Rss di IlGiornaleWebScrivi a IlGiornaleWebFai di IlGiornaleWeb la tua home page
Sabato 31 gennaio 2026    redazione   newsletter   login
CERCA   In IlGiornaleWeb    In Google
IlGiornaleWeb

Cultura - LibriStefania Castella

CONDIVIDImyspacegooglediggtwitterdelicious invia ad un amicoversione per la stampa

10 Agosto 2015
Giulio Perrone, L'Esatto Contrario. Quando il noir si sposa con la realtà...
di Stefania Castella



Giulio Perrone, L'Esatto Contrario. Quando il noir si sposa con la realtà...
Giulio Perrone

Quando si compone una recensione, si narra, non è questione di trame è un sentire che arriva attraverso le atmosfere, e qui siamo a Roma siamo nell’aria, nel profumo, nelle braccia di un’eterna bellezza che riaffiora di colori, di odori, di quel tutto che appartiene al vivere e sentire. C’è una storia da raccontare, c’è una mano da afferrare, la mano di Riccardo che ci somiglia, nelle sua giornate divise tra l’abitudine e l’indolenza, sicurezze nelle quali vuoi barricarti, gli amici, la fede per la squadra da seguire.

 

Trame di vita che passano nella mente di chi sa cogliere e raccoglierle e con quella magia del saper raccontare, trasformare la realtà rendendola impalpabile ma materia al tempo stesso. E per magia vedi le facce, riconosci te stesso nei tratti, nelle delusioni d’amore che non ti assolvono dai tuoi errori, e il passato che metti da parte per un attimo o per dieci anni, che credevi svanito e invece era solo in un angolo del tuo cuore, pronto a riaffiorare per caso. Per caso tra lo stadio, la piazza, la vespa, il giornale al quale ti sei piegato per non rincorrere un futuro che non sai ancora volerti meritare, e tutto appare nitido.

 

Riccardo torna a quel passato che era parte di un momento vitale di leggerezza, di università, il bacio sfiorato di Giulia strappato dal nero che ne farà cronaca, Giulia che muore, uccisa da una mano che si riconoscerà essere di un professore della facoltà, che pagherà poi il suo debito. Giulia che stravolgerà il presente e il futuro. Giulia che poteva essere, Giulia che credevi fosse e invece… Riccardo sarà diverso, sarà una storia dopo, sarà una facoltà differente, sarà altre scelte e adattamento. Quando quella carne, quando quel ricordo, quando quell'essere di un tempo, ritornerà, sarà ancora cambiamento. Giulia riaffiorerà nel suicidio del professore, dal passato al presente, e riporterà, insieme alle evocazioni, un mistero da ricercare, da svelare. Quello che si credeva essere compiuto e invece è ancora da capire fino in fondo. Riccardo avrà bisogno di conoscere, tra le mani il diario di lei, anche solo per sapere quale posto nel cuore le aveva occupato, perché forse Giulia nel sapore di un attimo è rimasta dentro, dentro un mondo che ritorna.

 

Riccardo, scoprirà il coraggio e la vita oltre il cerchio di protezione intorno. Scoprirà che può avere tante forme la determinazione, scopriremo un uomo che persegue un ideale, scopriremo l’uomo che vorremmo, che sa tornare, che sa correre, rincorrere, lasciar andare… E scomode rivelazioni, scomode verità, come solo la verità sa essere, quando il piano è inclinato e vedi le cose che credevi chiare, distorte e forse solo in quel momento come realmente sono. Devi solo imparare ad accettarle.

 

“L’Esatto Contrario” (Rizzoli) è una realtà nella realtà, dove tutto è chiaro e tutto pronto a confondersi. Riccardo immerso nel suo film e Giulio Perrone, la mano che ha costruito questo giallo, regista di un film che catturerà tutti noi, spingendoci a percorrere quella strada fino in fondo, rischiando, credendo. Ognuno ha i suoi gialli da perseguire, da inseguire, Perrone, tra pennellate di borgate, di ricordi, ce ne regala uno che ci mancherà al finale, lo leggeremo tutto d’un fiato e ci sembrerà di sentire il bisogno di sapere ancora, di incontrare ancora Riccardo, il suo nuovo adattarsi dopo aver cercato di mettere in fila ogni pezzo di quel puzzle stretto tra le dita. Conosciamo meglio l’autore di questo intrigante noir attraverso le sue risposte.

 

Giulio Perrone, editore, scrittore, vivendo tra i libri e fino all'esordio, libri altrui, come avviene il suo passo da una parte all'altra?

 

Con grande spensieratezza. Si tratta di una bella opportunità che mi sto godendo fino in fondo provando delle sensazioni e delle emozioni nuove e differenti.

 

Sono tentata dal chiederle, quale dei due ruoli sente più calzante...

 

Prima dell'editoria è venuta la passione per la lettura e per la scrittura quindi questo romanzo è stato un ritorno alle origini però non posso negare che il ruolo di editore mi ha dato e continua a darmi tantissimo.

