “La Pelle” il giornalista e autore Curzio Malaparte spiega come ai soldati americani fosse proibito entrare in certe zone della città perché ogni mattina ci si trovavano soldati in mezzo alla strada aggrediti e nudi perché derubati.
I libri possono insegnare molto, ma sono limitati perché molti studenti, specialmente quelli più giovani, ancora non capiscono il senso di imparare materie come la Storia, o l’Arte e l'utilità che possono avere queste nella vita. Man, mano che prosegue nel sistema scolastico il bravo studente capirà il motivo per queste materie e le capacità che danno a ciascuno di noi per poter affrontare la sfide della vita e, eventualmente, del lavoro. Nelle aule delle scuole impariamo a capire quel che davvero ci piace e che facciamo bene. Sono queste scoperte che ci indicano la strada da prendere nella vita e la carriera più adatta per ognuno di noi.
Proprio per questo motivo le contestazioni dei genitori agli insegnanti rischiano d’avere effetti negativi nella vita dei giovani. Essere promosso dopo le lamentele del genitore non garantisce il futuro al figlio. Anzi, gli insegna che studiare non serve a niente se il padre o la madre riescono a farlo promuovere lo stesso. Senza dubbio le intenzioni dei genitori è di farlo per il loro bene, disgraziatamente troppi genitori hanno imparato troppo tardi che il loro esempio era il motivo dell’insuccesso dei loro figli a scuola e nella vita.
Queste situazioni diventano peggio a Napoli dove insegnanti e altre figure di autorità vivono sotto l’ombra di minacce, a volte occulte e a volte nemmeno quello, di promuovere figli di papà potenti nel mondo sotterraneo della criminalità. Non è una situazione facile da risolvere ed è probabilmente la sfida più grande per il paese e lo è da tanto, anzi da troppo tempo. Disgraziatamente per tutti noi questa situazione non si limita solo a Napoli.
Il problema delle contestazioni agli insegnanti non si limita solo a queste zone. Vediamo spesso alla televisione e nei giornali di casi del genere che si trovano in ogni regione del paese, anche quelle più produttive. Sono il segno concreto che tutto il paese deve fare l’esame di coscienza di come ci comportiamo.
Pretendiamo un mondo migliore e pretendiamo che sia costruito dagli “altri”, dove di solito questi altri sono i politici. Il mondo si costruisce come società e non dai singoli elementi. I figli imparano dai genitori e se certe usanze continuano ancora è proprio perché sono imparate a casa e non a scuola. Chissà quanti figli vedono i genitori andare ben oltre i limiti di velocità, oppure attraversare le strade in modo sbagliato. Poi, ci lamentiamo all'ennesimo incidente stradale dove muoiono tre, quattro, o cinque giovani come succede fin troppo spesso.
Si, in fondo scrivo della legalità, ma questo concetto non si limita soltanto ai grandi criminali, ma a ogni aspetto della nostra vita. È inutile lamentarci di ladri o ladruncoli se poi evitiamo le tasse, non rilasciamo scontrini, o magari chiediamo un lavoro a casa a basso costo perché pagato in nero.
Tutto questo fa parte della vita quotidiana del paese. Però, non sono cose che impariamo a scuola, ma a casa. Per avere davvero un paese migliore, non si può cominciare a scuola, ma si comincia nelle stanze della casa e dai genitori. In parole povere, se vogliamo davvero la legalità, deve iniziare da ognuno di noi.
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