Rss di IlGiornaleWebScrivi a IlGiornaleWebFai di IlGiornaleWeb la tua home page
Domenica 12 aprile 2026    redazione   newsletter   login
CERCA   In IlGiornaleWeb    In Google
IlGiornaleWeb

Cultura - SocietàStefania Castella

CONDIVIDImyspacegooglediggtwitterdelicious invia ad un amicoversione per la stampa

08 Settembre 2016
Asia Ramazan Antar. Morte di una combattente coraggiosa
di Stefania Castella



Asia Ramazan Antar. Morte di una combattente coraggiosa
Asia
coraggiosa combattente

Asia la combattente coraggiosa morta in battaglia

Sul suo viso da eroina le telecamere indugiano ricordandola, ricordandola per come era e per come il mondo oltre la guerra, quello che della guerra coglie solo la scia, la vuole ricordare. Come la sosia della bella attrice americana, e titola, il mondo, che la combattente col viso della Jolie ha perso la vita…dimenticando due anni di orrore passati tra gli occhi di Asia.

 

Asia Ramazan Antar, conosciuta anche come Viyan Qamışlo aveva appena vent’anni, arruolata nel 2014 tra le file della milizia femminile Curda dello Ypj interno allo Ypg, insieme ad altre come lei, coraggiose quanto lei, ha imbracciato fucili più grossi di lei, e tirato avanti per difendere il suo popolo dalle ingiustizie, dai massacri, in una guerra che non conosceremo mai a fondo.

 

Una delle tante guerre, uno dei miliardi di massacri la cui eco arriva alle nostre scrivanie attutita nel rumore ovattato, passando da bocca a bocca, da racconto a racconto e il rumore assordante degli spari, la puzza acre del fumo, il rancido acido sapore del sangue di vittime colpevoli o innocenti non arriva.

 

Tra questi uomini e donne, tra i Curdi, senza terra in battaglia per il riconoscimento di una patria, e dopo il 2014 contro le bandiere nere di “Daesh” lo Stato Islamico proclamatosi nel giugno di quell'anno, allargatosi a colpi di terrore con la mortale scure di un’avanzata inarrestabile. Asia combatteva sicuramente anche con se stessa, con la sua paura da vincere per vivere, per sopravvivere.

 

La notizia della sua morte è stata diffusa tramite la pagina Facebook “We want Freedom for Kurdistan” durante la battaglia spietata sarebbe morta a Minbic nel nord della Siria e se ne parla come di un giallo, dipanatosi, in quanto secondo alcune fonti non ci sarebbero state in campo le armate dell’Isis ma truppe siriane e uomini dell’opposizione armata.

 

Da quando dopo Kobane ci si è fatti coraggio per combattere ancora più strenuamente, e le battaglie sono diventate sempre più orribili spaccati, di una resistenza arrivata allo stremo, i simboli della lotta, di una città che resiste e si sfianca, sono stati, le tante immagini crudeli giunte dal fronte, e oggi il mondo ricorda questo viso martire, disperso nella polvere e se il suo volto ha dato luce anche alle altre compagne, ai tanti combattenti senza volto, ricordiamola non solo per la bellezza e la rassomiglianza con una bella attrice, ma per il coraggio di un’idea, di una lotta, per la quale in luoghi lontani da noi, solo così relativamente, si può vivere, combattere e morire.








  Altre in "Società"