 | Il fiocchetto lilla simbolo dell'evento |
Di lei che mangiava troppo, di lei che mangiava troppo poco, di loro che non vedevano o fingevano o si distraevano, del mondo che andava avanti, comunque. Di una madre che offre il calore del suo abbraccio e cibo al figlio, della partenza della vita, da allora tutto passa dalla bocca al cuore. Affetto e non affetto, accettazione e negazione. Da solitudini a vuotare frigoriferi, a solitudini a vuotare stomaci, fatti entrambi della stessa materia. Forse non dei sogni, piuttosto degli incubi. Esperti e libri e film e convention. E rumore, molto rumore, perché la ruota della vita gira intorno al cibo, che spesso diventa un nemico contro il quale vincere a tutti i costi. Eppure ti puoi anche andare bene, almeno fino a quando non ti guardi attraverso gli occhi degli altri. Gli occhi degli altri sanno essere implacabili, sanno inchiodarti alla croce, sanno piantarti un chiodo nel cuore che resterà per sempre. Resterà finché scompari. E come fai a scomparire se non hai nessun potere da supereroe? Se il tuo corpo invece di obbedire fa l’esatto contrario, si allunga si allarga si arrotonda, mentre quella tua amica resta immobile e uguale, come immobile il suo corpo, mentre corre, mentre salta e allora smetti.
Smetti di correre, smetti di saltare, di giocare alla pallavolo o di infilarti nel tutù da danza classica, che ti sta troppo stretto. TI stringe la tutina, e il mondo guarda, e giudica, ti stringe il cuore, e quello non lo vede nessuno. Nessuno può sussurrare. Nessuno ci fa caso, se non parli più tanto, se non esci più tanto, se non sorridi più tanto. Piano piano dici no, al biscotto, alla patatina, alla caramella, alla bibita, al gelato. Forse funziona, e l’unico numero di magia che ti può riuscire è la sparizione, del cibo, e di te. Lentamente silenziosamente, maledettamente. Ci sono milioni di luci oltre le città, milioni di case oltre le luci, milioni di vite oltre le case. Ogni luce ha la sua forma e la sua speciale scia luminosa, tutte si assomigliano e nessuna veramente si assomiglia. Ci sono luoghi fisici dove puoi posare le mani e sederti e luoghi mentali dove passare distratti affiancandosi agli altri. Il luogo dell’adolescenza è una metropoli affollata e confusa di facce e messaggi, troppo spesso soprattutto questi, sono devianti, deformati, deformanti. Ti mostrano realtà che non ti possono appartenere sempre, misure nelle quali non puoi credere di dover rientrare per forza. Troppo spesso staccarsene e leggerli distaccandosene, vuol dire cambiare il passo di una massa che avanza nella medesima direzione, è difficile, non sempre si riesce, non sempre se ne esce, da soli.
Chiedere aiuto è il passo più difficile, significa ammettere di avere un problema, una difficoltà, e significa ancora prima riconoscerlo il problema e quella difficoltà. Riconoscere che i modelli di riferimento non sono quelli che svettano sui cartelloni pubblicitari altissimi, inarrivabili. Quella non è la realtà, ma una versione (il più delle volte ritoccata) che passerà, che segue schemi che non appartengono alla vita reale. Non credete a tutto quello che viene proposto, alle magrezze estreme che servono solo a lasciar cadere abiti come su perfette grucce, voi non siete quelle grucce. Il corpo nel quale siete, appartiene a voi, ha bisogno di voi, e voi di lui, imparate a “sentirlo” come vostro, non trasportatelo seguendo la foga del momento, in qualunque direzione. Fatevi del bene, e chiedete aiuto, quando la visione distorta che avete di voi, diventa l’unica visione che credete possibile.
A partire da sabato 14 marzo 2015, in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla per i Disturbi del Comportamento Alimentare, vi saranno giornate di eventi e discussioni. I primi lavori, avranno luogo alla Casa del Cinema a Villa Borghese (Sala Kodak Largo M. Mastroianni 1 Roma) dove si organizza un’intera giornata a partire dalle ore 15.30 per discutere l’argomento, interverranno: Il Prof. Lorenzo Maria Donini (Presidente SISDCA, Sapienza Università di Roma), il Dottor Armando Cotugno (Responsabile UOSD Disturbi del comportamento alimentare RME), il Dott. Enrico Prosperi (Presidente sez. Lazio SISDCA, Sapienza Università di Roma). Le parole e le immagini saranno sottolineate dall'intervento della giornalista e autrice del libro “Briciole” Alessandra Arachi, Ilaria Cirino Pomicino, regista del film tv omonimo, l’attrice interprete della pellicola Claudia Zanella, Margherita de Bac giornalista e autrice del libro “Per fortuna c’erano i pinoli”.
Durante la convention sarà riproposta proprio la pellicola Briciole, nata nel 2005, dolorosa, profonda, realisticamente toccante, attuale più che mai. Storia di Sandra una diciottenne come tante, e del suo percorso inarrestabile verso la negazione del cibo.
Una giornata importante per discutere e sollevare, tenendo sempre alta l’attenzione su un tema presente più che mai al centro di tante vite, insospettabili vite, troppe volte dolorose vite.
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