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Cultura - TeatroStefania Castella

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13 Settembre 2023
In-Stabiese due appuntamenti imperdibili al Teatro Instabile di Napoli
di Stefania Castella


In-Stabiese due appuntamenti imperdibili al Teatro Instabile di Napoli

Due appuntamenti in questo weekend per In-stabilestate la rassegna di teatro in scena al Teatro Instabile Napoli. Si comincia sabato 16 settembre ore 18.00, in prima nazionale, debutta Il nobile guardaporte di Roberto del Gaudio con la regia di Maria Verde. In scena ci sarà Antonio De Rosa che interpreta il guardaporte Spinelli, un uomo “fuori tempo massimo”: un esponente della antica nobiltà napoletana, caduto in disgrazia, costretto a vendere appartamento per appartamento l’ultimo palazzo di famiglia, laddove però resiste ritagliandosi il ruolo di portiere, appunto di “guardaporte”. Posizione, quella della guardiola, che, seppure indice di una sconfitta personale e di una debacle storica irreversibile, gli consente di guardare le porte dei condomini come se fossero trasparenti, e di analizzare dunque una umanità persa nel quotidiano piccolo borghese vizio di essere al mondo per nulla. Né Religione, né Arte, nessun anelito metafisico sembrano pervadere le esistenze di questo nucleo bizzarro di persone, che Spinelli racconta con colta ironia, con raccapriccio, con umanità. Il condominio come metafora del mondo, delle comunità di oggi, della vita sociale stessa, con le sue situazioni drammatiche, comiche, assurde, ridicole, poetiche. L’amore, la cultura, il sapere, poi, quali ultimi disperati trampolini di lancio verso la perduta Bellezza, verso la dimensione di nobiltà smarrita, ritrovata nel suo sognante rapporto con Fiammetta, clavicembalista che riempie il suo cuore, il palazzo e la scena della musica dei grandi Maestri del passato: un tappeto fatato del tempo destinato a decadere verso le derive della modernità mercificata. Che ne sarà del Guardaporte, che ne sarà di Fiammetta, del loro amore inconfessato? Che ne sarà del rumore di sottofondo dei condomini, il rumore monotono e scialbo degli uomini della nostra epoca? La risposta, almeno in teatro, è ancora nel solito motto: “Chi è di scena!”

 

Domenica 17 settembre ore 18.30, Sasà Trapanese, diretto da Gigi Savoia, sarà in scena con l’atto unico Marammè di Rosario Salvati. Caverne, cunicoli silenziosi sotto i palazzi secolari del centro. Dall’alto un cono di luce fende il buio e colpisce il suolo sul fondo del pozzo, il grembo muto della memoria. In scena un uomo, una figura evocata forse dal suo stesso passato di cui ricorda ogni suono, ogni voce, ogni istante. È qui che Marammé, interpretato da Sasà Trapanese, parla ai suoi fantasmi, rivive il suo dramma: l’uccisione del fratello Giacomino – piegatosi alla malavita dei vicoli – a cui assiste non visto e di cui non rivelerà mai gli assassini. Il senso di colpa di Marammé si consuma in un racconto che viene come un’eco dal fondo del pozzo in cui precipitò quando era bambino e dove ritorna con la memoria per ritrovare l’amore di sua madre e la protezione del suo grembo. Marammé, un eroe dei nostri giorni, testimonia così che la gioia più grande si trova nella libertà, nella forza di scartare le scelte più facili, di non fare della dignità l’oggetto di un meschino baratto, di sorridere anche alla follia che gli viene scaraventata addosso per coprire verità che non vanno gridate.








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