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Cultura - SocietàStefania Castella

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20 Marzo 2015
Seno, quando la prevenzione salva
di Stefania Castella



Seno, quando la prevenzione salva
prevenzione è salvezza

Sei giovane, e l’ultimo pensiero che ti può venire in mente, è che il tuo corpo ti possa in qualche modo tradire. Succede e di solito succede all'improvviso, come tutte le cose, belle o brutte ti capitano quando meno te lo aspetti. Casualmente fai un controllo, casualmente intercetti una strana espressione di fronte a te. Poi quello che avviene dopo è difficile da definire. Le tempie ti pulsano, ma respiri, sei viva, non riesci a rendere compatibile “la cosa” con quella che è la tua vita. Perché prima di tutto, solitamente, stai bene, non hai nessun fastidio, non hai nessun dolore, il più delle volte. La tua faccia è la stessa, intorno a te tutto è quello che era, tu improvvisamente, intimamente, no. Tutto quello che farai, che vivrai, che penserai, una volta su due, scivolerà in un pensiero, sempre lo stesso, sempre quello. Tutto sembra scivolare, niente ti sembra più necessario. Quello che provi via via, è un percorso che assomiglia ad un corridoio di esperienze, che in qualche modo ti cambiano. Non te ne dimentichi, quello che guardi, lo fotografi, e guardi tutto, osservi tutto: le mani, gli aghi, le parole che ti dicono, le labbra, quelle del medico, le osservi quasi senza sentire le parole, come se potessero uscire in qualche modo in qualche forma. Parla di te la sua bocca, ti dice cose e a tratti neanche lo segui. Stai pensando a te, a quello che eri, a quello che vuoi ancora essere.

 

Sapete che cos'è arrivare in tempo? Significa poterlo raccontare. La prevenzione conta, la prevenzione è salvezza. Per le donne parlare del simbolo del loro essere, è un po’ toccare il cuore. Il seno che nutre, il seno che seduce, quando ti si rivolta contro certe volte ti ritrovi a parlarci a chiedergli: “si può sapere che ti ho fatto”? Ogni anno in Italia 37mila casi di tumori alla mammella entrano nei registri, molti di più di un tempo. I fattori, molteplici. Ormoni che durante il corso della vita subiscono variazioni continue, abitudini sbagliate, dipendenze dannose come fumo o alcol, l’obesità, e i fattori genetici. Per alcune neoplasie, alla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) spiegano che il 5-7% dei tumori alla mammella è legato a fattori genetici precisi e riconoscibili. Mutazioni cromosomiche che grazie a nuove tecnologie si possono in qualche modo intercettare con buone possibilità. Purtroppo quello che incide è il controllo, manca la giusta informazione, per cui, dopo i cinquant'anni, magari le strutture apposite invitano a fare screening esami e accertamenti vari, ma le fasce più giovani non ricevono la giusta attenzione. Occorrerebbe un impegno all'informazione maggiore, capillare, esteso anche a fasce d’età minori e considerate a rischio più basso. Occorrerebbe una rete di informazione che prepari, che istruisca e magari consideri alcuni controlli importanti da eseguire senza aspettare le mammografie dei dopo quaranta.

 

In primis, fondamentale, imparare ad osservare il proprio corpo, studiare le proprie forme (tenendo presente che vi sono comunque continui mutamenti nel corso dei mesi) capire, soprattutto imparare ad effettuare controlli apparentemente banali ma che sono i primi approcci, i primi campanelli da segnalare al medico. Osservazione, autopalpazione. Dialogo. Sembrerà ininfluente, ma parlare aiuta. Aiuta a confrontarsi a condividere informazioni ed esperienze. Non vergognarsi di chiedere, non aver paura di affrontare cose a volte più grandi di noi. Affidarsi ad un esperto, in cui riporre fiducia, che significa avere un contatto che somigli ad una protezione pronta ad accogliere nel momento del dubbio, quando nasce una prima avvisaglia. Niente attacchi di panico, niente ansia le cose vanno affrontate nel modo più razionale possibile, e in questo proprio il sito della Lilt, offre indirizzi e indicazioni delle varie sezioni provinciali, per conoscere luoghi dove poter avere assistenza. Le cure sono cambiate, le operazioni meno invasive di un tempo, le terapie mirate in funzione dei recettori ormonali, e di ogni tumore oggi possiamo ricavare la “storia”, la morfologia, il grado di “invasione”. Strumenti diagnostici che col tempo si sono assolutamente evoluti. In materia di prevenzione, magari la strada è ancora incerta, ma sotto certi punti di vista tante cose sono cambiate, per fortuna.

 

Ricordiamoci che I giovani si sentono spesso invulnerabili, non hanno tempo per pensare a certe cose, non pensano al valore della diagnosi precoce. Affrontiamo gli argomenti scomodi con le nostre figlie, con i nostri ragazzi, che approccino certe problematiche senza sentirsi invasi dalla preoccupazione, solo con la sicurezza della conoscenza, con queste armi e solo con queste, si può pensare di esser quantomeno pronti a reagire con forza per affrontare un nemico che certe volte non si vorrebbe mai avere di fronte..








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