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Cultura - SocietàStefania Castella

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10 Novembre 2016
Femminicidio, una ferita che non smette di sanguinare
di Stefania Castella



Femminicidio, una ferita che non smette di sanguinare
manifesto
contro il femminicidio

Distanti luoghi opposti, lo stesso dolore lo stesso inimmaginabile strazio. Lo chiamiamo femminicidio, e la realtà è che i casi sembrano perpetui, non finiscono mai. Gli ultimi due solo la punta recente di un iceberg che stenta a smantellarsi.  

 

Angela aveva 66 anni 40 anni dei quali passati accanto a quello che è diventato il suo carnefice. Reo confesso, marito, compagno, padre dei suoi figli. Picchiata, calci pugni, una tanica di benzina vuotata sul corpo, disperatamente la donna ha cercato di fuggire, chiedere aiuto, è morta stroncata dal fuoco e dalla voglia di chiudere quel matrimonio finito forse già da tempo. I due vivevano separati in casa.

 

Un flash mob organizzato sabato 12 novembre proprio a Sassari, lancerà l'ennesimo grido contro la violenza di genere, contro il femminicidio. E a Novara invece senza colpevole l'omicidio di Mariarita 52 anni decine di coltellate al petto e alla schiena, Il marito avrebbe detto di essere al lavoro all'ora del delitto. E oltre la fredda cronaca, i numeri raccontano che un omicidio su tre è di genere, il 67% delle donne non denuncia, una parte buia che non riesce a riprendere in mano la propria vita.

 

E così tra i numeri d una cronaca che racconta di dati e facce e fatti e nomi, tante altre sono ancora nascoste senza la forza di svelare il dramma che si cela dietro l'apparente normalità delle vite quotidiane, di tante, troppe.








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