 

Si chiede chi scrive, chi leggerà? Come si definirebbe da scrittore?

 

Penso di avere la qualità di riuscire a non prendermi mai eccessivamente sul serio nella vita e di aver portato questo anche nella scrittura e nel protagonista del mio romanzo.

 

Probabilmente è un errore, ma un’operazione che accade, cercare tra le righe l’autore, i suoi tratti. Quanto c’è di Riccardo in Giulio? simili per qualche verso o l’esatto contrario?

 

Ci sono molte mie storie vissute ed esperienze nei tanti flashback del libro. Per il resto credo che siamo distanti nel modo di intendere e vivere la vita. Ci accomuna poi la grande passione per la Roma però.

 

Cos'è esattamente “L’Esatto Contrario”,  il ricordo da capire, l’illusione, il sapore fugace di Giulia?

 

È soprattutto la sensazione che il protagonista prova in molti momenti della storia sia nei confronti di altri personaggi che incontra, sia nei confronti di un certo mondo che gli ruota intorno e che sente ostile, diverso, distante da sé. Non che Riccardo sia un cavaliere senza macchia e senza paura ma crede in alcune cose, ha una sua morale che cerca di seguire e che non piega agli interessi personali come molte delle figure che gli ruotano intorno.

 

Belle, indipendenti, a loro modo le donne nel suo romanzo sono tutte, anche quelle mosse da altrui mani, toste e incisive. Giulia, vittima e carnefice forse, ma come vede le donne, lei?

 

Credo che le donne del libro spicchino tutte per qualche peculiarità che le guida e le sorregge ma in generale, forse a parte una, non sono deboli o rinunciatarie. Agiscono e cercano di determinare il proprio destino. Questo mi piace. Non amo le donne banali o senza profondità, credo che il confronto o anche il contrasto siano molto stimolanti.

 

Riccardo si muove in luoghi che non sono solo sfondo, partecipano, accompagnano, proteggono. La “Grande bellezza” di questa metropoli eterna, non è una scelta casuale… Come vive la sua città?

 

La amo e la odio come tutti coloro che sono nati e cresciuti a Roma. Ma non potevo scegliere altra ambientazione. L'idea era quella di restituire però una Roma assolutamente non monumentale ma vera, viva, contemporanea... Per questo ho scelto San Lorenzo che è esempio di come tradizione e cultura multietnica possono fondersi in un mix meraviglioso. Oltretutto Roma si sposava molto bene con la mia idea di una scrittura di base anche ironica e in cui anche le cose più terribili possono essere raccontate con una battuta, magari amara.

 

Un romanzo il suo, fedele a quella verità per cui, il viaggio, si misura dal percorso più che dall'approdo. Tutto il cammino è talmente ben costruito, da essere godibile per tutta la durata. Come si tiene alta la tensione del lettore?

 

Credo che sia fondamentale fare in modo che il lettore possa, sin dalle prime pagine,  camminare al fianco del protagonista, vivere le sue emozioni e riuscire a lasciarsi coinvolgere in ogni sua avventura. Solitamente se si riesce in questo si è già a buonissimo punto.

 

C’è un autore che l’ha ispirata?

 

Ci sono autori che amo molto e in generale penso che si debba qualcosa a qualsiasi nostra lettura. A cominciare dai classici fino ad autori che ritengo straordinari come McCarthy, Arriaga, Lansdale o Don Winslow.

 

 

Il thriller è una scelta, o una declinazione arrivata via via?

 

Credo anzitutto che questo libro sia più un noir che un thriller ma senza entrare troppo in ragionamenti e declinazioni di genere penso che il noir sia oggi uno strumento molto interessante per raccontare la realtà contemporanea.

 

Cosa leggerà questa estate?

 

Sto leggendo un bel volume di Einaudi che raccoglie tre romanzi di Lansdale con protagonisti i suoi due investigatori sui generis, Hap e Leonard.

 

Molti pensano che la fatica si chiuda con l’uscita di una pubblicazione, gli addetti ai lavori non la pensano proprio così… cosa determina il successo di una storia secondo lei?

 

Oggi come oggi non si può pensare che un romanzo abbia successo senza che l'autore si impegni a fondo nel farlo conoscere con presentazioni, eventi e un intenso lavoro sui social. D'altronde è anche vero che non c'è niente di più bello dell'entrare in contatto con nuovi lettori e confrontarsi con loro.

 

Ha già pensato al prossimo romanzo?

 

Diciamo che sto cominciando a scrivere qualcosa. Ho già un'idea abbastanza precisa che è però in fase di sviluppo. Il protagonista sarà ancora Riccardo.

 

Non vediamo l’ora di leggere ancora di Riccardo, seguendolo magari tra le strade della sua bellissima città, a bordo di una vespa, alla ricerca di altre verità…








  Altre in "Libri"