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28 Ottobre 2026
Eternit bis, Schmidheiny: reato prescritto, ma confermate le statuizioni civili.
di Stefania Castella


Eternit bis, Schmidheiny: reato prescritto, ma confermate le statuizioni civili.

 

Confermati i risarcimenti ai familiari dell'operaio morto di mesotelioma per esposizione all'amianto per oltre 30 anni nello stabilimento di Bagnoli

 

Bonanni (ONA): «Il tempo ha cancellato il reato, ma non la responsabilità».

 

  ottobre 2026 – Reato estinto per prescrizione, ma confermate le statuizioni civili. È la decisione pronunciata oggi dalla Corte di Assise di Appello di Napoli nei confronti dell'imprenditore svizzero Stephan Ernst Schmidheiny, ex vertice del gruppo Eternit, imputato per la morte di un operaio dello stabilimento di Bagnoli, deceduto nel 2009 a causa di un mesotelioma peritoneale.

 

Il lavoratore aveva prestato servizio nello stabilimento dal 1954 al 1985, svolgendo mansioni che comportavano una prolungata e intensa esposizione alle polveri di amianto: dallo scarico dei sacchi contenenti il minerale alle lavorazioni nei reparti tubi e torni. Dopo oltre trent'anni di esposizione, nel 2007 era arrivata la diagnosi di mesotelioma. Due anni dopo, la morte.

 

Una vicenda giudiziaria lunga e complessa, iniziata a Torino nell'ambito del processo Eternit bis e successivamente trasferita a Napoli. Nel 2022 la Corte di Assise aveva riconosciuto la responsabilità dell'imputato per omicidio colposo, dopo aver riqualificato l'originaria accusa di omicidio volontario, pronunciandosi anche sulle richieste risarcitorie delle parti civili.

 

Dopo la sentenza di appello del 2024, la Cassazione, nel febbraio 2025, aveva disposto un nuovo giudizio per approfondire la motivazione sul nesso causale tra l'esposizione all'amianto e la morte del lavoratore.

 

Oggi la Corte, presieduta dal giudice Roberto Donatiello, ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, confermando tuttavia le statuizioni civili della sentenza di primo grado e disponendo la rifusione delle spese legali alle parti civili, tra cui l'Osservatorio Nazionale Amianto, assistito dall'avv. Flora Rose Abate.

 

La prescrizione non equivale a un'assoluzione nel merito. La conferma delle statuizioni civili, ai sensi dell'articolo 578 del codice di procedura penale, rappresenta un risultato significativo per le vittime e i loro familiari, perché mantiene gli effetti civili della precedente decisione nonostante l'estinzione del reato.

 

«Il tempo ha cancellato il reato, ma non la responsabilità», dichiara l'avv. Ezio Bonanni, presidente dell'ONA. «Dopo anni di battaglie giudiziarie, questa decisione rappresenta un risultato importante per la famiglia della vittima e per tutti i lavoratori di Bagnoli che hanno respirato amianto senza essere adeguatamente protetti. La prescrizione resta una ferita, perché il trascorrere del tempo non può cancellare il diritto alla giustizia. Come ONA abbiamo chiesto che la Corte si pronunciasse comunque sugli effetti civili e il dispositivo va in questa direzione. Continueremo a batterci per garantire processi in tempi certi e risarcimenti effettivi alle vittime dell'amianto».

 

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

 

Osservatorio Nazionale Amianto - Numero verde: 800 034 294 - www.osservatorioamianto.it








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