 | Il crollo della Basilica di Norcia |
La paura che non si placa. Crolli e terrore, a pezzi il centro Italia.
È cominciato tutto intorno alle 7.40, una domenica tiepida di fine ottobre, al centro della festa per il ponte di Ognissanti. Molti sorpresi nel sonno, dall'Emilia fino alla Calabria, l’oscillazione non ha risparmiato nessuno, molti hanno sentito l’interminabile scossa, a tanti è giunta l’eco, per tutti la paura è un lunghissimo stillicidio che da fine agosto sembra non avere mai fine.
Quello di questa domenica di fine ottobre però è stato il più forte sisma degli ultimi 36 anni, il punto focale ancora nella zona centrale, epicentro vicino Norcia, in provincia di Perugia, distante pochi chilometri dalla zona dal quale si propagava lo scorso mercoledì. L’Ipocentro a una profondità di 10 chilometri, ha provocato diversi crolli, il più importante quello della Basilica di San Benedetto di Norcia mentre ad Amatrice crollava il campanile della chiesa di Sant'Agostino. E la pietà si rincorreva nella polvere alzatasi intorno ai volti atterriti di suore e frati a cercare una via di fuga tra i detriti. Scene apocalittiche quelle riprese dalle telecamere che hanno fatto il punto della situazione costantemente, mostrando interi borghi rasi completamente al suolo. “Non ci sono stati morti. Una ventina di persone sono rimaste ferite, nessuna in pericolo di vita” ha confermato il capo della protezione civile Fabrizio Curcio.
Come sempre negli ultimi tempi i social l’hanno fatta da padrone, rendendosi in molti casi utili a diffondere notizie in diretta, scatenando piccole e grandi polemiche sulle incertezze nella conferma della magnitudo, assestatasi secondo le fonti ai 6.5 gradi, un’intensità che ha messo in ginocchio aree in parte già sfollate dagli ultimi avvenimenti, i comuni più colpiti infatti sono quelli danneggiati anche dall'ultimo nero mercoledì: Norcia, Castelluccio, Castelsantangelo sul Nera, Preci, Arquata, Tronto, Ussita, Visso, Amatrice, Tolentino.
«Siamo in presenza di un dolore profondo, di uno stress, che non deve trasformarsi in rassegnazione» fa sapere dalla conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, invitando tutte le forze politiche ad unirsi, indicendo un incontro che vedrà il Consiglio dei Ministri ascoltare i presidenti delle quattro regioni più colpite, quelle di Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, insieme al commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, e il capo della protezione civile Fabrizio Curcio. Renzi ha evidenziato, che i comuni colpiti da queste ultime scosse, saranno aggiunti a quelli per cui sono previsti già risarcimenti e prestiti statali per la ricostruzione: “Ricostruiremo tutto- ha aggiunto il premier- Le case, le chiese, gli esercizi commerciali”.
Intanto per i circa ventottomila sfollati, sarà una nuova notte di tensione, nell'attesa che la terra smetta di tremare, e si riesca a ritrovare attimi di quella perduta normalità.
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