 "SINE CURA. Guardare oltre l’evidenza”: la sicurezza non comincia quando qualcosa accade, ma quando smettiamo semplicemente di guardare e iniziamo a osservare
L’ingegnere e docente universitario Gianluca Giagni torna in libreria dal 28 settembre con “SINE CURA. Guardare oltre l’evidenza” (VivereIn, Collana Sine cura), la sua sesta pubblicazione che continua un percorso editoriale e divulgativo volto alla diffusione di una cultura della sicurezza sempre più consapevole e condivisa.
Guardiamo tutto. Ma quanto riusciamo davvero a vedere?
Viviamo circondati da immagini, gesti e situazioni che ci sembrano familiari. Li attraversiamo con lo sguardo ogni giorno e proprio questa familiarità, a volte, ci porta a dare per scontato ciò che abbiamo davanti. Non lo facciamo per distrazione, ma perché guardare è immediato; comprendere ciò che vediamo richiede qualcosa in più ed è proprio da qui che comincia il gioco.
Guardare, vedere, osservare sembrano quasi sinonimi e non lo sono. Guardare è posare gli occhi sulla realtà, vedere è andare oltre ciò che appare, osservare significa fermarsi un istante in più: riconoscere un segnale, cogliere ciò che può sfuggire, comprendere un rischio e trasformare quella consapevolezza in una scelta.
“Questo libro nasce come continuazione di un percorso che ho intrapreso ormai da alcuni anni. Nel tempo ho sentito il bisogno di allargare lo sguardo: non parlare soltanto di sicurezza, ma provare a guardare al cittadino nella sua interezza, a come si muove, a come interpreta ciò che accade intorno a lui e, soprattutto, a come impara a fare delle scelte consapevoli – ha spiegato Giagni.
Nasce pensando soprattutto alle nuove generazioni, ma credo possa parlare anche agli adulti. Educare alla sicurezza non significa, del resto, soltanto trasmettere regole: significa costruire consapevolezza. E questa è una responsabilità che riguarda tutti, perché il cittadino del domani si forma anche attraverso il modo in cui oggi impariamo a leggere la realtà.
Detto in altre parole, la sicurezza non dovrebbe essere percepita soltanto come qualcosa che interviene quando accade un problema. Comincia molto prima: nella capacità di riconoscere ciò che ci circonda, di comprendere le conseguenze delle nostre azioni e di fare scelte responsabili. In questo senso, educare alla sicurezza significa anche educare il cittadino del domani.
Vorrei, quindi, che rimanesse una domanda molto semplice a chi legge: ‘Sto davvero osservando ciò che ho davanti?’. Perché spesso la realtà non ci nasconde le cose: siamo noi che, per abitudine o familiarità, smettiamo di vederle. Se questo libro riuscisse anche solo ad allenare un po' lo sguardo del lettore, allora avrebbe raggiunto il suo obiettivo”.
“Una nuova ed interessante pubblicazione con studi approfonditi sulla sicurezza da uno dei massimi esperti italiani - ha commentato l’editore.
Sì, perché Gianluca Giagni con la sua oculatezza e competenza affronta una problematica importante che attraverso la lettura di questo libro ci accompagna ‘dal guardare al vedere, fino all’osservare’.
Tre, dunque, le parole importanti: GUARDARE - VEDERE – OSSERVARE: tre gesti distinti, come lo stesso autore dichiara, che compongono la vera cultura della sicurezza.
Il libro dunque è un percorso a educare lo sguardo di ciascuno di noi a prendere coscienza che la sicurezza non è solo un bene personale, sul nostro pianerottolo, ma una responsabilità collettiva, una consapevolezza che deve essere, innanzitutto, condivisa da tutti. Oggi, purtroppo, molto difficile in una società con sentimenti discordanti.
Attraverso i suoi studi, vari seminari e, in particolare con quest’ultima pubblicazione, Giagni indica sempre con passione e professionalità quelle condizioni, risorse e valori che permettono a tutti noi, membri di una società, di sviluppare il vero benessere collettivo”.
Come nel gioco della campana, questo libro invita a procedere un salto alla volta. Quattro caselle, dalla 4 alla 7, accompagnano il lettore attraverso la casa, la strada, il mare e il cielo: scenari diversi, uniti da una stessa domanda: quanto conta ciò che abbiamo davanti agli occhi e quanto, invece, il modo in cui scegliamo di guardarlo?
E, come nel gioco della campana, ogni casella raggiunta non è soltanto un traguardo, ma è un nuovo punto da cui guardare.
Gianluca Giagni
Gianluca Giagni (1973), ingegnere laureato al Politecnico di Bari, opera da oltre vent’anni nel campo della salute e sicurezza sul lavoro ed è stato tra i primi in Italia a porre il fattore umano e la percezione del rischio al centro della prevenzione. Da questa visione nasce, nel 2019, il progetto nazionale La sicurezza a partire dai banchi di scuola, da lui ideato per il CNI e successivamente riconosciuto attraverso un protocollo d’intesa con MIUR e Protezione Civile, che ne ha promosso l’attuazione nelle scuole.
È docente presso l’Università degli Studi di Brescia, l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Collabora inoltre con diverse realtà aziendali, ricoprendo ruoli di responsabilità nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro, tra cui quello di CEO for Safety presso Cobar S.p.A.
Fa parte del comitato di redazione del Giornale degli Ingegneri e collabora con Ingenio nella divulgazione tecnico-scientifica sui temi della prevenzione e della sicurezza.
Con questo volume firma la sua sesta pubblicazione e prosegue un percorso editoriale e divulgativo che, negli anni, lo ha portato e continua a portarlo in convegni, fiere, incontri radiofonici ed eventi culturali, con un obiettivo costante: contribuire alla diffusione di una cultura della sicurezza sempre più consapevole e condivisa.
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