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Cultura - ArteSimona Letizia Ilardo

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26 Marzo 2015
Fernando Botero: primavera palermitana
di Simona Letizia Ilardo



Fernando Botero: primavera palermitana
Il Bacio di Giuda

È nella suggestiva cornice del Palazzo dei Normanni di Palermo, in quella che fu la sede della corte di Ruggero il Normanno prima e del nipote Federico II poi, che dal 21 marzo al 21 giugno 2015 saranno esposti i capolavori de “Via Crucis. La Pasión de Cristo” di Fernando Botero.

 

Un imperdibile appuntamento con l’arte nell’arte.

 

La mostra, che è stata accolta nelle Sale di Duca di Montalto di Palazzo Reale, è costituita da 27 dipinti ad olio e da 34 disegni che rappresentano, appunto la Passione di Cristo.

 

Le opere, dipinte con grande magnificenza, sono state donate nel 2012 dall’artista colombiano al Museo di Medellin, sua città natale e, prima di giungere in Sicilia, sono state esposte con grande successo a New York, Medellin, Lisbona e Panama.

 

E’ dunque Palermo l’unica tappa italiana scelta per l’esposizione ed è nel cuore del salotto dell’arte palermitana che avrà modo di sfoggiare la sua bellezza.

 

Sebbene l’artista si dichiari “non religioso”, la trattazione dei temi sacri non è nuova nella sua arte e, in queste opere, ha voluto affrontare il tema della Passione perché, come egli stesso afferma, “ha una bellissima tradizione artistica”.

 

La tradizione di cui parla Botero è quella definita dell’arte religiosa che vanta una smisurata collezione di opere in tutto il mondo e che è stata tematica con cui numerosissimi artisti, nei secoli, si sono misurati, lasciandoci splendide testimonianze della loro impronta, della loro interpretazione, della loro personale lettura delle Sacre Scritture.

 

Fernando Botero afferma che, seguendo gli esempi di chi lo ha preceduto, nei suoi dipinti, “mescola realtà di vita (latinoamericana nello specifico) con il tema biblico” ed il risultato oltre ad essere sorprendente, riesce a trasmettere la forza, il dolore, la tragicità, l’ importanza e la sacralità del momento che i protagonisti delle tele, stanno vivendo.

 

Ancora come molti suoi predecessori quali Masaccio, Michelangelo, Pinturicchio, l’artista “indossato il miglior vestito della festa” dipinge se stesso accanto a Gesù nel rappresentare “Il bacio di Giuda”, lasciando con la sua presenza, la sua firma, la sua testimonianza.

Il lavoro presentato si discosta dalle opere dell’artista per la mancanza di elementi satirici tipici delle sue creazioni.

 

Botero spiega che “si tratta di un lavoro pervaso di grande rispetto per l’argomento trattato, momento fondamentale della vita di Gesù” e, aggiungerei, per la cristianità in quanto parte del dogma della morte e risurrezione di Cristo.

 

Promossa dall’Assemblea regionale siciliana, dalla Fondazione Federico II e dal Museo colombiano di Antioquia, la mostra vanterà un valore aggiunto: essere esposta, nelle sale ad essa dedicate, di quella che è la più antica residenza reale d’Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia, sede imperiale con Federico II e Corrado IV. Un imperdibile appuntamento con l’arte nell’arte.








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