
Accertata l’esposizione prolungata anche su basi e aeroporti militari del Lazio
Roma gennaio 2026 – Il TAR del Lazio ha condannato il Ministero della Difesa al risarcimento dei danni in favore del maresciallo dell’Aeronautica Militare Nicola Panei, riconoscendo la responsabilità dell’Amministrazione per l’esposizione prolungata e non protetta all’amianto durante il servizio. Il Tribunale ha accertato che l’amianto era utilizzato in modo diffuso e indiscriminato non solo sugli aeromobili, ma anche nelle infrastrutture e negli aeroporti militari, determinando gravi conseguenze sulla salute del militare.
Nicola Panei risiede a Fara Sabina (RI), è tra i fondatori dell’Osservatorio Nazionale Amianto ed è componente del Comitato Direttivo Nazionale fin dalla sua costituzione.
La sentenza - Secondo la decisione del tribunale l’uomo – in servizio nell’Aeronautica Militare per 27 anni – è stato esposto continuativamente a fibre di amianto senza che fossero adottate adeguate misure di prevenzione e protezione, accertando la violazione dell’obbligo di tutela della salute del lavoratore da parte del Ministero della Difesa. L’esposizione è avvenuta sia tramite indumenti e dispositivi contenenti amianto, sia per la presenza del materiale negli aeromobili e nelle strutture militari, comprese le coperture degli edifici aeroportuali.
Il Tribunale ha riconosciuto il nesso causale tra l’attività lavorativa svolta e le patologie diagnosticate, in particolare asbestosi, broncopneumopatia cronico-ostruttiva e sindrome ansioso-depressiva reattiva.
Basi e aeroporti contaminati del Lazio - La decisione riveste un rilievo particolare perché individua specifici luoghi di servizio contaminati della Regione Lazio, tra cui l’Aeroporto militare di Pratica di Mare e quello di Guidonia, dove Panei ha prestato servizio fino al congedo confermando la presenza strutturale dell’amianto nelle basi operative dell’Aeronautica.
Il risarcimento - E’ stato riconosciuto al militare il risarcimento del danno non patrimoniale, quantificato in oltre 33.000 euro, oltre interessi, e la Difesa dovrà pagare le spese processuali.
«E’ un primo punto di svolta dopo quasi vent’anni di battaglia legale, una decisione di grande rilievo, che sancisce la fondatezza di quanto l’ONA denuncia da tempo. Tuttavia, non possiamo non rilevare come l’importo del risarcimento risulti irrisorio se rapportato alla compromissione della salute, alle sofferenze fisiche e psicologiche patite e al rischio concreto di ulteriori e più gravi evoluzioni patologiche. Questa decisione rappresenta sì un passo importante, ma conferma quanto sia ancora lunga la strada per un pieno riconoscimento dei diritti delle vittime dell’amianto nelle Forze Armate» - dichiara Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale Amianto e legale del maresciallo.
L’ONA offre consulenza legale e medica gratuita alle vittime dell’amianto nelle Forze Armate attraverso il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.
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