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Cultura - SocietàStefania Castella

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18 Luglio 2016
Pokèmon Go, la nuova mania che spopola
di Stefania Castella



Pokèmon Go, la nuova mania che spopola
Foto-cattura di Pikachu
uno dei Pokèmon

Dal Washington Post fanno sapere che: «Una volta catturato uno, non spostate la fotocamera del telefono se non volete bloccare il gioco e farlo ripartire commettendo un “Errore da Principianti”». Ecco la nuova mania è partita da poco, all'incirca agli inizi di luglio ma ha già scomodato opinionisti e grosse testate che urlano al nuovo fenomeno, e delirio, questa forse la parola più azzeccata.

 

Da quando uscirono per Game Boy e nel tempo per altri dispositivi, di strada ne hanno fatta parecchia Pikachu e i suoi piccoli amici. Oggi si dividono tra la realtà virtuale e la realtà e basta. Si perché il nuovo gioco-mania che spopola negli ultimi giorni, questo famigerato Pokèmon Go, permette di giocare sfruttando la realtà aumentata, utilizzando la geolocalizzazione e la fotocamera dello smartphone per dare la possibilità di catturare i Pokèmon disseminati nel mondo vero intorno. Il principio base: scovare, catturare, farli diventare più forti, sfidare altri giocatori.

 

Negli Stati Uniti inutile dire che il nuovo gioco, ha spopolato già nel giorno del debutto, aumentando vertiginosamente il valore delle azioni della società di videogiochi che c’è dietro, la Nintendo, che in una settimana le ha viste salire del 50%, con un aumento di capitale di quasi 9 miliardi. Il gioco sottolineiamo è gratis, mentre i potenziamenti eventuali, quelli si pagano in moneta sonante. Un intrattenimento semplice, da capire “Strada facendo” e proprio per strada si capisce quanto abbia fatto presa. Non è raro vedere teste chine sugli schermi, intenti a catturare il proprio esemplare, mentre compaiono in rete le prime discussioni, le prime critiche (soprattutto sulla pericolosità legata alla distrazione che porta) le prime guide per catturare i migliori esemplari, nel minor tempo. Rari mostriciattoli di vario tipo, ognuno solitamente accanto al proprio elemento naturale, non è difficile infatti trovarne uno d’acqua accanto ad un fiume, un lago…

 

Una componente da tenere presente, sottolineano gli esperti, la differenza tra quelli che compaiono di giorno e di notte, mentre ci dovrebbe essere una leggera differenza tra il giocare per svagarsi e giocare rischiando quasi di rimetterci la vita. I primi piccoli e grandi incidenti non sono infatti tardati ad arrivare, tra chi attraversa la strada senza badare alle auto intento all'inseguimento proprio esemplare, chi come uno youtuber di New York alla ricerca di un Pokèmon d’acqua durante una battuta di caccia in Prospect Park, ha finito la corsa in acqua come la sua preda. Immagini di folla in delirio a caccia di “Vaporeon” raro esemplare, in quel di Central Park, con urla, spintoni, auto ferme a seguire la scena…Specchio di una società che ha bisogno di distrazione da un quotidiano opprimente? Specchio di una società che non conosce la misura, semplicemente? Intanto spuntano i primi cartelli che vietano in alcune zone la ricerca e la cattura dei piccoli “amichetti” dopo che battute di caccia hanno rotto il silenzio e la quiete di ospedali e addirittura cimiteri.

 

Qualcuno dice che può servire a fare movimento, la cattura funziona a quanto pare, macinando in effetti parecchi chilometri a piedi o in bici; le catture in auto solo con andatura lenta (e mai se si è soli a guidare e magari a cercare…) autobus e treni sembrano funzionare in momenti di sosta e partenza. Nel frattempo, di chilometri pare intenzionato a percorrerne parecchi Tom Currie, barista per la precisione ex barista Neozelandese, che ha mollato il lavoro per girare il mondo in cerca di Pokèmon. Un pretesto per lui, per vedere posti mai visti, allacciare amicizie con altri appassionati, e forse provare l’ebbrezza di sentirsi “famoso”. Grazie al tam tam dei social, infatti il giovane 25enne ha ricevuto contatti, e possibilità, passaggi in bus e autostop per i viaggi da intraprendere, da ogni continente, e nelle interviste che già rilascia in giro, non può fare a meno di citare i quasi 700 esemplari già in saccoccia.

 

Alla faccia di chi si sveglia al mattino per uscire a lavorare…Tom spende per ora il suo tempo stando appostato in cerca di uova e rarità da catturare, con l’appoggio dei genitori che dicono di aver sempre pensato che il figlio “sarebbe diventato famoso” … Anche questo accade, accade che si piange per le brutture del mondo, e che il mondo diventi piccolo e stretto intorno alla caccia all'animaletto virtuale fermo sulla panchina accanto a noi…Tra mostri, e mostriciattoli, una nuova mania coinvolge e sconvolge. Può nuocere alla salute forse, come tutte le cose con cui si esagera, meglio ricordarlo, prima di farsi prendere troppo la mano…








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